Forgione: “C’è un motivo per cui Allegri non è ancora entrato nel cuore dei tifosi”
Il Napoli è chiamato a dare continuità dopo la vittoria contro il Bologna e a ritrovare certezze, sul piano del gioco e dei risultati, dopo una fase caratterizzata da alti e bassi. La squadra di Allegri è attesa da un nuovo passaggio importante e, tra le questioni da monitorare, ci sono anche la crescita dei giovani, il rendimento dei giocatori più esperti e le possibili strategie di mercato. Ne abbiamo parlato con Angelo Forgione, giornalista e scrittore, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Stavamo facendo il punto della situazione sul futuro di Stanislav Lobotka. Che cosa ti aspetti? Come andrà a finire, secondo te, questo rinnovo dello slovacco? “Intanto il rinnovo va fatto, perché non si può portarlo a scadenza. In una maniera o nell'altra bisogna trovare una soluzione. È chiaro che questo non significherebbe necessariamente la permanenza del calciatore: bisogna fare un discorso molto chiaro e capire se lui ha ancora intenzione di restare a Napoli dopo tanti anni. È un problema che vale per un po' tutta la rosa. Non dico tutta, ma ci sono tanti calciatori nel Napoli che ormai sono stagionati, hanno un'anzianità lunga e quindi, con questi, un po' con tutti, bisognerebbe fare un discorso e cercare di capire se sono ancora motivati e se hanno la voglia di lottare per certi traguardi. Il Napoli deve necessariamente fare uno switch in questo senso. Non può comportarsi più come una squadra o un club che guarda al futuro adagiandosi sui valori del passato, ma deve rinnovare le proprie ambizioni ogni anno. Per fare questo c'è bisogno di un reset totale da parte di tutti i calciatori. È una cosa necessaria. Quindi Lobotka è paradigmatico di questa situazione”.
Volevo chiederti anche di Matteo Politano, che viene continuamente criticato in questo inizio di stagione. Come giudichi la sua situazione? “Politano è un calciatore che è ancora valido, ci mancherebbe altro. Forse ha bisogno un po' di rifiatare: è partito male, magari non è in condizione e quindi ha bisogno di un minutaggio inferiore, magari entrando dalla panchina nel secondo tempo, piuttosto che partire da titolare. Una condizione che gli può dare la possibilità di essere più incisivo rispetto a quanto non sia stato evidentemente in queste prime giornate. Devo dire che, seppur non abbia fatto una gran partita, l'altra sera ha messo tre palle in mezzo che potevano tranquillamente essere trasformate in gol. Ricordo quella di Vergara, che l'ha presa con la spalla e non con la testa, ma quello era sostanzialmente un gol fatto. Poi quella per Højlund e qualcun'altra, se non ricordo male, sempre da parte di Politano. Quindi probabilmente ha poco dinamismo, poca incisività. Ha perso chiaramente lo smalto di un tempo in fase realizzativa, non è più il calciatore che puntava la porta. Ma questo è un processo di trasformazione che gli è stato in qualche modo imposto soprattutto da Conte, ma iniziato già con Spalletti. Oggi è quindi un calciatore del quale bisogna considerare il tipo di funzionalità che può avere. Ripeto: secondo me in questo momento non è il caso di buttarlo via. C'è, come in altri settori del campo e per altri calciatori della squadra, un problema di condizione generale che va curato e stimolato. Politano è uno di quelli che, secondo me, in questo momento è un po' fuori condizione e forse è meglio che parta dalla panchina”.
Contro la Fiorentina sarà anche difficile far rimanere in panchina un calciatore come Costantino Favasuli? “Sì, assolutamente. L'impatto è veramente importante e denota evidentemente gli stigmi del calciatore importante, del giocatore che ha presenza e quindi ha un futuro davanti. Non c'è niente da fare, c'è poco da dire. Il problema è un altro: quello della gestione. Il calciatore è venuto fuori dalla Primavera, anche se ha fatto un grande campionato l'anno scorso a Catanzaro, quindi non è assolutamente una novità. Chi ha seguito il Catanzaro l'anno scorso sapeva benissimo delle sue qualità. Non deve stupire, solo che la Serie A e soprattutto la Champions League sono palcoscenici diversi. Quindi, quando vieni fuori, devi anche considerare un eventuale contraccolpo. Cosa voglio dire? Magari lo schieri a Firenze, magari non ti fa una grande partita e lì non bisogna cominciare a dubitare del talento del calciatore. Il talento ce l'ha. Quindi non aspettiamoci da lui che spacchi il mondo come ha fatto in queste ultime due giornate. Diamogli il tempo di trovare uno standard, che sarà sicuramente importante e alto. Sarà un calciatore che farà la Nazionale, che avrà una grande carriera a Napoli e magari, chi lo sa, anche all'estero, in campionati importanti. Però adesso non carichiamolo troppo di responsabilità. Anzi, supportiamolo in questa crescita, di cui il Napoli ha necessariamente bisogno”.
Un allenatore come Allegri che ha vinto così tanto, come mai non sta riuscendo a entrare nei cuori dei napoletani? “Perché ha perso delle partite e perché le partite che ha perso, sostanzialmente, le ha subite. Non ha proposto gioco, se non a tratti. Qualcosa si è visto contro l'Inter, quindi è anche normale che una piazza ormai abituata a vedere un calcio di un certo livello possa avere delle perplessità. Con Conte, magari, si è fatto un passo indietro dal punto di vista del gioco, però si è accettata questa condizione perché era Conte che ti assicurava il risultato, ti assicurava la classifica e quindi lo si è accettato. Nel momento in cui lasci quella strada, quando arriva Allegri ti aspetti una virata verso qualcosa di diverso, quindi un ritorno a una filosofia di gioco che potrebbe essere quella di Spalletti, quella di Sarri. Non temo di esagerare dicendo anche quella di Gattuso, perché Gattuso è stato sottovalutato, ma ha fatto delle buone cose in un momento particolare a Napoli. Il tifoso, quindi, è un po' spiazzato da questa situazione. Se fossero arrivati i risultati, probabilmente il processo di assimilazione e di accettazione di Allegri si sarebbe accelerato. Adesso, invece, si è rallentato perché siamo fondamentalmente a un terzo delle partite. Ma vedrete, vedremo tutti insieme, che quando il Napoli comincerà a inanellare risultati, tutto si placherà e si comincerà a remare tutti più o meno dalla stessa parte”.
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