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Credendino: "Il Napoli non è favorito! Occhio alla Juve: difficilmente ne sbaglia 2 di fila"

Credendino: "Il Napoli non è favorito! Occhio alla Juve: difficilmente ne sbaglia 2 di fila"
Oggi alle 15:45Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone
Vincenzo Credendino presenta Juventus-Napoli: dalla crisi dei bianconeri alla crescita degli azzurri, passando per le ambizioni Champions.

Juventus-Napoli è molto più di uno scontro diretto: in palio ci sono punti pesanti per la corsa alla Champions League e la possibilità di rilanciare una stagione finora al di sotto delle aspettative. Le due squadre arrivano alla sfida attraversando momenti differenti: gli azzurri hanno mostrato segnali di crescita nelle ultime tre partite, mentre i bianconeri sono reduci da un periodo complicato e dalla sconfitta contro il Genoa. Alla vigilia del match, Vincenzo Credendino, giornalista di Sportitalia, analizza ai microfoni di Radio TuttoNapoli le difficoltà delle due formazioni, le ambizioni stagionali e i possibili rischi per il Napoli in vista della trasferta di Torino.

Che sensazioni ti ha lasciato la conferenza di Massimiliano Allegri? Qual è il passaggio che ti ha colpito maggiormente? Chi potrebbe essere in dubbio? "Per quanto riguarda Anguissa, dalle informazioni che ci arrivano dovrebbe comunque partire dal primo minuto. Bisognerà capire come andrà l'allenamento di oggi e nelle prossime ore potremo avere indicazioni più precise. È stata una conferenza nel classico stile di Max Allegri, dalla quale non sono emersi tantissimi spunti, ma mi ha colpito il suo riferimento allo scontro diretto. Si affrontano due squadre che in questo momento sono indietro rispetto alle aspettative e stanno attraversando una fase complicata. Ci sono diverse problematiche che le accomunano: entrambe erano partite con l'obiettivo di competere per la Champions League e ora si ritrovano a inseguire, entrambe hanno numerosi infortuni e alcuni giocatori non stanno rendendo secondo le attese. Penso, per la Juventus, a Yildiz e Locatelli, ma anche a Bremer, mentre il Napoli ha avuto a sua volta elementi al di sotto del proprio rendimento abituale, anche se le ultime tre partite hanno dato segnali diversi. Un altro aspetto che accomuna le due squadre è la difficoltà nel disputare una partita intera senza passaggi a vuoto. Il Napoli può anche giocare bene per venti minuti, un quarto d'ora o mezz'ora, ma poi concede qualcosa agli avversari. La Juventus soffre di amnesie simili. Sono due formazioni che, pur avendo idee di calcio differenti, stanno incontrando problemi comuni. In qualche modo, anche gli stessi allenatori sembrano essersi avvicinati: Allegri sta dando maggiore importanza alla prestazione, come emerge dalle sue dichiarazioni sul fatto che il risultato debba essere una conseguenza del gioco, mentre Spalletti insiste molto sui duelli individuali. È un altro elemento che li accomuna".

La differenza, seppur non enorme, è che il Napoli arriva da tre partite in crescita, mentre la Juventus sembra attraversare il momento opposto. È meglio o peggio affrontare i bianconeri proprio adesso? "Sicuramente è peggio, perché la Juventus difficilmente sbaglia due partite consecutive. Quella contro il Genoa è stata una gara negativa: i bianconeri sono andati in ritiro e sono stati strigliati. Anche Spalletti si trova in una posizione delicata. Non è un momento semplice per affrontarli, soprattutto perché giocheranno in casa. Il Napoli, negli ultimi anni, è riuscito a ottenere risultati importanti a Torino, anche in momenti particolari della stagione, ma bisogna fare attenzione a non sottovalutare l'avversario. È vero che gli azzurri arrivano da un periodo più positivo e nelle ultime tre partite hanno dato risposte importanti. Tuttavia, se fossi l'allenatore o il presidente della Juventus, vorrei proprio che il Napoli arrivasse a questa sfida con un'eccessiva sicurezza. Bisogna ricordare che si affronta una squadra attrezzata, innanzitutto per conquistare il quarto posto e poi, naturalmente, anche per puntare a obiettivi più ambiziosi. Se alcuni episodi fossero girati diversamente, la situazione avrebbe potuto essere un'altra. Per questo non parlerei di inerzia nettamente favorevole al Napoli e considero un errore pensare che gli azzurri si presentino a Torino da favoriti".

Chi dovesse perdere rischierebbe di ridimensionare pesantemente i propri obiettivi a medio e lungo termine. A Napoli, però, abbiamo ormai metabolizzato le difficoltà incontrate fin dall'inizio della stagione e sappiamo che, nella migliore delle ipotesi, la squadra può lottare per un posto in Champions League. A Torino, invece, ho letto molti commenti secondo cui, in caso di sconfitta, la Juventus dovrebbe dire addio allo Scudetto. Questo fa capire che forse le aspettative sull'attuale potenziale dei bianconeri non sono del tutto calibrate. È un'altra differenza tra le due piazze? "È giusto che la Juventus abbia determinate ambizioni, così come è giusto che le abbia il Napoli. Tuttavia, a inizio stagione non abbiamo mai parlato dello Scudetto come obiettivo degli azzurri. Il Napoli resta una squadra di vertice: ha vinto il campionato due anni fa e ha chiuso al secondo posto la scorsa stagione, quindi non ci si poteva aspettare di vederlo al settimo o all'ottavo posto. Allo stesso tempo, però, sapevamo come era stata costruita la rosa e quale fosse l'impostazione del progetto: un percorso piuttosto conservativo, che in qualche modo segnalava la fine di un ciclo. Lo ha detto anche Manna in un'intervista pubblicata nelle ultime ore: c'è la sensazione che si sia arrivati alla conclusione di un ciclo. Ed è una valutazione condivisibile. Ci sono giocatori in scadenza che non sono stati sostituiti e altri, per ragioni anagrafiche, che difficilmente possono garantire un ulteriore salto di qualità. Si spera che possano disputare un'ultima buona stagione, prima di lasciarli partire. Anche la scelta di un allenatore come Allegri, che è soprattutto un gestore di risorse, talenti e persone, va letta in questa direzione. Non è un progetto costruito per andare all'arrembaggio, ma per gestire le energie e accelerare nei momenti giusti. L'obiettivo era puntare al quarto posto, che però si è rivelato più complicato del previsto anche per la crescita delle altre squadre. La Roma, il Como, che sta diventando una certezza, l'Inter, il Milan e le altre concorrenti hanno reso la corsa ancora più difficile. Il Napoli, dunque, è partito con l'obiettivo di qualificarsi alla prossima Champions League e di raggiungere almeno i sedicesimi, per poi valutare il percorso nella stagione successiva. La scelta di questo allenatore, a mio avviso, è stata molto problematica. Detto questo, contro la Juve, al di là degli obiettivi fissati a inizio stagione, conteranno soprattutto quelli da perseguire oggi, considerando il momento delle due squadre e le esigenze concrete della partita".