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De Bruyne super, Gaito: “C’è chi ancora oggi non vede un problema di gioco?”

De Bruyne super, Gaito: “C’è chi ancora oggi non vede un problema di gioco?”
Oggi alle 15:45Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Antonio Gaito analizza il diverso rendimento di De Bruyne e critica baricentro, passività e interpretazione tattica di Allegri.

Antonio Gaito, direttore di TuttoNapoli.net e Radio Tutto Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

L’Italia vista ieri ti è sembrata davvero da “Jurassic Park”?
“Non è riuscito a fare quasi nulla, però sono abbastanza cauto, nel senso che la prima partita un minimo di tempo a Mancini dobbiamo darlo. Ora non dico tantissimo, però veramente stiamo parlando di tre-quattro allenamenti. Possiamo pure dire che non ha funzionato nulla ed è stato un disastro colossale, sempre una partita resta, tra l’altro nella situazione che conosciamo. Prova a lanciare qualche giovane, poi possiamo discutere se andava lanciato quel giovane anziché un altro, perché alcuni non mi sono sembrati di chissà quale livello, però senza dimenticare che l’Italia viene da anni in cui è stata presa a pallonate da squadre di medio-basso livello. Di fronte c’era comunque una squadra che ha fatto i quarti di finale ai Mondiali, che può piacere, può non piacere, però è una squadra che da decenni ha un certo status, quindi non mi aspettavo chissà cosa. Nel secondo tempo qualche piccolo segnale si è visto, nel primo tempo non ha funzionato credo proprio nulla, anche in termini di pressione, posizionamento della pressione, costruzione, quindi totalmente da cancellare. Nel secondo tempo perlomeno l’Italia ha attaccato, poteva trovare anche il gol del pareggio. Sarebbe stato immeritato perché il primo tempo poteva finire tanto a poco, però insomma è un inizio. Vediamo quello che succederà e dobbiamo avere anche la pazienza di giudicare Mancini senza accomunarlo ai disastri degli ultimi anni. So che non è facile, c’è grande scoramento, anche grande distacco da questa Nazionale, però andare subito a distruggere tutto mi sembrava troppo facile”.

De Bruyne con il Belgio ha mostrato ancora una volta tutta la sua classe. La differenza di rendimento rispetto al Napoli dipende dal contesto di gioco?
“Detto che racconto da tempo le problematiche di gioco del Napoli, quindi per me è molto facile raccontare quello che è successo ieri: messo in un contesto offensivo che funzionicchia come quello del Belgio, viene fuori il limite del Napoli di Allegri e in questo momento le caratteristiche di De Bruyne, qualora qualcuno non le conoscesse. Mi sembra assurdo, però temo sia così in alcuni casi, perché ha bisogno di un contesto offensivo. De Bruyne deve avere tre-quattro giocatori davanti alla linea del pallone, davanti alla sua linea, per poter imbucare, per poter aprire sugli esterni con i tempi giusti. Questo è Kevin De Bruyne, 300 assist in carriera, forse il più grande assist-man degli ultimi venti-trent’anni. Se lo sfruttiamo per queste caratteristiche lui è un giocatore fenomenale. Se lo sfruttiamo davanti alla linea dell’area di rigore, se lo sfruttiamo a chiudere le linee di passaggio, a correre, lui corre anche perché i dati fisici, checché ne dica qualcuno, sono oggettivi ed è sempre stato tra i migliori del Napoli. Però noi abbiamo preso Kevin De Bruyne per farlo correre sul palleggio degli avversari? Per correre sul palleggio degli avversari potremmo prendere qualsiasi medianaccio da pochi milioni di euro. Noi abbiamo preso Kevin De Bruyne, credo, spero, per poter propiziare le azioni offensive. È un Napoli che crea poco, quindi è molto facile dal mio punto di vista la spiegazione di questa differenza di rendimento. Anche perché pure con la maglia del Napoli, quest’anno quando il Napoli ha giocato, ha proposto qualcosa, con i suoi limiti del momento, però quando ha fatto la partita col Bologna, De Bruyne vi è piaciuto o non vi è piaciuto? Io credo sia stato tra i migliori, tra i più positivi. Tutto il resto sono veramente chiacchiere, cose senza riscontro. Dire Kevin De Bruyne non si impegna col Napoli, dire Kevin De Bruyne corre solo per il Belgio significa ignorare i dati, ignorare le partite. Io capisco i tifosi che possono non saper leggere una partita, possono non saper leggere le caratteristiche, non capire lo svolgimento di una partita, di una strategia, eccetera. Però ragazzi, è alienante vedere una classe giornalistica, permettetemelo, che dice queste cose qua, perché poi è la classe giornalistica napoletana che manda fuori pista i tifosi. Qui c’è gente che ha detto che De Bruyne è un ex giocatore, oggi scopriamo che si impegna solo per il Belgio e non per il Napoli. Ma le partite le vedete o no? Si giudica veramente per il nome. Io veramente, con l’evoluzione del calcio, soprattutto chi ha qualche annetto in più, noto che fa fatica proprio a capire le partite”.

A Firenze De Bruyne è apparso anche scoraggiato e ingabbiato. Può essere una conseguenza delle difficoltà collettive?
“Questa è la conseguenza di quello che dicevamo prima. È chiaro che quando tu provi una volta, due volte, cinque volte, dieci volte, poi subentra lo scoramento. Se tu vedi che non riesci a esprimerti, a un certo punto poi magari dici: non c’è verso, per me non esce una buona versione di me. Magari inconsciamente, senza volerlo, pure se sei un professionista, ti deprimi un attimo e magari fai pure un errore grossolano nel finale. Capita in tutti gli ambiti. Detto anche che poi, proprio perché corre tanto in queste fasi, soprattutto di non possesso, si può pensare pure di sostituirlo. La grandezza di De Bruyne non significa che debba fare 95 minuti, come ha detto Allegri. No, perché lui può sempre fare la giocata, ok, ma la gamba al primo minuto e al novantesimo non è la stessa, quindi un errore poi ci può anche stare alle 12.30, eccetera. Quindi nonostante per me resti un giocatore straordinario che il Napoli deve valorizzare, deve sfruttare, questo non significa che debba fare 90 minuti, anzi deve essere gestito per averlo sempre nelle migliori condizioni. Poi tutto è conseguenza. È chiaro che quando non ti riescono le cose, quando tu prendi palla e devi darla in mezzo secondo perché hai già la riaggressione della Fiorentina addosso e non hai nessun compagno davanti, De Bruyne non è neanche il giocatore che si gira e va all’indietro, lui prova sempre, anche se c’è un solo compagno, a dargliela. De Bruyne deve perdere anche dei palloni perché significa che sta giocando in avanti, significa che sta provando a imbucare. Se De Bruyne fa il 100% di precisione significa che sta giocando in orizzontale e quello non è più De Bruyne, è una versione allegriana”.

Si parla molto di un possibile passaggio alla difesa a tre. È davvero il modulo il problema principale del Napoli?
“È un giornalismo vecchio quello di chi racconta ai tifosi che ora si passa a tre, si passa a quattro, si passa a dodici e arriva la svolta. È un giornalismo vecchio. Dipende sempre da come lo interpreti quel modulo. Io non voglio neanche, per gli stessi motivi, bocciare questa ipotesi. Si parla di 3-4-2-1, va benissimo, anche se poi aggiungere un difensore centrale in più bloccato non mi pare la soluzione ai problemi del Napoli in questo momento. Diciamo però che lo fai con un’interpretazione aggressiva, un baricentro alto, io non te lo boccio neanche questo sistema. Però si dovrebbe parlare di questo, non del numero, del tre, del quattro, del due. È un giornalismo veramente molto, molto vecchio questo qui. Mi dispiace che molti tifosi poi si accaniscano: allora veramente Allegri passa a tre. Ma è un dettaglio quasi inutile nel momento in cui tu lo fai nella tua area di rigore o quando segni poi ti ributti tutto dietro. Perché parliamoci chiaro: se tu con questo sistema che forse Allegri sta preparando fai quelle fasi di passività, significa che sei a cinque dietro, cosa che comunque il Napoli sta già facendo. Quindi non credo neanche cambi chissà cosa. Bisogna evitare quelle fasi lì anche per valorizzare i tuoi giocatori”.

Quanto incidono baricentro e posizionamento sulla differenza tra il De Bruyne visto con il Belgio e quello del Napoli?
“Cerchiamo di capire i movimenti, cerchiamo di capire il posizionamento. De Bruyne, nel momento in cui il Belgio ha un baricentro, ma non è neanche così offensivo, un baricentro normale a centrocampo, è più vicino sia quando deve attaccare che quando deve difendere e dare una mano. Se il baricentro lo piazziamo nella nostra trequarti, De Bruyne magari è più vicino a difendere, però la porta avversaria è lontanissima. Voglio spiegarlo in maniera molto facile per provare ad arrivare a tutti. Poi magari ci sembra: ora col Belgio, hai visto, correva tantissimo. De Bruyne ieri, se vediamo i dati, ha corso meno rispetto a quanto corre nel Napoli, solo che il posizionamento ti fa sembrare che fosse più scattante. A un certo punto pure i telecronisti, il commentatore tecnico, hanno detto: ma è tornato al top dal punto di vista fisico, ha forza fisica, è brillante, è straordinario. Perché talmente che andava con impeto ha dato una spallata a Tonali, che non proprio è l’ultimo arrivato, ed è andato a servire un altro assist. Col Napoli magari fa più strada, percorre più chilometri, però partendo da più lontano. A quella spallata ci arriva più stanco, meno lucido e quindi magari perde il contrasto, così come anche i compagni. Quando riceve palla nel Napoli, forse c’è Højlund davanti a lui, forse, ma non è sicuro. Quando riceve palla nel Belgio, lui ha De Ketelaere, aveva ieri, poi Moreira era già lì. Non è che deve arrivare da dietro come Politano con la lingua da fuori. Quindi De Bruyne deve rallentare per aspettare l’arrivo di Politano, di Di Lorenzo, degli altri centrocampisti. È tutto un rallentare l’azione. Ieri, quando lui alzava la testa, Moreira era già lì, gli esterni erano già lì, non è che dovevano arrivare da dietro, perché gli esterni d’attacco fanno gli esterni d’attacco, non fanno i terzini. È molto semplice”.

Il Napoli rinuncia quindi a parte della propria qualità senza ottenere in cambio nemmeno una maggiore solidità?
“Noi siamo ancorati a questo calcio che io voglio pure capire con Conte, perché Conte degli 1-0 li portava a casa in qualche modo, una certa solidità forse l’aveva, primo anno soprattutto, non il secondo. Ma Allegri questa solidità non l’ha mai avuta e il Napoli ha pure pessimi numeri difensivi, quindi di cosa stiamo parlando? Questo Napoli rinuncia alla qualità di De Bruyne, ai palloni per Højlund, rinuncia a tante cose, agli esterni molto bassi, per avere cosa? Cosa otteniamo in cambio? La solidità difensiva? Ma non ce l’abbiamo, perché i numeri anche difensivi sono molto bassi. Neanche le ripartenze abbiamo, il Napoli è tra le ultime squadre anche per ripartenze, quindi figuriamoci. Il gioco vale la candela? Poi mi chiedo: pure Allegri che già si porta un’etichetta, è vero, alcuni ce l’hanno con lui proprio per gli ultimi anni che ha fatto alla Juventus, al Milan, però se è furbo, dopo la sosta cambierà totalmente il Napoli, se è un minimo furbo secondo me. In primis perché la squadra non mi pare molto felice di questo calcio, anzi è molto triste in campo. Ma poi pure a livello di critica, cioè sei già etichettato, tu che fai? Vai ad accentuare queste fasi in cui ti abbassi e in cui i giocatori sono molto bassi in campo? Non mi sembra una furbata. È chiaro che alle minime difficoltà tu sei il primo sul banco degli imputati”.