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Incontro Napoli-Maresca, Jacomuzzi: "Sarebbe ancora una scommessa! E in Italia è più dura..."

Incontro Napoli-Maresca, Jacomuzzi: "Sarebbe ancora una scommessa! E in Italia è più dura..."
Oggi alle 15:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Carlo Jacomuzzi, ex scout di Chelsea ed Everton, esperto di calcio inglese, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra

Carlo Jacomuzzi, ex scout di Chelsea ed Everton, esperto di calcio inglese, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Maresca? Non posso dire di conoscerlo fino in fondo, ma una cosa è chiara: in questo momento non me la sento di definirlo un allenatore completo e finito. Sarebbe ancora una scommessa. Ha avuto momenti buoni e momenti meno buoni, e questo fa capire che è ancora in fase di crescita. In Italia, poi, allenare è molto diverso rispetto ad altri campionati: qui ogni partita è una battaglia, non esistono gare semplici. Bisogna avere continuità, applicazione e capacità di adattarsi sempre all’avversario e al momento della stagione".

Il campionato italiano, quindi, rischia di essere un banco di prova ancora più duro per lui?
"Assolutamente sì. All’estero puoi trovare squadre di media classifica che ti concedono qualcosa, in Italia no. Qui non c’è mai mezza partita tranquilla. Per questo dico che bisogna capire quale potrebbe essere il suo impatto vero nel nostro campionato. Può avere idee interessanti, ma tra teoria e pratica in Serie A passa una bella differenza".

Se il Napoli dovesse davvero cambiare allenatore, quale dovrebbe essere il profilo giusto dopo Conte?
"Il punto centrale è proprio questo: non basta prendere un allenatore bravo tatticamente. Dopo Conte servirebbe un altro allenatore capace di incidere psicologicamente sui giocatori. Conte ha una qualità rara: sa capire il momento dei suoi uomini, sa quando accarezzarli e quando invece deve essere duro. Questo non si insegna. A certi livelli non devi più spiegare a un calciatore come stoppare il pallone, devi convincerlo a dare tutto, a capire i tempi della partita, il momento di attaccare o quello di difendere. In questo Conte è tra i migliori".

Questo però è anche il limite del suo metodo?
"Sì, in parte sì. Più che essere lui a voler cambiare, spesso sono i giocatori a consumarsi. Tirare sempre tutti al massimo, settimana dopo settimana, per due o tre anni, logora. Conte vuole tutto, dal lunedì mattina alla domenica sera. Ed è proprio questa la sua grande forza, ma anche la sua complessità. I giocatori, alla lunga, possono esaurirsi mentalmente e fisicamente".

Su De Bruyne, invece, che sensazione hai? Può restare a Napoli?
"Secondo me sì. Mi sembra uno che abbia trovato un ambiente ideale. A Napoli può sacrificarsi per la squadra, ma allo stesso tempo mettere in mostra la sua personalità e le sue qualità. Qui gli viene riconosciuto il suo valore e lui si esalta in questo contesto. A me sembra che il suo rendimento sia sempre sopra la media, non da semplice sufficienza. E questo, in una piazza come Napoli, conta tanto".

Manna può tornare a pescare in Premier League? Per esempio, come vedresti Joao Gomes?
"È un giocatore di qualità, questo sì. Però oggi valutarlo nel Wolverhampton non è semplicissimo, perché si trova dentro una squadra che sta vivendo cambiamenti importanti e questa situazione finisce inevitabilmente per condizionarlo. In campo si vede: prima prendeva la palla, puntava l’uomo e andava deciso verso la porta; adesso invece è più prudente, più scolastico. Resta però un calciatore con qualità e continuità, e queste sono doti fondamentali in un campionato tattico come la Serie A. Può inserirsi, ma chiaramente va valutato bene da chi di dovere".