Flop Allegri? Salvione: "Sta soffrendo persino in fase difensiva..."
Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Intervista Ghoulam? È stato bello e divertente parlare con Ghoulam perché ha raccontato tanti aneddoti di un Napoli rimasto nella mente di tutti. Quel Napoli giocava a memoria. Uno dei racconti più belli riguarda l'obiettivo che si ponevano in trasferta: non volevano soltanto vincere, ma stravincere per costringere i tifosi avversari ad abbandonare lo stadio. Ghoulam racconta che intorno al settantesimo cominciavano a guardare gli spalti per vedere se la gente stesse realmente andando via".
Una mentalità che portava il Napoli ad attaccare anche quando le partite erano già decise?
"Esatto. Gli avversari restavano sorpresi perché sul 3-0 il Napoli andava a recuperare immediatamente il pallone per cercare il quarto e il quinto gol. Sarri aveva disegnato quella squadra in maniera meravigliosa e probabilmente irripetibile".
Ghoulam ha raccontato anche richieste molto particolari da parte di Sarri...
"Sì. Ha ricordato una partita di Champions a Kiev nella quale Sarri non voleva che il pallone arrivasse nella metà campo del Napoli. Aveva imposto un obiettivo quasi provocatorio e i giocatori, pur di non concedere agli avversari la possibilità di lanciare lungo, facevano un pressing feroce, fuori da qualsiasi parametro. Pur di non farsi riprendere da Sarri erano disposti a tutto".
Ghoulam potrebbe avere un futuro da allenatore o dirigente?
"Sta portando avanti un doppio percorso. Studia sia da allenatore sia da manager e quindi si sta aprendo entrambe le possibilità. È un ragazzo molto intelligente e preparato tatticamente, ma sta approfondendo anche gli aspetti finanziari ed economici relativi alla gestione dei club. Credo che abbia un futuro assicurato, poi sarà lui a scegliere se in panchina o dietro una scrivania".
Il racconto di quel Napoli rende ancora più evidente la differenza con la squadra di Allegri, che spesso attraversa lunghe fasi di passività?
"Parliamo di due mentalità e di due interpretazioni del calcio totalmente diverse. Il paradosso è che proprio quel Napoli di Sarri si confrontava con la Juventus di Allegri. Sarri cercava il dominio del campo, voleva padroneggiare la partita. Allegri interpreta il calcio diversamente e chiede anche alla propria squadra di saper soffrire dentro l'area".
Ghoulam ha ricordato anche la famosa partita contro il Manchester City. Quanto era importante quella consapevolezza nei propri mezzi?
"Racconta che nel primo quarto d'ora non videro praticamente il pallone, ma successivamente riuscirono a palleggiare in faccia al Manchester City di Guardiola e si resero conto della propria forza. Era una squadra costruita per dominare attraverso il gioco".
Il Napoli attuale è già giudicabile come una squadra pienamente allegriana?
"Secondo me ancora no. Probabilmente servono alcune settimane. Al di là delle difficoltà nell'impostazione e nella qualità del fraseggio, questo Napoli sta soffrendo persino nella fase difensiva e per una squadra di Allegri è abbastanza strano. Sicuramente propone un calcio diverso e meno divertente rispetto a quello di Sarri. Mi auguro per Allegri che possa diventare almeno efficace, perché finora non è stato nemmeno efficace".
Perché Sarri non è più riuscito a riprodurre esattamente quel calcio nelle esperienze successive?
"Ghoulam ha sottolineato un aspetto importante: tutti parlano del gioco, ma bisogna considerare anche la qualità dei calciatori. Lui mi ha detto che in quel Napoli poteva pensare quasi esclusivamente ad attaccare perché alle sue spalle aveva Koulibaly, capace di coprirlo in qualsiasi situazione".
Quindi la qualità degli interpreti fu determinante quanto le idee dell'allenatore?
"Assolutamente. C'erano Albiol e Koulibaly al centro della difesa, quindi intelligenza, fisicità e capacità di lettura straordinarie. A centrocampo avevi Jorginho, il dinamismo di Allan e gli inserimenti con capacità realizzative di Hamsik. Davanti c'erano Callejon, prima Higuain e successivamente Mertens, oltre a Insigne. Parliamo di calciatori di altissimo profilo".
Ma alcuni di quei giocatori raggiunsero il massimo livello proprio grazie a Sarri. Quanto incise il lavoro dell'allenatore?
"Non c'è dubbio. L'interpretazione collettiva esaltava i singoli. Le basi erano importanti, ma uno dei grandi meriti di Sarri fu portare tutti a un rendimento costante e altissimo. Quel sistema dava fiducia ai giocatori e permetteva loro di esprimere al massimo le proprie caratteristiche".
Quanto era importante anche lo staff di Sarri?
"Moltissimo. Ghoulam ha raccontato anche il ruolo di Ciccio Calzona. Al di là dell'intuizione di Mertens prima punta, Calzona lavorava individualmente con i calciatori, soprattutto quando qualcuno perdeva il posto da titolare. Spiegava che cosa stessero sbagliando, dove potessero migliorare e su quali aspetti lavorare. Durante la settimana c'era un lavoro maniacale, con tanta tattica e una cura enorme dei dettagli".
Passando alla Nazionale, sei fiducioso per il nuovo percorso dell'Italia?
"Dobbiamo esserlo per forza. Arriviamo da tre Mondiali guardati in televisione e c'è bisogno che questa squadra ritrovi almeno un po' di entusiasmo e progettualità. Mancini ha sempre avuto delle intuizioni e ci auguriamo che quelle che sta proponendo possano rappresentare l'inizio di un percorso capace di riportare l'Italia almeno a essere una Nazionale competitiva".
Vedi materiale interessante per costruire il futuro?
"Sì, qualche ragazzo promettente c'è e anche l'Under 21 mi sembra di qualità molto alta. L'obiettivo deve essere tornare almeno a giocarsela con le Nazionali del nostro livello. Non dico diventare immediatamente brillanti o imbattibili, ma ritrovare competitività e poi crescere con il passare dei mesi".
Serie A Enilive 2026-2027
![]() |
VS | ![]() |
| Napoli | Frosinone |
Editore TC&C srl - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




