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Da Milano, Ravezzani: "Continuo vittimismo di Conte incide in negativo sulla squadra"

Da Milano, Ravezzani: "Continuo vittimismo di Conte incide in negativo sulla squadra"
Oggi alle 11:40Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Fabio Ravezzani è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "

Juventus–Napoli 3-0, crisi azzurra, VAR e gestione Conte. Che cosa rappresenta oggi per il Napoli il 3-0 contro la Juventus?

"Rappresenta una brutta sconfitta e certifica una crisi, probabilmente più mentale che tecnica. Non si può sempre dare la colpa a sfortuna, arbitri o malasorte. Cercare troppe giustificazioni non aiuta la squadra. L’atmosfera di negatività era percepibile già prima della partita e ha influito".

Sulla prestazione della Juventus, ha meritato la vittoria?

"Sì, la Juventus è apparsa più in palla e ha meritato. Anche se il Napoli avesse segnato su rigore, difficilmente sarebbe cambiato l’andamento della gara".

Sugli episodi arbitrali: il contatto Bremer–Højlund era rigore?

"È un episodio da rivedere con grande attenzione. Potrebbe essere rigore, ma servirebbe un’analisi fotogramma per fotogramma. Non è paragonabile a un contatto su calcio d’angolo: qui c’era una palla pericolosissima in area piccola, e ogni intervento va valutato col microscopio".

Sul mancato intervento del VAR. Perché il VAR non ha richiamato l’arbitro?

"Secondo me il VAR aveva almeno il dovere di rivedere l’episodio con calma. Doveri è un arbitro esperto, ma in questo caso c’è stata superficialità. Mi sarei aspettato una revisione approfondita, anche solo per confermare la decisione".

Sulle immagini televisive. Perché non si sono viste immagini chiare?

"È un limite ricorrente delle regie della Lega. Non c’è un complotto: spesso è semplice scarsa qualità delle riprese. Questo però alimenta sospetti e polemiche".

Sulle parole di Conte e il tema dell’onestà arbitrale È giusto parlare di “speranza di onestà”?

"No. Mettere in dubbio l’onestà degli arbitri è pericoloso. Si può parlare di errori, non di mala fede. Il VAR ha eliminato gran parte degli errori arbitrali e resta una tutela per chi arbitra. L’errore del VAR è più grave, ma sempre umano".

Sul rischio di allusioni e complotti Conte lascia intendere qualcosa di più?

"Quando si dice “spero che siano onesti”, si insinua un dubbio. Così si apre una deriva pericolosa. Io credo che gli arbitri sbaglino in buona fede. Parlare di complotti non aiuta nessuno".

Sull’impatto di questo clima sulla squadra Può incidere sul rendimento?

"Sì, perché Conte è un moltiplicatore di emozioni. Quando le cose vanno male, il continuo vittimismo non aiuta a risollevarsi, anzi amplifica le difficoltà".