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Lucchesi: “Date tempo ad Allegri! Il Napoli può insidiare l’Inter per lo Scudetto”

Lucchesi: “Date tempo ad Allegri! Il Napoli può insidiare l’Inter per lo Scudetto”
Oggi alle 15:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Manca sempre meno alla sfida tra Fiorentina e Napoli, in programma domenica al Franchi. Una partita importante per gli azzurri, chiamati a confermare i segnali di crescita dopo il successo contro il Bologna, ma anche per una Fiorentina che, dopo il cambio in panchina, ha ritrovato entusiasmo e fiducia. A fare il punto sulla sfida e sul momento delle due squadre è il direttore Fabrizio Lucchesi, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. 

Siamo alle porte di una partita di grande fascino, quella tra Fiorentina e Napoli. Ho letto in giro qualche sua dichiarazione: ha detto che Mastantuono è il colpo dell'estate. È vero? “No, il colpo non lo so, francamente non penso di averlo detto. La Fiorentina è stata sicuramente un'operazione riuscita, con un profilo che secondo me darà tanta soddisfazione, perché ha qualità. Ora, il colpo dell'estate forse è proprio... È un ottimo calciatore”.

Le chiediamo un parere sul Napoli di Allegri: è una squadra concreta, una squadra pratica? “È la squadra di Allegri, un allenatore molto concreto, talvolta anche cinico, che ha nella gestione, oltre chiaramente allo sviluppo tattico, uno dei suoi punti di forza. Quando hai dei campioni come quelli che compongono la rosa del Napoli, devi essere bravo e devi avere questa qualità. È una squadra che, ancora secondo me, non ha trovato la sua dimensione. Poi, vincere o perdere non è il punto: deve ancora trovare quello che sarà il passo della stagione. Lo stanno ricercando e qualche critica, secondo me, è stata un pochino troppo frettolosa. Io credo, invece, che la rosa del Napoli possa competere veramente per insidiare fino alla fine il posto all'Inter, che credo in questo momento sia ancora la squadra da battere”.

Che partita si attende invece al Franchi? “La Fiorentina non poteva essere quella delle prime tre partite, però non mi fido neanche di quello che ho visto a Venezia. La Fiorentina, in questo momento, sta cercando di trovare una dimensione che probabilmente sarà di profilo medio-alto, perché ha fatto un buon mercato, ha preso giocatori anche interessanti, ma non è ancora una squadra: stanno lavorando per diventarlo. È una squadra che in questo momento può alternare una bella prestazione a una pessima prestazione, quindi è da prendere un po' con le molle. Ora viene da un risultato positivo e questo avrà regalato un po' di entusiasmo. Il vantaggio di Vanoli è che conosce l'ambiente, quindi non ha bisogno di un nuovo allenatore che debba ambientarsi e conoscere la realtà, perché comunque ha avuto molti di questi giocatori e conosce la città. Questo è un vantaggio. Sarà quindi una partita da affrontare con attenzione da parte del Napoli”.

Si parla a Firenze di Favasuli, un po' anche con un pizzico di rimpianto per quello che sta facendo adesso al Napoli. In generale, era un gioiellino che hanno perso a poco e oggi è sulla bocca di tutti per la prova contro il Bologna.

“Sì, mi dicono che ci sia un pochino di rammarico, ma in realtà stiamo parlando di un profilo interessante. Favasuli è un ottimo giocatore, ma non tanto e non solo per quello che ha fatto domenica scorsa. C'è comunque una grande stima nei suoi confronti da parte di tutto l'ambiente, che lui sta riconfermando con le prestazioni, ma soprattutto per i margini che ha, perché secondo me ha ancora importanti possibilità di crescita”.

De Bruyne con Allegri sembra aver ritrovato anche quella centralità tecnica all'interno della squadra e del progetto tattico. Era un po' quello che aveva chiesto quando era andato in Nazionale e aveva parlato di Conte.

“Sai, i giocatori sono tutti diversi l'uno dall'altro. Ci sono giocatori che hanno bisogno di avere degli equilibri, di avere all'interno dell'assetto tattico dei punti di riferimento. Allegri ha una grande capacità, tra le tante, anche di essere bravo proprio nella gestione. Dicevamo: riuscire a rimettere i giocatori a posto, a valorizzarli e a farli diventare protagonisti. Le partite le vincono o le perdono i giocatori, non le vincono o le perdono gli allenatori. Però qualche critica che ho sentito all'inizio della stagione, secondo me, è stata ingiusta. Diamogli tempo di lavorare, di portare la squadra a plasmarsi su quei dettagli. Qualcuno può crescere di più, qualcuno può crescere di meno. Quando sei una grande squadra come il Napoli e vuoi ottenere risultati, quello che conta sono i risultati stessi. Quindi bisogna vincere e poi, dopo, vediamo come hai vinto. Perché la cosa importante è fare punti, mettersi lassù, e il Napoli merita di essere lì”.

Direttore, un'ultima sul Pisa, che lei citava prima anche con orgoglio, giustamente. Lì c'è un giocatore del Napoli, un gioiellino a detta di tutti, come Emanuele Rao, che però a sorpresa non sta trovando spazio. Come se lo spiega? Qual è la problematica dei giovani italiani e della fiducia da dare ai giocatori più giovani? “Sai, chi trova questa soluzione trova una panacea che risolverebbe i mali del calcio italiano. Sono tante le cose e sono effetti complessi tra loro. Spesso qualche buon profilo fa fatica perché non trova spazio. In questo caso si sta parlando di un buon profilo. Però bisogna dargli anche il tempo, talvolta, soprattutto ai giocatori più giovani, di crescere e soprattutto di ambientarsi anche in nuove realtà. Quindi direi: rendiamo tra un mese o due una valutazione più oggettiva. A livello soggettivo, ti dico che stiamo parlando di un buon profilo, che ha fatto molto bene al Bari lo scorso anno e che il Napoli segue con grande attenzione”.