Panchina Napoli, Forgione: "Sarri arma a doppio taglio, proverei con Palladino"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Sei pronto a dire addio ad Antonio Conte?
“Fondamentalmente è cambiato poco rispetto a quello che abbiamo detto ieri, cioè che il Napoli continua la sua storia e il suo percorso. È chiaro che Conte è un allenatore di primo livello che ti garantiva certi livelli di prestazione e di classe tecnica, ma il Napoli prosegue anche senza di lui, nonostante si tratti della perdita di un allenatore di calibro. Io non sono assolutamente disperato, anche se mi dispiace perché ritenevo che non fosse un ciclo finito. Evidentemente Conte la pensa diversamente e crede che il suo percorso a Napoli sia finito. Non so quali siano le cause. A questo punto stanno uscendo fuori notizie di tutti i tipi, quindi è arrivato anche il momento che capiamo un po’ tutti, anche noi che abbiamo sostenuto la causa Conte affinché rimanesse, che si cambi e si giri pagina. Bisogna bonificare un po’ l’ambiente, perché è diventato tossico. Le polemiche sono riaffiorate, l’allenatore non mi è sembrato mai troppo convinto e quindi, se questi sono i risultati, giriamo pagina e andiamo avanti.”
C’è chi sostiene che Sarri avrebbe condizioni favorevoli rispetto al passato. Che ne pensi?
“Io non so su quali presupposti si possa avere una certezza del genere. Aspettiamo intanto che ci sia un’ufficialità e poi aspettiamo la seconda, cioè capiremo chi farà l’avventura. Ammettiamo il caso che vada via Conte e arrivi Sarri: ragazzi, lo ribadisco, è un’arma a doppio taglio. Viviamo sempre con quello spettacolo negli occhi, ma io sono convinto che riproporre certe situazioni non sia semplice. È molto più facile che non riaccada piuttosto che accada.”
Qual è la tua preferenza personale per il post-Conte?
“Tra i nomi che si fanno, a questo punto devo pensare che Sarri sia sicuramente in pole. Però credo che l’unico che lo possa contrastare sia Palladino, perché è una figura giovane, sarebbe una scommessa, una delle tante scommesse di De Laurentiis. Al presidente piace fare queste scommesse. Secondo me o si ributta su Sarri, facendo un’operazione nostalgia che non so quanto possa essere fruttifera, oppure ripete l’operazione Sarri andando a pescare Palladino, che un po’ ricorda quel tipo di scelta. Palladino ha fatto bene, ha risollevato l’ambiente ed è un allenatore emergente, valido, che fa al caso del profilo che piace a De Laurentiis. Se mi chiedi quale preferisco io, proverei qualcosa di nuovo con Palladino.”
Come spieghi il ritorno di Sarri al centro del dibattito?
“In realtà Sarri ha fatto il secondo posto con la Lazio quando il Napoli ha vinto lo Scudetto, quindi non troppo tempo fa. Spalletti primo e lui secondo con una Lazio che non era eccezionale. Quest’anno ha raggiunto la finale di Coppa Italia, che non è poco, anche se il percorso è più corto e basta indovinare due o tre partite per arrivarci. Non poteva sperare di vincerla contro l’Inter in finale, però resta un buon risultato con una squadra che non fa mercato e non costruisce squadroni importanti. Credo che siano stati proprio questi risultati a puntellare la sua posizione dopo l’uscita dalla Juventus.”
Conte va via davvero per le critiche?
“Adesso cercheremo anche di capire quali siano le reali motivazioni. Conte è un personaggio molto bravo a nascondere ed essere enigmatico, quindi ti puoi aspettare un po’ di tutto da lui. Sicuramente un po’ di delusione è affiorata, perché troppe polemiche sugli infortuni ci sono state. Probabilmente voleva anche più protezione dalla società e non l’ha avuta. Lui vuole tutta la corte attorno, è una natura totalitarista in questo senso. Detto questo, non è stato molto criticato. C’è stata sicuramente una parte della tifoseria che negli ultimi tempi lo ha criticato pesantemente, ma non mi risulta che la stampa lo abbia criticato ferocemente. Lui probabilmente voleva la riconoscenza della piazza per lo Scudetto vinto e vedere una parte della tifoseria contro non gli è piaciuto. Però non credo basti questo per lasciare una città nella quale si è trovato benissimo.”
Che messaggio dai ai tifosi del Napoli in questo momento?
“Non ci facciamo del male prima che accada qualcosa. Qualsiasi cosa accada non dobbiamo pensare che il Napoli si ridimensioni. Il Napoli continuerà sulla sua impostazione: quella di una squadra e di un club che devono lottare per i piani alti, anche se non necessariamente per vincere lo Scudetto. Il Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, ha vinto due Scudetti negli ultimi quattro anni, quindi deve essere ambizioso, ma senza trasformare tutto in un obbligo. Lasciamo lavorare il presidente e lasciamogli prendere le sue decisioni. Una o due volte può anche aver sbagliato, ma nell’arco di vent’anni ne ha prese molte di corrette.”
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