De Bruyne come Modric? Molaro: "Allegri gli sta costruendo ruolo da leader"
Il giornalista Francesco Molaro è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli per analizzare la vittoria degli azzurri contro il Bologna. Nel corso del suo intervento si è soffermato sulla condizione fisica della squadra, sull’impatto di Costantino Favasuli, sulla crescita di Kevin De Bruyne e sulla prossima trasferta contro la Fiorentina.
Quali aspetti positivi lascia la vittoria contro il Bologna?
"Un secondo tempo molto buono, nel quale il Napoli ha prodotto gioco e possesso palla e, soprattutto, ha chiuso il Bologna nella sua metà campo. Il gol era nell’aria. Dopo alcuni minuti abbiamo visto sicuramente un Napoli differente. Il primo tempo non mi era piaciuto per nulla: un Napoli che sembrava confusionario e sulle gambe. Io continuo a farmi domande sulla tenuta atletica e fisica di questa squadra, non so se avremo mai risposte. Adesso arriverà presto la sosta per le Nazionali, anche se molti calciatori partiranno, però continuo a dire che la tenuta fisica e atletica di questa squadra mi sembra strana. Abbiamo visto entrambi i ritiri, a Dimaro e Castel di Sangro. Detto questo, il secondo tempo mi è piaciuto. L’ingresso di Favasuli lo hai sottolineato tu, ma lo hanno fatto tutti. Aggiungo anche un De Bruyne diverso, un po’ più avanti. Allegri lo ha detto anche in conferenza: gli ha chiesto di stare più avanti, perché così può entrare maggiormente nel vivo del gioco ed essere più pericoloso. Anche l’ingresso di Lang, secondo me, ha dato vivacità a Spinazzola, che nel primo tempo non mi era proprio piaciuto. È chiaro che il Napoli deve ancora migliorare e trovare degli automatismi. Soprattutto deve trovare il gol, che in questo momento è una delle situazioni più carenti".
Favasuli potrà essere all’altezza anche da terzino e diventare il vice di Di Lorenzo?
"Io me lo auguro, la voglia ce l’ha. È chiaro che sia un giocatore un po’ più offensivo che difensivo, lo abbiamo capito. A un certo punto si è preso la squadra sulle spalle. Al suo ingresso in campo feci anche un po’ di ironia per il boato del Maradona, dicendo: ‘Ci siamo ridotti così’. Se lo guardi dalla cintola in su, quindi da centrocampo in avanti, ha lavorato tantissimo. A un certo punto, si è messo in proprio: ha fatto tutto lui. C’è stato l’assist, ma anche quel tiro sul quale Pessina ha compiuto una grande parata. La palla sarebbe finita sul secondo palo oppure direttamente in porta e il portiere ha effettuato una smanacciata incredibile. Non era semplice. C’è stato anche un altro assist, molto simile a quello del gol, non sfruttato per pochi centimetri da Hojlund. Questa è la bellezza mostrata dal ragazzo. Bisognerà vederlo anche in fase difensiva: sicuramente è stato preso per fare il vice di Di Lorenzo, mentre adesso sembra essere più il vice di Politano. Allegri, però, è stato molto chiaro in conferenza: alla fine dovrà fare il terzino".
Allegri sta costruendo per De Bruyne un ruolo da leader tecnico del Napoli?
"Sì, un ruolo da leader, io me lo auguro e ci credo, perché Allegri lo ha fatto l’anno scorso anche con Modric. Ne ha sempre avuto bisogno, tra virgolette. Modric ha avuto un impatto molto diverso con il campionato italiano, mentre De Bruyne ha incontrato qualche difficoltà in più. Quest’anno, però, sta crescendo piano piano. Kevin De Bruyne è un giocatore di alto livello. Contro l’Arsenal lo abbiamo visto arrabbiarsi per alcuni errori di lettura dei compagni. Lui deve calarsi in un ragionamento diverso e capire che il Napoli ha calciatori differenti rispetto a quelli del Manchester City protagonista in campionato e nelle coppe. Non ci sono più Haaland, Foden e gli altri compagni che aveva vicino. Il ritorno di McTominay sarà importante, perché potranno dialogare maggiormente. McTominay è un uomo da Premier League e ha giocato a quei livelli. De Bruyne deve però capire, senza voler togliere nulla a nessuno, che al suo fianco ha anche Lucca, che non è un attaccante della Premier o comunque di quel livello. Deve calarsi in questa realtà con un po’ più di umiltà, scendendo di un gradino per inserirsi nella squadra. Contro il Bologna sembra averlo fatto e ha cominciato a vedere quello che vedono anche gli altri. È sicuramente un bene per il Napoli: deve guardare il calcio con gli occhi dei compagni attuali e non con quelli dei suoi ex compagni. Credo dipenda anche dagli allenatori. Un conto è lavorare con Guardiola, con la sua ossessività e i suoi schemi, un altro è il calcio di Antonio Conte o Massimiliano Allegri, che al netto delle differenze possiedono alcuni aspetti in comune".
Che partita sarà quella contro la Fiorentina al Franchi?
"Firenze è una trasferta strana, perché la Fiorentina si è rialzata dopo le partite negative, ha ritrovato un po’ di tranquillità con Vanoli e dispone di giocatori molto interessanti. A me l’orario non piace, anche se entrambe le squadre giocheranno nelle stesse condizioni. È un orario terribile. La condizione fisica del Napoli mi preoccupa e torno su questo tasto, che sto battendo da alcuni giorni. Giocare alle 12.30, se farà caldo, contro una squadra giovane e fresca come la Fiorentina potrebbe rappresentare un rischio. Il Napoli, però, deve fare punti e uscire almeno imbattuto da Firenze. Servirebbe la vittoria, ma da questa partita capiremo ancora di più. Questo campionato ci ha detto anche che il Sassuolo può battere la Juventus e che altre squadre possono mettere in difficoltà le grandi. Il Cagliari ha nove punti e la Lazio ne ha dieci, nonostante sia stata tanto bistrattata. Dovesse prendere anche Icardi, potrebbe fare un affare".
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