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Maradona o Messi? Salvione: "Diego leader e trascinatore, è inarrivabile!"

Maradona o Messi? Salvione: "Diego leader e trascinatore, è inarrivabile!"
Oggi alle 20:40Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli, Pasquale Salvione analizza il Mondiale 2026, l’elezione di Malagò e il confronto tra Messi e Maradona.

Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Finora è il Mondiale dei bomber: Messi, Mbappé, Haaland, Kane. Che impressione ti sta facendo questa fase iniziale del torneo?
"Sicuramente anche perché molte delle big stanno incontrando squadre sulla carta abbastanza abbordabili e quindi chiaramente il compito per tutti questi assi che hai nominato è un po' più facile. Però la qualità sta venendo fuori ed è chiaro che se Messi è già a cinque gol dopo due partite credo che non sia una cosa comune. La stessa cosa vale anche per gli altri, ma in particolar modo Messi sta dimostrando che è un Mondiale che vuole mettere in risalto i grandi big e finora, onestamente, i grandi big hanno risposto presente".

Quali sono secondo te le principali favorite per la vittoria finale del Mondiale?
"Sicuramente in pole sembra esserci la Francia, perché quando puoi permetterti di avere Mbappé, Olise, un Pallone d'Oro come Dembélé, Barcola e tutti gli attaccanti che ha la Francia, credo sia complicato indicarne un'altra. Però hai fatto bene a sottolineare che l'Argentina campione in carica è una squadra che secondo me ha voglia di lottare fino alla fine. Credo che la Spagna, al di là di qualche difficoltà avuta finora, sia una squadra che bisognerà tenere presente, senza poi dimenticarci del Brasile che secondo me sta ancora trovando la sua quadratura ma che alla fine potrà sicuramente dire la sua. Poi ci sono le altre squadre, perché hai giustamente nominato l'Inghilterra, la Germania, poi c'è il Marocco, la Norvegia. La stessa Norvegia e il Marocco che secondo me, a livello di squadra, è quella che finora ha giocato meglio".

E' stato eletto Giovanni Malagò come nuovo presidente della FIGC. Che fiducia riponi nella sua figura per riformare il calcio italiano?
"Ci auguriamo possa fare tanto. Dal punto di vista politico e delle relazioni ha esperienza da vendere. Finora ha sempre dato dimostrazioni di grande professionalità. Lo ricordiamo ad esempio nelle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina, che ha saputo gestire alla grande. È chiaro che per far sì che poi il suo mandato abbia effetto c'è bisogno dell'aiuto di tutti. C'è bisogno dell'aiuto dei club di Serie A che sono il principale motore del mondo calcistico. C'è bisogno anche delle istituzioni perché, come lo stesso Malagò ha ribadito, senza il sostegno del Governo diventa difficile fare delle riforme e traghettare il movimento calcistico verso un nuovo Rinascimento che sembra auspicabile a tutti gli effetti".

Si continua a discutere sul confronto tra Messi e Maradona. Qual è il tuo punto di vista?
"È fuori di dubbio che i numeri di Messi siano spaventosi. Parliamo di un giocatore che ha dimostrato nella sua carriera quello che ha fatto. La cosa che mi piacerebbe sottolineare è la personalità, il livello di leadership, di trascinatore e di uomo che è stato per i compagni Diego Maradona. Maradona è stato un fuoriclasse in campo, ma è stato un giocatore che ha trascinato anche tutti i suoi compagni di squadra e ancora oggi, a distanza di anni, non si sente nessuno che parli male o dica una parola contro Maradona. Quindi Maradona, secondo me, dal punto di vista della personalità, di quello che ha rappresentato per la gente, per il popolo e per i suoi tifosi, credo che sia stato inarrivabile sotto ogni punto di vista. È rispettabile e soggettiva l'opinione di tutti".

Come ti spieghi il fatto che Messi abbia trovato una leadership diversa in nazionale soprattutto dal Mondiale del Qatar in poi?
"Sai, il fatto di non aver inseguito a lungo nella sua carriera il trionfo mondiale chiaramente era diventato un po' un peso. La sua carriera è stata coronata dalla vittoria del Mondiale di quattro anni fa perché era l'obiettivo principale, perché nel confronto con Maradona, che non lo scopriamo oggi e che va avanti da anni, era il punto mancante. È chiaro che a livello di leadership e di personalità ha sempre sofferto questo confronto, perché Diego è stato un capopopolo, è stato sempre un capopopolo fin dall'inizio della sua carriera, poi è diventato ovunque lui sia stato. Anche per il modo di stimolare le tifoserie. Non è che vi devo ricordare io quello che diceva nei suoi anni napoletani, come è stato in grado lui di compattare l'ambiente di Napoli. Io credo che questo sia stato poi il punto chiave che Messi ha raggiunto nella sua estrema maturità, ma che Maradona aveva innato fin da quando ha iniziato a giocare a calcio".