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Panchina Napoli, Bucchioni: "Scelta ADL incomprensibile, c'era Italiano in ascesa"

Panchina Napoli, Bucchioni: "Scelta ADL incomprensibile, c'era Italiano in ascesa"
Oggi alle 14:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Enzo Bucchioni a Radio Tutto Napoli: Allegri scelta di retroguardia, dubbi sul gioco ma possibile svolta europea per il Napoli.

Enzo Bucchioni, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Il Napoli ha messo gli occhi su Massimiliano Allegri e sembra essere lui il prescelto. È il nome giusto?
"Le perplessità ci sono, sono anche le mie, ti dico la verità, perché in questo momento storico andare a prendere Allegri è un'operazione di retroguardia calcistica. Senza nulla togliere all'allenatore, è uno dei migliori degli ultimi vent'anni, il curriculum che ha lo dimostra, le vittorie, i sei scudetti, tutto quello che si porta dietro Allegri lo conoscono bene, quindi è un nome di primissimo piano. Però è un allenatore che fa un calcio che non piace. Non dico un calcio nuovo, ma un calcio che non piace più, un calcio superato, che puoi anche riproporre ma in modo diverso. Viene da un esonero dalla Juventus e da un esonero dal Milan, non è in un momento anche personale straordinario. Non prendi un allenatore in ascesa: fa un calcio vecchio, ma non è in ascesa. Gli indicatori sono tutti contrari. Poi aggiungo altre caratteristiche. La rosa del Napoli è importante, ovviamente, ma ci sono tanti giocatori che sono alla soglia della trentina o l'hanno superata. Ci sarebbe bisogno di fare un rinnovamento, di mettere dei giocatori giovani per provare, su questo impianto, a fare qualcosa di nuovo e rilanciare. Perché ci sono anche giocatori che hanno vinto negli ultimi anni e l'effetto pancia piena va tenuto in conto. Arriva un allenatore che ti propone un calcio blocco basso e contropiede: non lo so, secondo me non è la scelta giusta. Mentre avevi a disposizione, anche questo è da tenere in considerazione, Vincenzo Italiano, che propone un calcio moderno, un allenatore in ascesa che negli ultimi tre anni ha fatto cinque finali con squadre che in finale non ci vanno quasi mai. Bologna e Fiorentina due finali di fila non le facevano più o meno dagli anni Sessanta. Quindi un allenatore che ha fatto benissimo, fa crescere i giocatori, fa divertire il pubblico. L'hai contattato e poi hai preferito il vecchio che avanza, per usare una frase fatta. È una decisione che per certi versi è incomprensibile, anche se De Laurentiis ha il tocco magico e magari ce l'ha anche questa volta."

Ti aspettavi un De Bruyne così al veleno su Antonio Conte?
"Non me l'aspettavo. Non conosco De Bruyne, però uno che si comporta così non mi piace in assoluto, perché queste cose sono troppo facili da dire ora. È come chi parla dietro le spalle. Le cose vanno dette in faccia, per quanto mi riguarda. Io sono abituato a fare così. Vanno dette nel momento in cui hai anche qualcosa da rimetterci. In questo momento lui non ha nulla da rimettere, quindi è troppo facile. Conte non è più il suo allenatore. Poi, tra l'altro, non ho capito bene se quando è venuto a Napoli sapesse di Conte o meno. Anche questo è un dettaglio non trascurabile, perché tu sei andato a Napoli sapendo di Conte. Poi non hai trovato posto da titolare come avresti voluto in certe partite. C'è stato uno scontro subito, ricordate quando Conte disse: se De Bruyne ce l'ha con me ha trovato pane per i suoi denti, ci divertiremo. Sono dinamiche di spogliatoio che ci possono essere, però è brutto sparare così a zero. L'opinione però ci deve riportare a un'altra discussione: quando dicevo prima del gioco che diverte gli spettatori, quello di Italiano diverte anche i giocatori. I giocatori oggi, in assoluto, non solo De Bruyne, vogliono giocare quel tipo di calcio moderno e coinvolgente, perché i primi a divertirsi sono loro. Sono ragazzi diventati calciatori per divertirsi. Poi c'è tutto il contorno, i milioni, tutto quello che volete voi, ma la base è: gioco a calcio per fare questo mestiere e mi voglio divertire. Non ti diverti più a fare quel calcio di difesa bassa e contropiede. Aggiungo anche un'altra cosa: i giocatori si parlano, vedono le altre partite in televisione, sanno che i colleghi esprimono un calcio migliore e si divertono. Quindi l'operazione Allegri torna poco, a meno che, lasciamoci un'altra porta aperta, pur con i suoi principi, perché non puoi cambiare Allegri a sessant'anni, modernizzi un po'. L'anno scorso al Milan ci aveva provato. Aveva portato uno staff molto più ampio, dieci collaboratori. All'inizio faceva un calcio contropiedista, ma più organizzato. Si sganciavano più giocatori, i centrocampisti andavano negli spazi. Si era vista una leggera modernizzazione all'interno di quel tipo di calcio. Poi durante la stagione piano piano si è perso anche questo. Magari viene a Napoli con l'idea di fare qualcosa di nuovo. Vediamo. Se propone il calcio degli ultimi due o tre mesi del Milan o degli ultimi due o tre mesi della Juventus, non si va benissimo."

I tifosi del Napoli sono abituati a un altro tipo di calcio?
"I tifosi del Napoli sono abituati ad altro. Dai tempi di Benitez, salvo rare eccezioni, momenti di difficoltà e di errori come quello di Garcia, il tifoso del Napoli ha sempre goduto di grande calcio. Io ho citato Benitez, senza nulla togliere a Mazzarri, che ha fatto cose straordinarie, perché è stata un po' la svolta ideologica. De Laurentiis è andato a prendere un allenatore che all'epoca era un maestro del calcio moderno e portava quel tipo di calcio. Poi hanno lavorato anche altri. Benitez ha messo delle basi. Anche Sarri, quando è arrivato, si è trovato una squadra che era già abituata a fare certe cose. Lui ha messo tantissimo del suo. Lo stesso discorso vale per Spalletti. Ma anche Conte, se volete, non è quel calcio. In certi momenti il Napoli è stato costretto a fare quel tipo di calcio, con tutti gli infortuni, ma in altre squadre non ha mai giocato con quel calcio passivo, proprio italianista. Gioca un calcio che va a difendersi, ovviamente, ma di grande intensità. Nei momenti migliori Conte ha fatto questo: grande pressing, grande intensità, un calcio comunque stimolante. Quello di Allegri è ancora peggiorativo: è proprio il calcio passivo, la difesa, poco movimento senza palla. Ci sono diversità profonde."

Come ti spieghi che Allegri, nonostante gli ultimi anni difficili, sia stato richiamato subito da De Laurentiis?
"Perché ha il curriculum, perché speri che torni quello, perché ha il carisma, la personalità. È un grande allenatore. È un allenatore che fa un calcio vecchio, ma questo a volte può passare in secondo piano, perché la gestione dello spogliatoio e il carisma personale possono incidere. Hai meno margini di rischio, perché poi comunque anche al Milan in corsa c'è stato fino alla fine, anche se poi ha fallito, ha clamorosamente fallito. Qui ci sono anche altre componenti, la guerra societaria che c'è stata. Pensate che il Milan è la squadra con il maggior numero di convocati per il Mondiale del campionato italiano, quindi non era una squadra scarsa. Lo fanno prendere perché ha tutte quelle caratteristiche lì, ha un procuratore molto forte e tutto questo incide. Sappiamo benissimo come funziona il calcio interno: i procuratori sono fondamentali. Questa è una delle altre cose che ti fa piazzare Allegri. Un presidente dice: prendo Allegri e non sbaglio, perché comunque queste caratteristiche ce le ha e mi garantisce. Poi speri che torni ad avere quella spinta emozionale, quella capacità di gestire lo spogliatoio e di far rendere al massimo i giocatori, che è stata un po' la caratteristica di questo allenatore. Non me lo spiego altrimenti. Era troppo normale scegliere Italiano. Chiunque nei panni del presidente De Laurentiis avrebbe preso Italiano, per le cose che ho detto prima: da una parte prendi qualcuno che è in una fase discendente, dall'altra uno in carriera, che ti porta entusiasmo ed energia. Quindi è una scelta per certi versi incomprensibile. Magari De Laurentiis ha dovuto anche condividere l'idea con Manna. Manna conosce molto bene Allegri, sa come supportarlo. Perché al Milan certamente non lo hanno aiutato, magari non lo contesterà durante la stagione. A Milano è stato contestato dai dirigenti perché quel calcio non piaceva, come se non l'avessero preso loro. Manna lo conosce, credo non gli contesterà nulla, perché sa benissimo che calcio fa. Magari questa volta De Laurentiis ha dato retta, o quantomeno ha accettato i consigli di Manna. Posso vederla anche così."

Fa strano sentire De Laurentiis parlare di calcio moderno e poi andare su Massimiliano Allegri?
"No, e questo è il grande interrogativo. Perché l'ha preso? Sinceramente, dopo il film Manna, mi sono fatto un altro film: la Champions League. Probabilmente l'ispirazione o l'ambizione del Napoli è diventare importante anche in Champions League. Diventare una squadra, non ti dico tra le primissime perché l'organico non c'è ancora e devi ancora fare strada, però magari non uscire nel gironcione, come è successo quest'anno inaspettatamente. Allegri è uno specialista di Champions, ha fatto due finali. Può gestire meglio a livello europeo? Può darsi, perché è un allenatore esperto, un allenatore che studia molto bene dal punto di vista tattico. Lo studio degli avversari, la neutralizzazione delle fonti di gioco degli avversari, Allegri la fa bene. In Europa, contro squadre più forti, se sai fare questo è qualcosa di importante, già nella preparazione della partita. Può essere anche questa idea: prendo uno che in Europa mi fa fare meglio di quanto non abbia fatto finora. Qualcuno dirà che ci vuole poco, però mettiamo insieme tante piccole caselle per avere una risposta che sinceramente non abbiamo. Sono molto curioso, aspetto questa conferenza stampa di presentazione nella quale De Laurentiis spiegherà. Magari avrà motivazioni forti, in questo momento fatichiamo a capire, però qualcosa deve averlo convinto. Non è una scelta a caso. Tanto più che, anche questo va detto, lo aveva già cercato l'anno scorso, quindi probabilmente è un pallino. Sappiamo che De Laurentiis parla con tanti allenatori, anche con Italiano di sicuro avrà parlato, e non da oggi. Dai tempi dello Spezia e poi della Fiorentina era un allenatore che lo intrigava. Evidentemente con Allegri c'è stato un feeling superiore ed è andato su una scelta che probabilmente avrebbe già voluto fare in passato."