Perchè Allegri? Rastelli: "Mi dispiace sia così criticato e venga ritenuto superato"
Massimo Rastelli, ex attaccante del Napoli, oggi allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Ti aspettavi queste dichiarazioni da parte di Kevin De Bruyne? Sei d'accordo con lui?
"No, non me le aspettavo proprio per la grandezza del personaggio e del calciatore che è stato. Da un calciatore della sua personalità e della carriera che ha fatto mi sarei aspettato che magari queste cose le avesse dette direttamente in faccia ad Antonio Conte e non aspettando il momento in cui poi l'allenatore andasse via. Secondo me non penso abbia fatto una bella uscita. Anche perché credo che De Bruyne sia stato acquistato quando Conte sembrava che l'anno scorso non dovesse rimanere. L'allenatore se l'è ritrovato e ha cercato in tutti i modi di metterlo in un contesto dove non era semplice. C'era una squadra che aveva vinto uno scudetto, che giocava a memoria, e quindi mettere un giocatore con le sue caratteristiche non è stato semplice. In effetti poi l'allenatore ha dovuto cambiare tante situazioni. Alcuni giocatori li ha dovuti mettere in posizioni non proprio ideali per le loro caratteristiche. In tanti, a centrocampo, si sono dovuti un po' adattare, proprio perché l'allenatore, pur di far giocare tutti i giocatori forti che aveva a disposizione, soprattutto nei momenti in cui erano tutti abili e arruolabili, ha dovuto chiedere a qualcuno di adattarsi. Perché chi non faceva giocare in quel centrocampo per mettere De Bruyne in una posizione ideale? Non è stato semplice e quindi mi dispiace sentire queste dichiarazioni."
Perché De Laurentiis avrebbe scelto Massimiliano Allegri?
"Naturalmente da allenatore a me dispiace che un collega venga sempre fortemente criticato e fatto passare per uno che fa un calcio ormai passato. Non dobbiamo dimenticare che questi allenatori sono vincenti, allenano in piazze importantissime e difficilissime, dove devi sopportare determinate pressioni e dove inevitabilmente il risultato conta più di ogni altra cosa. Io non credo che Allegri alleni la propria squadra per farla giocare male, anche perché ha collaboratori veramente molto bravi e ha dimostrato, quando ha avuto squadre all'altezza, di farle giocare anche un calcio piacevole. Poi è chiaro che alla fine tutti vogliamo portare a casa il risultato. Anche al Milan, che secondo me non aveva una rosa fortissima, è vero che aveva tutta la settimana a disposizione per preparare le partite, però fino a due mesi dalla fine della stagione, dopo la vittoria nel derby, si giocava ancora una piccolissima possibilità di vincere lo scudetto. Perché si è scelto Allegri? Perché è un allenatore vincente, è abituato a certe piazze e a gestire in un certo modo il gruppo. Non a caso, quando ha sostituito Conte alla Juve, è riuscito a vincere tanti scudetti uno dietro l'altro. Sono una serie di valutazioni che hanno fatto propendere De Laurentiis per questo tipo di scelta, che va naturalmente accettata. Anche perché credo che De Laurentiis, in più di vent'anni da presidente, abbia sbagliato veramente pochissimi allenatori. Quindi bisogna avere fiducia nella sua scelta e nel suo intuito."
Quanto può essere complicato per Allegri arrivare in una piazza che inizialmente non sembra accoglierlo con entusiasmo?
"Sicuramente non è il viatico migliore per un allenatore che si approccia a una nuova piazza. Però questi sono allenatori di grandissimo carisma e di grandissima personalità. Faccio sempre lo stesso esempio: anche quando Allegri ha sostituito Conte alla Juve non è che sia stato accolto col tappeto rosso. Però poi, attraverso i risultati, piano piano ha acquisito la fiducia, è stato apprezzato ed è diventato uno degli allenatori più vincenti di quella squadra. Mi auguro che possa essere così anche a Napoli, perché poi è il campo che parla. Credo che il Napoli costruirà un organico di tutto rispetto, cercando di migliorare ancora qualcosina rispetto a quello che ha avuto a disposizione Conte quest'anno. Ovviamente mi auguro che non ci saranno tutte quelle difficoltà e tutte quelle defezioni che ci sono state in questa stagione. Sono sicuro che Allegri farà un grande lavoro a Napoli."
Questa può essere la sfida più complessa della carriera di Allegri?
"Sì, è stato accompagnato negli ultimi anni dalle voci della critica e credo che possa essere per lui anche un ulteriore stimolo per dimostrare a tutti i suoi denigratori che è un allenatore che riesce a portare a casa risultati importanti. Tutti ci auguriamo che possa coniugare un calcio piacevole, che possa accontentare il palato dei tifosi, e nello stesso tempo portare a casa risultati egregi che possano rendere felice tutta la piazza."
Rabiot a Napoli cosa potrebbe rappresentare per il Napoli di Massimiliano Allegri?
"Vorrebbe dire mettere in squadra un ulteriore giocatore di qualità, personalità e fisicità. Potrebbe essere il giusto sostituto se Anguissa dovesse andare via, perché è chiaro che se arriva uno come Rabiot arriverebbe per essere, tra virgolette, un titolare. È un centrocampo che comunque, al netto degli infortuni, ha sempre funzionato benissimo e ha avuto tanti elementi forti. È evidente che qualcuno sicuramente dovrebbe andare via. Oppure, eventualmente, anche in virtù del fatto di giocare in Champions e di voler provare a rivincere lo scudetto, potrebbe esserci la soluzione di mantenere tutti i giocatori più forti e aggiungere un elemento altrettanto forte come Rabiot, in modo da diventare veramente una squadra molto competitiva, dovendo affrontare ogni tre giorni impegni importanti."
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