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Gallo: “Allegri prima o poi troverà il suo Napoli. Difesa a tre? Può essere la soluzione”

Gallo: “Allegri prima o poi troverà il suo Napoli. Difesa a tre? Può essere la soluzione”
Oggi alle 15:15Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Massimiliano Gallo analizza Allegri, il possibile cambio modulo e le difficoltà del Napoli.

Massimiliano Gallo, firma del Corriere dello Sport, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Dal tema Nazionale passiamo al Napoli, perché tanti tifosi si aspettano un cambio di marcia da parte di Massimiliano Allegri. Credi sia possibile un cambio di sistema di gioco da parte dell'allenatore azzurro?
“Guarda, sì, ci credo. È una delle possibilità, anche perché il Napoli negli ultimi anni è stato abituato a giocare anche, se non soprattutto, con la difesa a tre. Questo dogma del 4-3-3, secondo me, è assurdo per quel che riguarda il Napoli. Non si comprende perché sembri che sia l'unico modo in cui si possa giocare. Dipenderà poi da Allegri e da come si trova meglio la squadra. Secondo me, poiché il Napoli ha tanti difensori centrali, è uno schema di gioco che può fare al caso suo. Adesso ha scoperto anche Favasuli, che è l'unico acquisto dell'estate, e in questo modo probabilmente può essere più funzionale. Devo dire che nell'ultima partita, anche con la difesa a quattro, il Napoli dietro stava soffrendo meno e ha cominciato a raggiungere un certo equilibrio. Però, secondo me, giocare con la difesa a tre potrebbe essere meglio e più funzionale alle caratteristiche di questi calciatori, anche perché in mediana siamo contati. Il Napoli ha in teoria cinque centrocampisti, più Vergara, che non si capisce bene cosa sia e non si capisce neanche in Nazionale dove possa essere impiegato. Di questi cinque, Anguissa è infortunato, McTominay è stato operato e ne sono rimasti tre. De Bruyne ha 35 anni, quindi bisogna fare anche i conti con la realtà”.

Il Napoli ha molti interpreti offensivi. Un 3-4-2-1 o un 3-4-3 potrebbe permettere a giocatori come De Bruyne, Alisson Santos e Vergara di essere maggiormente coinvolti nella manovra e più vicini a Højlund, aumentando anche i rifornimenti offensivi. Abbiamo visto De Bruyne e Højlund con le rispettive Nazionali esprimere una varietà di gioco che nel Napoli finora si è vista meno.
“Il Napoli ha avuto un inizio complicato per molte ragioni, secondo me, dal calendario agli infortuni. L'ossatura, la spina dorsale del Napoli degli ultimi due anni, è stata anche Anguissa-McTominay. La svolta nel primo anno di Conte per trovare i gol, perché Conte ha sempre detto che questo Napoli faceva fatica a segnare, fu liberare Anguissa e McTominay. Ricordo che una delle partite chiave fu quella di Bergamo. Adesso Anguissa ha problemi fisici, ha noie contrattuali e praticamente, dopo essersi fatto male contro l'Inter in quell'azione sciagurata, di fatto non è più tornato. A Firenze, dopo pochi minuti, si è fatto nuovamente male. McTominay è stato operato. Quindi, secondo me, è prematuro. Capisco che Allegri sia giustamente al centro delle critiche, però per ora bisogna dargli ulteriore tempo, a lui e ai calciatori. Anche perché questa è una squadra che in alcuni elementi chiave è logora, altrimenti Antonio Conte non avrebbe lasciato otto milioni netti sul tavolo. Anche lui sapeva che questa squadra aveva delle difficoltà. Credo che sia una situazione complicata e penso che Allegri sia l'allenatore migliore per affrontarla: è esperto, ha le spalle larghe e ha tanta esperienza. Altrimenti rischiavamo quest'anno di fare la fine dell'anno post terzo scudetto. Secondo me questa fine non la faremo: prima o poi Allegri troverà la squadra”.

Ci sono però alcuni dati che non sorridono all'operato di Allegri. Quando il Napoli passa in vantaggio tende ad arretrare il proprio baricentro, aumentando la presenza degli avversari nei pressi dell'area di rigore. Lo abbiamo visto anche a Firenze. È un aspetto sul quale dovrebbe intervenire la guida tecnica?
“Io vorrei dire due cose. La prima è che ho i miei dubbi che sia un input dell'allenatore. In campo c'è anche l'avversario. Il Napoli gioca a Firenze e all'inizio del secondo tempo la Fiorentina preme: non credo che l'input di Allegri fosse ‘mettiamoci in area di rigore e aspettiamo’. Così come non lo era a Milano contro l'Inter, tant'è vero che sul 2-0 fa due cambi che possiamo definire in tutti i modi tranne che difensivi. Poi in campo ci sono innanzitutto i calciatori e ci sono anche gli avversari, che possono giocare con un'intensità maggiore. La seconda cosa riguarda le statistiche: se andiamo a guardare quelle sul possesso palla delle venti squadre, il Frosinone è una delle ultime. Quindi non c'è un solo modo di giocare a calcio. Oggi il Napoli ha una fragilità offensiva e inizialmente ha avuto una terrificante fragilità difensiva, perché ha regalato gol importanti agli avversari. Il Napoli deve trovare l'equilibrio. Tutti gli allenatori parlano di equilibrio: deve trovare un equilibrio difensivo, di squadra, e poi il modo di concretizzare le occasioni nell'area avversaria”.

C'è poi la situazione di Lorenzo Lucca, arrivato per oltre 30 milioni e reduce da un ambientamento complicato. Allegri può riuscire a recuperarlo soprattutto mentalmente oppure a gennaio potrebbe esserci una nuova cessione?
“Della cessione di Lucca a gennaio si parla da giorni, anzi da qualche settimana. Allegri, secondo me, sta facendo il possibile. Dà sempre spazio a Lucca, anche a partite aperte. A Firenze ha giocato mezz'ora, con l'Inter è entrato a partita in corso e ha giocato anche con l'Arsenal. Secondo me Lucca prima o poi si sbloccherà. Non è così scarso come possiamo credere, però è difficile anche giocare in un contesto ambientale negativo, in cui tutti ti giudicano negativamente, anche perché fin qui hai fatto poco. Però lui non è il classico bidone. È un giocatore, certamente non è un calciatore raffinato con i piedi, ma le sue qualità da centravanti le ha. Credo e spero che prima o poi possa sbloccarsi. Poi, chiaramente, sarebbe stato meglio avere Gabriel Jesus al posto di Lucca, perché anche questo va detto. Allegri però sta facendo di tutto per recuperarlo. Praticamente ha già provato tutti. Rafa Marin è diventato un calciatore che prima non conoscevamo, Gilmour, anche grazie agli infortuni, ha avuto le sue opportunità e si è affermato. Altri invece non le hanno sfruttate, come Lang, Lucca e Neres. Però stavolta nessuno può lamentarsi di non aver avuto le sue chance: le hanno avute”.

Costantino Favasuli può diventare un elemento capace di dare maggiore freschezza, imprevedibilità e dinamismo sulla fascia, soprattutto nell'ipotesi di un 3-4-2-1, alternandosi con Politano?
“Certamente sì. Chiaramente non dobbiamo confondere Favasuli con Cafu, però è stato l'unico acquisto dell'estate ed è stato un acquisto molto positivo anche per il rapporto qualità-prezzo. Favasuli ha avuto le sue chance: Allegri lo ha messo dentro nella partita con il Bologna nel secondo tempo, anche in un ruolo non suo, e la partita è cambiata. Voglio dire, Allegri non ha tante alternative, sta provando a fare il possibile e ha grande fiducia nel gruppo. Secondo me hai ragione sul fatto che con il 3-4-2-1 Favasuli possa avere spazio sulla fascia, che sia a destra o a sinistra. Perché comunque il Napoli ha anche Di Lorenzo, che è un po' in difficoltà, ma non è un giocatore finito. A Napoli, secondo me, i tifosi giungono troppo presto a conclusioni definitive. Di Favasuli ce ne sarebbe voluto qualcuno in più, anche per dare energia, freschezza e qualità. È comunque una squadra che in questo inizio di campionato ha faticato. Questa poi è un po' l'indole del napoletano: quando le cose vanno bene siamo forti e possiamo avere ambizioni altissime; quando iniziano ad andare male, vediamo tutto nero e tutto oscuro”.

Passiamo alla Nazionale e alla seconda esperienza di Roberto Mancini. Dopo la sconfitta contro il Belgio, ti aspetti di vedere Antonio Vergara dal primo minuto contro la Turchia?
“La partita con il Belgio non è stata positiva e l'Italia ha perso. Però l'Italia non gioca il Mondiale da tre edizioni, è uscita agli spareggi contro la Bosnia, numero 61 del ranking FIFA, e l'altra sera ha perso 2-0 con il Belgio, che è numero 8 del ranking FIFA, ai Mondiali c'è andato ed è uscito ai quarti all'88' contro la Spagna per una papera del portiere. Voglio dire, non è che Mancini sia Mary Poppins o Harry Potter: l'Italia con il Belgio perde. Il primo tempo è andato maluccio, ma nel secondo tempo ha avuto anche un paio di occasioni e lo stesso portiere che ha sbagliato ai Mondiali ha compiuto due parate importanti. Io non condivido questa negatività nei confronti della Nazionale di Mancini. L'Italia è in una situazione complessa, non è arrivato il mago. Per quanto riguarda Vergara, è un giocatore forte, però Allegri non sbaglia quando dice: quante presenze ha Vergara? Quindici? Ha 23 anni. È andato in Nazionale, la prima volta è andato in tribuna, adesso andrà in panchina. Io spero che abbia la sua chance. È un giocatore che ha mostrato cose positive, però giocare una o due partite bene è diverso dall'essere un calciatore che su venti prestazioni ne fa quindici positive. Anche Vergara ha avuto le sue chance con Allegri. Secondo me bisogna avere fiducia negli allenatori, che siano Allegri o Mancini, e aspettare anche la crescita dei calciatori come Vergara, che secondo me è forte. Ha un problema: non si capisce bene quale sia il suo ruolo. Però ha qualità importanti, soprattutto il tempismo e la capacità di tirare più o meno da ogni posizione. Deve, secondo me, giocare anche per la squadra e dimostrare la sua bravura. Per me può giocare da trequartista, anche come esterno e può fare la mezzala, ma è un giocatore più offensivo. Oggi la maggior parte dei giocatori deve riuscire a giocare in più ruoli. Non si trovava il ruolo per Baggio in Italia, quindi anche Vergara deve un po' adeguarsi alla realtà. Però è forte e può dare tanto al Napoli e anche alla Nazionale”.