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Frustalupi svela: "Allenai Lucca in ritiro, segnava sempre! Do un consiglio ai tifosi..."

Frustalupi svela: "Allenai Lucca in ritiro, segnava sempre! Do un consiglio ai tifosi..."
Oggi alle 21:40Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Nicolò Frustalupi analizza il Napoli di Allegri e la qualità della rosa soffermandosi su McTominay e sulle difficoltà di Lucca e Lang.

L’allenatore Nicolò Frustalupi, storico vice di Walter Mazzarri, è intervenuto ai microfoni della nostra Radio Tutto Napoli nel corso di "Napoli Talk". Il tecnico ha analizzato l’avvio di stagione della squadra di Massimiliano Allegri, soffermandosi anche sulla qualità della rosa e sulle difficoltà incontrate da Lorenzo Lucca e Noa Lang.

Il Napoli ti sta piacendo? È quello che ti aspettavi da Massimiliano Allegri?

"Ci sono state delle partite difficili da giocare, quindi penso che si potesse fare un pochino meglio. È stato anche un po’ sfortunato, penso alla partita di Milano con l’Inter. Alla fine, l’importante è aver vinto contro il Bologna e guardare avanti. Quando cambia la guida tecnica è sempre un po’ più difficile ripartire nel modo giusto e anche il calendario, in questo senso, non ha dato una mano: l’Inter è diventata una realtà importante e dell’Arsenal conosciamo tutti il valore".

Che giudizio dai alla rosa del Napoli? È attrezzata per lottare per il campionato?

"Sicuramente la rosa del Napoli è fortissima. È chiaro che gli anni passano e l’età, magari, per qualcuno avanza, ma ricordiamo che due anni fa ha vinto lo Scudetto. Ci sono calciatori che hanno vinto lo Scudetto, non è che non ci siano giocatori adatti. Credo che sia una squadra forte. L’assenza di McTominay, secondo me, è molto importante, perché è un giocatore che fa la differenza. Chiaramente anche Anguissa, però penso che McTominay negli ultimi anni sia stato il giocatore più importante della squadra. Tante partite le ha risolte lui, sia con i gol sia con la presenza fisica. È un giocatore che cambia la squadra, come può esserlo Lautaro per l’Inter. Credo che McTominay nel Napoli sia veramente importante. Non dico insostituibile, perché i giocatori ci sono: c’è De Bruyne, ci sono gli altri e c’è Vergara. Però qualcuno è più importante degli altri".

Perché c’è tanta insoddisfazione nei confronti di Allegri e come può liberarsi da questa pressione?

"Può togliersi la pressione facendo risultati. È puramente una questione mentale: se vinci sei bello, se perdi sei brutto. L’insoddisfazione non la capisco molto, perché Allegri ha un pedigree e un curriculum con non so quanti Scudetti, ho perso il conto, e ha giocato due finali di Champions League. Secondo me è un signor allenatore. È chiaro che, nell’epoca in cui viviamo, con i social che la fanno da padrone, c’è qualcuno che parla e magari influenza qualcun altro. Io credo, però, che si debba guardare alla sostanza. Allegri è un allenatore molto importante e sicuramente farà il meglio che si può fare. È chiaro che il Napoli nelle ultime due stagioni, con Conte, è arrivato primo e secondo, ma ha fatto anche due mercati molto importanti, due o tre considerando anche gennaio. Io, come hai detto tu, sono stato per qualche mese a Napoli nell’anno successivo allo Scudetto di Spalletti. In quel caso il mercato non fu all’altezza, lo riconobbe anche il presidente, e infatti la squadra ne risentì parecchio. Quest’anno il mercato non è stato molto importante, forse perché negli anni precedenti il Napoli ha speso talmente tanto che ha dovuto fare di necessità virtù. Magari l’insoddisfazione dei tifosi può dipendere anche da quello".

Hai allenato tanti grandi attaccanti insieme a Mazzarri. Qual è la tua impressione su Lorenzo Lucca?

"Ti dico una cosa: Lucca l’ho allenato a Torino, perché era un ragazzo della Primavera e fece il ritiro con noi. Nonostante a quel tempo fosse molto magro, mentre ora è molto più strutturato e cresciuto, segnava in continuazione anche da ragazzo. Quando faceva le partitelle con la prima squadra segnava sempre. Sicuramente è un ragazzo che ha delle doti, che devono essere tirate fuori. Ha una struttura particolare, quindi avrà bisogno di un po’ di tempo per entrare in forma. Anche giocando poco non è facile, perché vedo che sta disputando soltanto spezzoni di partita. L’ambiente di Napoli non è facilissimo per un ragazzo che, alla fine, ha giocato soltanto nell’Udinese. Magari poteva starci una tappa intermedia: lui l’anno scorso ha giocato in prestito, però in Italia poteva essere uno step diverso. Adesso è lì e sicuramente si giocherà le sue carte. Ha bisogno dell’aiuto del pubblico, perché percepire sfiducia non è facile per un giocatore quando entra in campo".

Lavezzi era molto amato dalla piazza. Perché Noa Lang continua a rendere al di sotto delle proprie potenzialità?

"Lavezzi per noi era un giocatore di carisma, amato dal pubblico e dalla piazza. Quando entrava in campo si faceva amare perché dava tutto quello che aveva. Era una cosa reciproca tra il pubblico, lui e la squadra. Era sicuramente un punto di riferimento anche nello spogliatoio per gli altri sudamericani, quindi era uno dei leader di quella squadra. Noa Lang chiaramente, in questo momento, non ha la stessa leadership che aveva il Pocho e quindi per lui è anche più difficile dimostrare il proprio valore. Ai calciatori bisogna dare fiducia. È normale che, quando giochi sempre titolare, sia più facile dimostrare il tuo valore. Quando invece giochi ogni tanto, entri e devi essere più bravo mentalmente per farti trovare pronto nei pochi spezzoni che ti capitano. Non è facile. Anche in questo caso direi al pubblico di cercare di aiutarlo, perché tutti i giocatori che indossano la maglia del Napoli vanno sostenuti finché lottano per la squadra. Speriamo che anche lui, come Lucca, riesca a dimostrare tutto quello che vale".