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Jacomuzzi su Gabriel Jesus: "Ti dà importanza e sicurezza, crea spazi e gioco"

Jacomuzzi su Gabriel Jesus: "Ti dà importanza e sicurezza, crea spazi e gioco"
Oggi alle 17:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Carlo Iacomuzzi parla di Gabriel Jesus, del mercato azzurro, delle richieste di Allegri e del duello con l'Inter.

Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo del Napoli, ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania, ha analizzato il nuovo ciclo del Napoli, discutendo le sfide e le opportunità che il club dovrà affrontare in un campionato ricco di cambiamenti. 

Come vedi questo nuovo ciclo del Napoli, questo nuovo Napoli di Allegri?
"Ma sai, adesso bisogna vedere poi come alla fine verrà impostato. Ci sono ancora cambiamenti in atto, ci sono delle prove da fare, da verificare. Cambia tutto, cambiano allenatori, cambiano giocatori, cambia mentalità. Si deve affrontare un nuovo campionato contro squadre anche completamente diverse. Quindi bisogna dare un po' di tempo. È logico che subito il primo impatto è quello che conta. Io penso che contro il Genoa il Napoli potrebbe avere anche una partita abbastanza abbordabile e quindi poter lavorare in pace per proseguire il campionato. Però sai, sono i momenti più difficili questi, perché c'è la preparazione, i primi infortuni e magari le caratteristiche di un giocatore preso non corrispondono a quello desiderato. Sono delle piccole cose che sono dell'inizio del campionato, ma sono cose normali che vengono poi assorbite."

Va via Lucca oppure Lang? Esce Mazzocchi per far entrare poi un attaccante? Oppure un giocatore, un attaccante moderno come Gabriel Jesus, che può anche disimpegnarsi in più porzioni dell'attacco?
"Sai, questo è il problema dell'allenatore, come vuole impostare la squadra. Di sicuro Gabriel Jesus è un giocatore che ti dà importanza, che ti dà una sicurezza, però è un certo tipo di giocatore che non gli piace proprio stare sul dischetto del rigore, è un giocatore che viene a giocare, che viene a creare spazi, creare del gioco e poi si fa trovare in area di rigore. Bisogna vedere adesso Allegri come penserà di poter mettere la squadra in campo, quali sono le sue attitudini. Io ho sempre avuto di solito due attaccanti nella sua vita, però sai, si può cambiare a seconda degli elementi che uno ha a disposizione. Però avete fatto dei nomi come Lang, come Gabriel, che sono nomi importanti, nomi che possono essere molto interessanti. Bisogna vedere poi alla fine chi arriverà e chi soddisferà poi le attenzioni dell'allenatore."

Parlando anche di mercato e di calciomercato, secondo te Allegri è stato accontentato meno di Conte? Sta per essere meno accontentato di Conte e secondo te perché?
"Il problema è che Conte è un martello, comincia il mattino e finisce la sera. Allegri magari è un po', pur essendo un toscanaccio, però magari non ha preso subito le misure giuste, magari martella dalle 10 del mattino alle 4 del pomeriggio, ma non è sufficiente, bisogna vedere come fa Conte. Però se è un allenatore che se l'ha preso il Napoli deve andargli incontro alle esigenze, è logico che cambia un po' il tipo di impostazione di gioco tra Conte e Allegri. Sono due allenatori che impostano leggermente diversa la squadra, bisogna accontentarlo e penso che siano sulla strada per farlo. Non ci metto nessun dubbio su questo."

Ci sono le premesse per vedere un gioco diverso in contrapposizione a quanto visto da Allegri sia alla Juventus che al Milan? Questa è l'impressione almeno dei ritiri.
"Io non l'ho visto bene, non l'ho visto tutto, quindi non posso giudicare se ci sono cambiamenti, ma lo sai Allegri ormai ha già tutte le platee, l'ha già vista e l'ha già fatta. È il gioco che imposta la squadra secondo degli uomini che ha, soprattutto anche l'esigenza della società, di cosa vuole raggiungere, quindi è capace di impostare una fase difensiva come una fase molto offensiva, come ha dimostrato già di fare nella sua carriera. Adesso bisognerà vedere poi gli uomini alla fine che avrà a disposizione e le risposte che i calciatori generano in campo. Il problema grosso è: se ho preso Gabriel, faccio un nome a caso, so che gioca così, che è sull'ultimo uomo, l'uno contro uno, tutto così. Arriva a Napoli, trova qualche incertezza, non mi soddisfa in queste cose, allora metto un altro, per dire, perché mi dà più profondità, mi serve più allargare il gioco. Sono situazioni che Allegri ne ha vissute e quindi diamogli tempo di lavorare sugli uomini che avrà a disposizione, sicuramente lui troverà le soluzioni più adatte anche perché sono giocatori che possono fare 3-2-1, 4-1-2, tutte le categorie, sono giocatori di qualità, non sono giocatori inesperti."

Il Napoli può essere superiore all'Inter o l'Inter rimane superiore al Napoli?
"In questo momento la fiducia che l'Inter ha in se stessa, nel gruppo, società, squadra, ambiente, tutto così, mi sembra che sia molto forte. Il Napoli deve costruirselo dalle prime battute, se le prime due o tre battute riescono bene ecco che il Napoli si compatta di nuovo e poi avere un San Paolo alle spalle non è una cosa semplice per gli altri. Noi pensiamo sempre a San Siro, a San Siro sono 80.000 che urlano così, ma il calore che ha il San Paolo sia dentro lo stadio che fuori dallo stadio è difficile da trovarlo."

Forse il calendario non è stato molto clemente, sul campo, però, contano sempre i risultati.
"Tanto li devi incontrare dopo, prima, sopra, sotto, insomma le squadre devi affrontarle con tranquillità, con capacità, con serietà. Non devi dire: 'Ma se lo vedevo alla quinta giornata era meglio che alla seconda'. Il calendario è quello, bisogna affrontarlo con la serietà e con la capacità che la squadra ha. Poi dopo l'esperienza di un allenatore come Allegri mi sembra che sia una cosa di fiducia per la società, perché non è in mano a uno qualunque."