Repice: "Normale chiudersi sul 2-0 a Milano! E con l'Arsenal faccia lo stesso!"
Francesco Repice, voce di Rai Radio 1, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Che partita è stata? Perché qui a Napoli c'è tanto pessimismo che diventa però deleterio, perché c'è chi prova a sottolineare anche i buoni spunti e chi invece vede tutto, tutto nero, molto più nero che azzurro dopo la partita di ieri.
"Io non lo so sinceramente che cosa ci sia, l'unica cosa veramente di cui preoccuparsi per i tifosi del Napoli è quella che ha detto il suo allenatore, cioè il loro allenatore, cioè troppi gol presi in queste prime tre giornate di campionato. Io credo che il problema sia quello, perché poi il Napoli ha costruito, il Napoli ha giocato, pochi sottolineano delle cose perché esistono delle letterature, esiste la letteratura e poi la realtà però è un'altra cosa. Il Napoli ha iniziato con un tridente di centrocampo, Lotboka, Anguissa, Vergara che è un centrocampista ma è sicuramente più attaccante che il centrocampista, più un'ala pura che gioca su tanti metri. Per cui già queste cose qua, l'atteggiamento, l'atteggiamento niente. Il Napoli ha dovuto subire l'Inter perché non si gioca da soli. Io credo che la maggior parte della gente, o comunque degli osservatori, dei critici che parlano di pallone immaginano che l'avversario sia sempre rappresentato da delle sagome immobili. Non funziona così. C'è l'avversario, c'è un avversario forte che ha costretto il Napoli a fare quel tipo di partita una volta, è andato sopra di due gol, perché giocare a San Siro, sei sopra 2-0 e immaginare che l'Inter non ti chiuda per cercare il pari è praticamente utopia e parlare di cose che non esistono. Invece il Napoli ha avuto addirittura la possibilità di chiudere la partita, ma quelli poi sono episodi. Semmai, quando ci si sofferma sul prendere gol con troppa facilità, mi ha sorpreso la facilità con cui Thuram è salito sopra le spalle di Badiashile e preso il pallone e l'ha schieraventato in porta di testa. Probabilmente anche questo ragazzo che arriva da un campionato così celebrato, ma dove le difese sono quelle che sono, deve capire dove si trova ancora. Io credo che il gol di Thuram fosse evitabile, perché tutti i gol sono evitabili, ma quello di Thuram in particolare, perché la palla crossata tra Curtis Jones non era tesa, era una palla a giro molto alta, molto leggibile e andava difesa meglio.
Sul gol di Hojlund c'è l'invenzione di un singolo e non di un gioco corale? Nella fase offensiva il Napoli ha bisogno di migliorare. In che modo? Con una trama di gioco più precisa?
La trama di gioco c'è stata anche nei momenti complicati della partita. Il pallone girava bene e girava da una parte all'altra. Ormai le partite sono tutte abbastanza standardizzate da questo punto di vista. Quando una squadra attacca c'è un blocco difensivo totale, compresi gli attaccanti che cercano di chiudere le linee di passaggio a chi porta il pallone. Il Napoli quel pallone lo portava bene. Non credo che sia questione di coralità o un problema di coralità. Se hai i giocatori forti fanno il gol, altrimenti giocavo io con Napoli e quel gol non lo facevo. Io non capisco questa roba dell'individuo. Non riesco a spiegarmela. Uno compra i giocatori forti proprio perché devono cambiare le carte in tavola e sparigliare gli assetti difensivi di chiusure preventive, di chiusure degli spazi, di chiusure delle linee di passaggio. I giocatori esistono per quello, quelli forti, altrimenti gioco io. Ha giocato a Cagliari un primo tempo meraviglioso l'Inter, l'ho seguita anche lì. Ha creato almeno 7-8 situazioni per andare avanti. Almeno 7-8 situazioni per andare a chiudere la partita, poi ha rischiato di pareggiarla nel finale. E ha rischiato di perderla ieri nel finale. In questo momento credo che la squadra debba ancora assestarsi con dei meccanismi che non sono da campionato ma per un altro obiettivo. Poi la campagna acquisti che ha fatto l'Inter, è una campagna acquisti di tenore diverso. Al di là della roboanza dei nomi che sono stati portati a Napoli, sono tutti calciatori super rodati, super testati per grandi traguardi, in particolare il grande traguardo. Non dimentichiamoci che negli ultimi cinque anni l'Inter è arrivato due volte in finale di Coppa dei Campioni, quindi significa che ci può arrivare. Con dei calciatori di grande esperienza internazionale, di grande forza, ci metto Spence, Stones, Carter-Jones. Io credo che l'obiettivo sia quello. E credo che noi la vera Inter la vedremo in Champions League ancora più forte di quella che stiamo vedendo adesso. Forte perlomeno come la Roma, che gli ha dato un'altra dimostrazione di potenza inaudita.
Sull'Arsenal?
L'Arsenal è una squadra veramente molto rodata, molto esperta nonostante la giovanità dei suoi calciatori, che sono comunque di grande livello. Però il Napoli ha dalla sua capacità di gestire le partite e piano imparerà a gestirle assai meglio di come sta facendo adesso. Non deve impressionarsi, deve essere presente a se stesso, deve giocare il suo calcio, non deve avere paura di fare blocco basso. Un tempo si diceva di mettersi là dietro col pullman a coprire le iniziative dell'Arsenal e poi cercare di sfruttare gli spazi. Perché a me il gioco del pallone piace perché si può giocare in tanti modi. Non è detto che ci sia una sola maniera per vincere le partite, ce ne sono tante. Quando ti riesce vuol dire che il metodo è giusto".
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