Oppini: “Conte ha lasciato 9mln, chiediamoci perché! Allegri paga problemi già presenti"
Francesco Oppini, giornalista e tifoso juventino, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato il difficile momento della squadra di Massimiliano Allegri, invitando a non attribuire tutte le responsabilità all'attuale allenatore azzurro. Secondo il giornalista, le difficoltà del Napoli avrebbero radici nella precedente gestione di Antonio Conte, con uno spogliatoio che avrebbe già manifestato segnali di insofferenza durante la passata stagione.
Massimiliano Allegri sta deludendo le aspettative?
“No, io credo che bisogna contestualizzare la situazione. Intanto chiedersi perché Antonio Conte ha lasciato 9 milioni netti di contratto a Napoli invece di continuare con la squadra stessa, per esempio, perché allora da lì potrebbero sorgere le prime domande. Questo è uno spogliatoio che, a quanto sapevo io, l'anno scorso aveva già dei problemi. C'erano giocatori che erano già da un paio di stagioni, come dire, forzati tra virgolette a rimanere. Quando un gruppo va tenuto sulla corda per uno scudetto, un secondo posto, come ha fatto Antonio Conte, alla fine rimane poco. In questo momento Allegri sta cercando di rimettere a posto un po' le cose, con dei giocatori rivalutati dal punto di vista tattico in campo, come nel caso di Lobotka, che comunque può funzionare. Questa è una squadra che, quando ha i giocatori quasi al completo, le sue partite le fa. Io ci metto su tutte quella con la Roma di questo weekend e non scordo assolutamente quella con l'Inter a San Siro, dove, se Anguissa non sbaglia quel gol all'89', probabilmente gira tutta la stagione del Napoli in Serie A”.
Quali erano i problemi dello spogliatoio già durante la gestione Conte?
“L'ho già detto, non c'è null'altro da aggiungere, anche perché non mi metto sicuramente a raccontare più di quello che ho già spiegato. Io racconto le cose, le fonti dicono che Antonio, tramite i suoi collaboratori, tramite chi lo sentiva, si era definito a fine stagione scorsa cotto e bollito, perché aveva dovuto tenere un gruppo che non voleva più saperne di stare sulla corda. Quindi, ripeto, un gruppo rimasto così in mano a un allenatore che ha un modo di fare completamente diverso, perché Allegri è più gestore e meno martellatore. Arrivi, ti fanno due colpi di mercato, che possiamo definire colpi? Punto di domanda, non lo so, non credo. Non ti viene nessuno, parte la stagione, perdi giocatori da tutte le parti del campo e non è facile, non lo è per niente. È una squadra che secondo me andava ringiovanita già l'anno scorso e ha perso quest'anno, all'inizio della stagione, i più giovani e interessanti della stagione precedente. Io credo che più di così Massimiliano in questo momento non possa fare. La vittoria col Bodo è importantissima per la Champions, perché ti porta comunque ad avere una prima vittoria. Sappiamo che più o meno per andare ai playoff bastano 10-12 punti. In Serie A sei indietro, ma continuo a credere che la partita di San Siro con l'Inter potesse far girare la stagione in un altro modo. Quella è stata una botta pesante da assorbire, con tutti i giocatori che poi ha perso nelle partite successive”.
Quanto hanno inciso gli episodi sfavorevoli sui risultati del Napoli?
“Se Anguissa non sbaglia quel gol lì, capite che non è un pareggio. Quello è il 3-2 e l'Inter non la vince, probabilmente non la pareggia neanche. È un momento in cui puoi avere un risultato che diventa determinante per la tua autostima e anche per lo spogliatoio. A Firenze è un pareggio assurdo, quanti gol sono stati sbagliati nel finale. Ma anche per la Fiorentina, perché c'è una parata di Milinkovic-Savic che toglie i tre punti alla viola. Sinceramente, tra le due squadre, se ce n'è una che doveva vincere lì era il Napoli, esattamente come a Venezia. È vero che il Napoli tira negli ultimi 60 minuti, ma quante volte tira? Quanti miracoli fa il portiere? In questo momento non gira bene. Il calcio è anche questo, è un gioco e a volte la fortuna o i dettagli fanno la differenza. Anguissa sbaglia quel gol, dall'altra parte non lo sbagliano e vince l'Inter”.
A chi farebbe più male una sconfitta nello scontro diretto tra Juventus e Napoli?
“La Juve in questo momento, secondo me, tra Genoa, Napoli e Fiorentina deve puntare a fare almeno sette punti dopo i tre passi falsi con il Lecce, perché è troppo indietro. È ovvio che il Napoli, che sta ancora indietro, se perde anche quella poi diventa complicato rimontare in vista Champions. Dipende da quale deve essere l'obiettivo della stagione. Io continuo a dire che la Juve di adesso è una Juve da dimensione Europa League. Tant'è vero che l'anno scorso è arrivata sesta e due anni prima e tre anni prima è arrivata in Champions con Allegri, ma era una squadra già di quel tipo lì. Non lo so a chi può fare male, è una partita che la Juve non può sbagliare, anche perché è in casa. Il problema è che la Juventus ha fuori una catena di giocatori dall'inizio della stagione e diventa pesante sostituirli, con l'Europa League che arriva di giovedì e le partite infrasettimanali. Se non hai cambi diventa un problema. L'avete visto anche voi con l'infermeria, prima i centrocampisti, poi i difensori. Diventa complicato sostituire giocatori anche quando ti servono minutaggi diversi. Però, se guardi il Napoli rispetto alla Juventus, te lo dico da juventino perché cerco sempre di essere obiettivo, il Napoli ha dei leader in campo. Ha dei calciatori ai quali ci si può aggrappare e che in questo momento magari alla Juventus mancano”.
Antonio Conte potrebbe tornare ad allenare la Juventus?
“Assolutamente sì, è la mia speranza. Le valutazioni per me andranno fatte prima della sosta, capendo quanti punti avrà messo in cascina la Juve tra Genoa, Napoli, Fiorentina e la partita in Europa League. Se questo percorso dovesse essere molto complicato o simile a quello precedente all'altra sosta, allora a quel punto credo che possano fare valutazioni. Ad oggi quello che so io è che Conte spera di essere richiamato alla Juve anche adesso, che la maggior parte dei tifosi spererebbe questo. A me piacerebbe molto averlo. Vi dico di più, però: io sono contro i ribaltoni, Spalletti deve lavorare quest'anno, a prescindere da quello che succederà. Io Conte lo metterei già sotto contratto da giugno, in modo da non farlo scappare più”.
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