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Mignano: "Norton-Cuffy? Da qui si può capire anche la scelta di Allegri sul modulo"

Mignano: "Norton-Cuffy? Da qui si può capire anche la scelta di Allegri sul modulo"
Oggi alle 14:45Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Radio Tutto Napoli, Raffaele Mignano: Gila può diventare un pilastro, Allegri dovrà adattarsi alla rosa azzurra.

Il giornalista Raffaele Mignano è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Nell'affare Gila si può ragionare anche su qualche contropartita?
"Sì, hai centrato. Per la Lazio certamente non è un bellissimo momento. Oltre al blocco del mercato c'è anche sempre la questione della frizione enorme tra i tifosi e la dirigenza, in particolare con Lotito. Questa situazione, per quanto riguarda il mercato, apre un varco molto importante per un eventuale passaggio di Gila al Napoli, perché la Lazio è costretta a vendere per poi poter mettere insieme i tasselli per la prossima stagione, avendo scelto Gattuso come nuovo allenatore. Sì, la contropartita potrebbe esserci. Qualche giocatore del Napoli, ragionando a bocce ferme in questo momento, e Lucca credo che potrebbe fare al caso anche di Gattuso nel gioco della Lazio."

Secondo te qual è stata la motivazione di De Laurentiis nella scelta di Allegri?
"Io dal primo momento ho pensato che la scelta di Allegri sia stata motivata da De Laurentiis dal fatto di poter dare ancora una risposta ai tifosi per quanto riguarda una panchina di livello. Non so se Allegri è o sarà il meglio per la panchina del Napoli, perché è evidente che bisognerà valutare se il Napoli porterà in dote l'Allegri di un tempo o l'Allegri dell'ultimo periodo a Milano. La situazione adesso è anche in essere, perché il blocco di Milano sta rallentando la nascita del nuovo Napoli, anche se sotto traccia si muove. Questo disturbo del club rossonero crea qualche disagio di conseguenza anche al Napoli. Allegri ha potenzialmente tutte le carte in regola per portare avanti un progetto a Napoli e far ambire questa squadra a buoni e forse grandi traguardi. Però bisognerà vedere innanzitutto il suo approccio, soprattutto a livello psicologico, nei confronti di uno spogliatoio molto importante e di una piazza molto esigente come quella di Napoli."

La perplessità sulla fase di possesso e sulla capacità del Napoli di fare la partita con Allegri è fondata?
"Direi proprio di sì, anche perché analizzando la stagione trascorsa del Milan abbiamo visto lacune importantissime per quanto riguarda la fase di gioco della squadra rossonera. Per questo bisogna capire che Allegri porterà in dote con il materiale umano in possesso del Napoli. Mi piace pensare che lui possa tornare a realizzare quel tipo di gioco che faceva anni fa a Cagliari, un gioco molto più propositivo, molto più autorevole in campo e che possa valorizzare le grandi figure che ci sono in questo momento nel Napoli. Parlo di Hojlund, parlo di Alisson, degli altri che hanno caratteristiche importanti in un contesto mediocre come quello del campionato italiano in questo momento. Potrebbero fare veramente la differenza e dare al Napoli una veste, un volto e una capacità di imporsi in maniera molto importante rispetto a un panorama che allo stato dell'arte mi sembra abbastanza impoverito, Inter a parte."

Come immagini lo schieramento tattico del Napoli di Allegri?
"È un momento in cui è difficile poter ipotizzare una chiave tattica per il Napoli di Allegri, perché un allenatore può portare in dote il suo credo tattico, ma bisogna vedere se i calciatori possono adattarsi al suo credo. Credo che stavolta, proprio alla luce di ciò che sta avvenendo, sia lo stesso Allegri a doversi adattare alla rosa che gli metteranno a disposizione De Laurentiis e il Napoli. Con una difesa a tre o con una difesa a quattro avrà potenzialmente l'imbarazzo della scelta, a seconda delle avversarie o delle esigenze che proporrà la partita, nazionale o internazionale. È difficile in questo periodo entrare in un discorso tattico, anche perché bisognerà vedere come il Napoli completerà la rosa, con quali giocatori e con quali caratteristiche."

Che giudizio dai su Norton-Cuffy e sugli altri esterni accostati al Napoli?
"Norton-Cuffy è un bravo calciatore, mica male. Però bisogna capire il profilo che intende cercare il Napoli sul mercato. Lui, Dodò e Khalaili sono calciatori che riescono a dare il meglio nella fase di spinta, addirittura Khalaili ha giocato anche nel tridente offensivo. Da qui si può capire anche la scelta sul sistema di gioco. Bisogna essere realisti e dare agli ascoltatori e ai tifosi un quadro molto più verosimile, al di là delle suggestioni o dei sogni di mezza estate."

Kovar può essere un profilo interessante per il Napoli?
"Sì, potrebbe essere un profilo giusto. Su Milinkovic-Savic resto sempre dell'idea che il Napoli al suo tempo avrebbe fatto meglio forse a non spendere tutti quei soldi per quel tipo di portiere, ma è una mia modesta opinione, e continuare a dare fiducia a Meret, che ha mostrato non solo per le vittorie a cui ha partecipato, ma anche per personalità e caratteristiche tecniche, uno spessore tale da poter difendere una squadra importante come il Napoli. Il portiere oggi è un ruolo decisivo all'interno di un gruppo squadra. Il portiere ceco ha un tipo di gioco che potrebbe essere ideale per quello eventuale di Allegri o comunque per il Napoli a livello internazionale. Però lasciatemi dire che io vedo ancora Meret. Mi piace pensare che sia così e che non lo cedano per questioni economiche, incomprensioni o altro. Mi piace pensare che si rinnovi fiducia a Meret, perché ha dimostrato con le sue capacità non solo da calciatore, ma anche umane e professionali, di poter partecipare a pieno titolo all'evento Napoli."

Che giudizio dai su Mario Gila?
"Gila è un calciatore che durante la stagione appena terminata ha dimostrato di essere all'altezza di un grande club. Chiede a gran voce di essere ceduto per poter disputare campionati più importanti in squadre più importanti della Lazio. La questione non è assolutamente facile perché è tutto legato al mercato della Lazio. In un'ottica di prossima avventura, Gila ha tutte le carte in regola per poter ambire a diventare un pilastro del nuovo Napoli che sta nascendo. Non sarà facile portarlo, anche perché bisognerà vincere la concorrenza di altri club che puntano su un calciatore così importante e a tratti determinante. Nel Napoli andrebbe a rinforzare un reparto nevralgico e darebbe manforte all'idea di calcio che spero sia quella dell'Allegri prima maniera: molto più propositiva, molto più sorridente, molto più allegra. Oltre ai risultati e al corto muso, serve anche il bel gioco, capace di strappare sorrisi e applausi a un pubblico e a una tifoseria che non hanno rivali in Italia e forse anche in Europa."