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Monza-Napoli, Gaito: "Finita l'era del corto muso! Bravo Allegri, serviva evolversi..."

Monza-Napoli, Gaito: "Finita l'era del corto muso! Bravo Allegri, serviva evolversi..."
Oggi alle 09:20Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Antonio Gaito, direttore di Tuttonapoli, è stato protagonista nel solito punto nel "Buongiorno Tutto Napoli", la prima trasmissione live già dalle 7 sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

La vittoria per 4-1 contro il Monza è importante anche dal punto di vista mentale. Il Napoli segna tanto, ma concede più del solito: Allegri sta cambiando il suo modo di giocare?

"Era una partita da vincere a tutti i costi, perché altrimenti il rischio era quello di perdere definitivamente contatto con le squadre davanti. Sono arrivati anche risultati favorevoli dagli altri campi, con Milan e Juventus che hanno perso punti. Quanto al gioco, è quello che ci aspettavamo: l’epoca del cortomuso è finita da tempo e Allegri deve evolversi. Oggi si gioca molto di più, il tempo effettivo è aumentato e, se ti abbassi, gli avversari possono attaccarti con grande continuità. Inoltre, il livello dei difensori è generalmente sceso. Per questo il calcio basato sulla difesa a oltranza è sempre meno efficace. Allegri sta dimostrando di sapersi adattare, anche se restano alcune abitudini da correggere."

Il problema non è tanto subire gol, quanto il modo in cui il Napoli li concede?

"Esattamente. Non bisogna preoccuparsi troppo dei gol subiti se poi se ne segnano quattro, perché questa è la tendenza del calcio moderno. Il problema è come si prendono. Contro il Monza, dopo essere passato in vantaggio molto presto, il Napoli ha iniziato a giocare in orizzontale, cercando di conservare il risultato e coinvolgendo spesso Milinković-Savić nella costruzione. Non puoi pensare di gestire così ottanta minuti, nemmeno contro una squadra inferiore. In questo modo l’avversario prende fiducia, conquista campo e finisce per trovare il gol. A Monza è andata bene, ma contro la Roma o nella prossima sfida con la Juventus certi errori potrebbero costare molto di più."

Nel secondo tempo, invece, il Napoli ha cambiato atteggiamento e gestito meglio la partita. È questa la strada da seguire?

"Sì, anche se l’inizio della ripresa è stato complicato e il Monza ha avuto l’occasione per portarsi sul 2-1. Poi l’errore avversario ha cambiato la partita. Da quel momento, però, il Napoli ha gestito molto bene, attaccando e difendendo in avanti, come ha sottolineato anche Landucci. È questo l’atteggiamento da mantenere, soprattutto in certe partite, ma idealmente sempre. La squadra sembra più a suo agio quando può dominare la metà campo avversaria, aggredire e recuperare palla in anticipo, anziché difendersi passivamente vicino alla propria area."

In questo tipo di gioco può tornare utile Beukema, un difensore abituato a giocare con la linea alta?

"Sicuramente. Tra le qualità di Beukema ci sono l’aggressività e la capacità di andare in anticipo, caratteristiche adatte a una difesa che gioca alta. Non è un difensore particolarmente strutturato per la marcatura pura in area di rigore e al Bologna veniva impiegato in un contesto diverso. Conte lo ha scelto probabilmente proprio per queste caratteristiche, anche se poi la squadra ha cambiato impostazione. In una difesa che vuole difendere in avanti, può comunque rivelarsi molto utile."

Qual è quindi il principale difetto che il Napoli deve ancora correggere?

"Deve evitare di abbassarsi dopo essere passato in vantaggio, perché così rimette in partita gli avversari e rischia di dover vincere la stessa gara due o tre volte. Contro il Monza è successo e il problema si sarebbe potuto ripresentare anche contro squadre più forti. Inoltre, quando Politano è costretto a partire da terzino, perde gran parte della sua pericolosità offensiva: può esprimere meglio le sue qualità se gioca più avanti e ha la possibilità di puntare l’uomo. Le fasi di gioco sono collegate e bisogna tenerne conto."

Anche i giocatori sembrano chiedere un Napoli più coraggioso e offensivo. È un segnale importante?

"Sì, ed è significativo che a dirlo siano Di Lorenzo e Politano, rispettivamente capitano e vicecapitano. Il primo ha sottolineato la necessità di gestire meglio il pallone e giocare più alti, mentre il secondo ha spiegato che avanzando di posizione può esprimere maggiormente le proprie qualità nell’uno contro uno. Evidentemente questo lavoro è già in corso da settimane. Ora bisogna correggere alcune situazioni e avere più coraggio, accettando che nel calcio moderno si possa subire gol anche difendendosi bassi. Tanto vale giocare, attaccare e cercare di segnare uno o due gol in più. La strada giusta è difendere attaccando, mantenendo un atteggiamento propositivo per tutta la partita."