Infortuni Napoli, dott. Casucci: "Calciatori spremuti! Un tempo 35 gare all'anno, ora 50 e più"
Gerardo Casucci, medico neurologo e giornalista sportivo, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli per analizzare il momento della squadra azzurra. Nel corso dell’intervista si è soffermato sulla scelta di Massimiliano Allegri, sulle difficoltà tattiche emerse nelle prime partite e sul rendimento di alcuni calciatori. Ampio spazio anche al tema degli infortuni, con particolare attenzione alle situazioni di Scott McTominay, Costantino Favasuli, Alessandro Buongiorno e Frank Anguissa, oltre a una riflessione sul numero sempre maggiore di partite disputate nel calcio moderno.
In queste prime partite alcuni calciatori hanno avuto in Nazionale un rendimento molto diverso rispetto a quello mostrato nel Napoli. Quanto può incidere il calcio di Allegri e, alla lunga, quanto può rischiare il Napoli giocando in questo modo?
"Noi veniamo da due anni che hanno rappresentato una specie di spartiacque tra il De Laurentiis dei 18 anni precedenti e il De Laurentiis del dopo. Il primo De Laurentiis è quello dei grandi anni, anche dei grandi successi, dei tanti anni trascorsi in Europa. In realtà era un De Laurentiis che aveva scelto sostanzialmente il gioco, la qualità, anche l'innovazione. Pensiamo a Maurizio Sarri, che veniva dall'Empoli, che non aveva un pedigree particolarmente di valore, però ha fatto vedere un bel gioco, forse tra i migliori della storia della squadra nei suoi cento anni. Questo però ha portato a una serie di conseguenze che abbiamo scontato con Conte, che sì ha fatto vincere al Napoli uno Scudetto. Io ripeto quello che ho sempre detto: perso dall'Inter e non vinto dal Napoli, per la qualità del gioco e per quello che abbiamo fatto, soprattutto in quel periodo dopo il mercato invernale, che era un periodo molto debole sul piano dei risultati e del gioco. Questo ha lasciato in campo sostanzialmente una grande difficoltà economica, la perdita di tantissimi calciatori non sfruttati, non valorizzati, non gestiti in modo adeguato e venduti a quattro soldi, diciamolo. Perché il Napoli in questi due anni ha venduto a basso costo e ha acquistato ad alto costo, anche giocatori che non si sono rivelati poi così bravi come si sperava che fossero. Facciamo dei nomi, come Lang, come Lucca. E voglio avere un atteggiamento bonario nei confronti di Badiashile, che non considero ancora un calciatore giudicabile perché viene da un'esperienza in cui è stato a lungo fermo e quello che ha fatto vedere per il momento a Napoli è poco.
Se tu vieni da una realtà così e quindi sei in grande difficoltà sul piano gestionale e amministrativo, devi rimettere a posto i conti. Se riusciamo a separare la realtà amministrativa da quella sportiva, forse riusciamo a capire che il Napoli è in un momento di transizione. La scelta di Massimiliano Allegri è arrivata con lui stesso in un momento di calo dei suoi successi e dei suoi risultati sportivi. È stata una scelta un po' cautelativa di quello che aveva fatto Antonio Conte e, ribadisco, secondo me sopravvalutando quello che aveva fatto Antonio Conte. La scelta di Massimiliano Allegri è una scelta in linea con quello che, secondo me, non è un percorso vincente. Per due motivi. Il primo è che il Napoli ha costruito una squadra adattissima a un 4-3-3, ma senza avere un allenatore da 4-3-3. Soprattutto ha costruito una squadra che era in una fase di calo della sua esperienza sportiva, senza avere un allenatore che ridasse slancio e idee a questa squadra. Adesso si parla, durante questa sosta per le Nazionali, di un 3-4-3 o 3-5-2 o roba del genere. Ciò significa che probabilmente si tornerà all'antico, in una squadra che è costruita per il nuovo. Questo è il vero contrasto, anche imbarazzante, che il Napoli si trova attualmente di fronte e che probabilmente comporterà delle difficoltà obiettive nella gestione delle prossime partite. Ci auguriamo che non sia così, ci auguriamo di avere un altro Napoli, ma io temo che questo sia quello che ci troveremo di fronte. Forse Aurelio De Laurentiis avrebbe dovuto fare una scelta diversa, sia proprio tecnica dal punto di vista dell'allenatore, sia dal punto di vista societario: una scelta completamente diversa, ricominciando e ripartendo da zero".
Il Napoli in questo momento ha numerosi calciatori infortunati. Come valuti in particolare le situazioni di McTominay e Favasuli e, più in generale, questo momento dal punto di vista degli infortuni?
"Questo momento mi sembra che durerà un bel po'. Veniamo già da due anni di infortuni, non da poco. Abbiamo attribuito tutto allo staff medico, alla preparazione, poi è arrivato il nuovo anno con il nuovo staff tecnico e medico e abbiamo lo stesso problema. Abbiamo continuato da dove avevamo lasciato.Ci sono due problemi diversi. Abbiamo un problema di infortuni che veramente è sconcertante, anche analizzarlo mi rende difficile essere obiettivo. La questione Scott McTominay ci pone una questione completamente diversa dal banale infortunio muscolare. Favasuli ha una lesione di secondo grado e probabilmente sarà fermo 20-25 giorni, ed era forse l'aspettativa vera del Napoli per cambiare un po' l'impaginazione delle partite. Quindi Favasuli è fuori dai giochi. Il problema vero è capire Scott McTominay. Io dirò che Scott McTominay due anni fa è stato il miglior giocatore della Serie A, l'anno scorso è stato uno che ha fatto 10-11 gol comunque ed è stato uno dei pochi prolifici del Napoli in questi due anni. Anche quattro in Champions, è tanta roba. La cosa imbarazzante è capire come fa un giocatore di quel livello ad avere un disturbo del ritmo senza che nessuno se ne fosse accorto. C'è stata una nota che ho letto qualche tempo fa secondo la quale questa cosa si era già manifestata allo United e addirittura in Nazionale. Non so se sia vera. Questa cosa è sconcertante, perché quel problema che ha avuto lui, da medico, è un problema che comporta dei rischi importanti per questi calciatori. Non so neanche se lui potrà riprendere una vita perfettamente normale, non faccio il cardiologo e non faccio l'aritmologo, però certamente non è una banalità quello che gli è accaduto e il trattamento che ha ricevuto non è una banalità.
Non conosco esattamente, proprio in termini di medicina sportiva, i tempi per ottenere un recupero pieno e subito il ritorno all'attività extra-agonistica come la fanno loro, ma sono abbastanza preoccupato, devo dire, da tifoso ma anche da medico, di questa vicenda. Non so se lui ritornerà a essere quello che era, me lo auguro. E allora tutti dovremmo ricrederci sul fatto che anche nel campo della medicina sportiva ci sono aritmie che possono essere corrette. Io sono il primo a dire che, se questo accadrà, farò tanti complimenti a chi l'ha fatto. Il vero problema è che il Napoli sta giocando senza alcuni calciatori. Rimane la questione Buongiorno, che non tornerà prima dell'anno prossimo, che negli ultimi tre anni ha giocato poco e malissimo. Ad esempio la stagione scorsa e quest'anno continua a essere un giocatore che sembra rotto più che sano. Quindi è una questione forse anche più generale: se il Napoli potrebbe valutare meglio i calciatori che prende e se non dovrebbe fare anche una discussione su chi dà l'ok per l'acquisto di questi calciatori. Non voglio aprire un ulteriore fronte di polemica, però mi sembra strano che questi calciatori arrivino a Napoli e si rompano dopo poco.
Abbiamo tra l'altro giocatori come Scott McTominay con un problema doppio, perché ha un problema medico ma anche un problema contrattuale, cioè ha chiesto un rinnovo a una cifra improponibile per il Napoli. Quindi il Napoli si trova con due problemi in uno con McTominay. Lo stesso discorso, se vogliamo farlo, possiamo farlo per Anguissa, che è un altro problema. È un giocatore che fisicamente ha avuto infortuni, l'ultimo sembra diventare un infortunio misterioso, ma Anguissa ha anche un problema di rinnovo. È un altro problema di un calciatore che però non sta rendendo come deve. Quindi ci sono troppi dubbi in una realtà che invece deve essere rilanciata dopo l'esperienza Conte e dopo due anni in cui è stata dissanguata economicamente e anche fisicamente. Adesso dobbiamo decidere cosa faremo da qui a qualche mese. Io sono curiosissimo di vedere cosa accadrà nelle prossime partite, soprattutto cosa accadrà in Europa, perché il vero problema non è solo l'Italia. Io vi ricordo che è stato preso Massimiliano Allegri per fare strada in Europa, non soltanto in Italia".
Quanto incide sul numero degli infortuni il fatto che oggi si giochi troppo tra campionato, coppe e Nazionali?
"Lo dico spesso: una volta c'erano calciatori che giocavano 35-38 partite, oggi ci sono calciatori che giocano 55-60 partite in una stagione. Sono calciatori spremutissimi. In questo senso ho fatto anche un post l'altro giorno, un po' ironico. Trovo imbarazzante la proposta di De Laurentiis di abolire l'intervallo per avere la possibilità di vendere meglio il prodotto, perché i fruitori andrebbero a distrarsi in quei 15 minuti. Abbiamo atleti che già giocano 50-60 partite in una stagione. Tra l'altro ci sono anche le Nazionali e negli altri anni si sono fatti i mini tornei per la Supercoppa. Quest'anno il Napoli non lo gioca, ma anche quello avrebbe rappresentato un ulteriore impegno. Il problema vero è proprio questo: questi calciatori sono spremutissimi. Io temo che da qui a vent'anni avremo calciatori che avranno otto-dieci anni di carriera".
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