Podcast

Ritorno Sarri? Zambardino: "Neanche morto! Ad ADL ricordo i suoi ultimi mesi a Napoli"

Ritorno Sarri? Zambardino: "Neanche morto! Ad ADL ricordo i suoi ultimi mesi a Napoli"
Oggi alle 21:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Vittorio Zambardino a Radio Tutto Napoli: “Sarri? Neanche morto”. Poi il commento sul possibile addio di Conte.

Vittorio Zambardino, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sei d’accordo con un eventuale ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli?

“Manco morto. Non mi piace l’idea del ritorno di Sarri, perché innanzitutto negli ultimi anni ha manifestato una tendenza a fare il capopopolo più che l’allenatore. Se De Laurentiis facesse sul serio a volerlo prendere, io gli vorrei ricordare qualcosa su Sarri negli ultimi mesi, in cui in ogni dopopartita attaccava il Napoli. Sarri si è comportato maluccio. O De Laurentiis è un uomo dai nobilissimi ideali per cui perdona tutti quanti, oppure secondo me no. Dopodiché io non ho visto, nelle squadre allenate da Sarri dopo il Napoli, questi grandi cambiamenti. E poi spero tanto che non ci si aspetti che il Napoli giochi come quello del 2017-18, perché non è ripetibile per tante ragioni. La prima è che non ci sono gli stessi giocatori e poi perché forse è un calcio che ha fatto il suo tempo.”

Perché secondo te Conte vuole andare via?

“Conte non è uno che si fa condizionare dalle critiche. Ha detto più volte che manco leggeva i giornali. Però, se proprio vogliamo trovare delle motivazioni oggettive, è perché il Napoli non gli può garantire lo stesso mercato della scorsa estate. La verità vera è che lui quest’anno, grazie anche al mercato che aveva avuto, ha pensato di potersela giocare. Poi l’annata è andata come è andata. Gli infortuni? Dice che non c’entrano niente con lui. Va bene, allora vuol dire che io sono il Papa. Secondo me le cose sono andate così: De Laurentiis gli ha fatto sapere che le vacche grasse erano finite. Lui non è abituato a lavorare con le vacche magre, ha verificato che aveva parecchi problemi nella gestione degli uomini, come hanno dimostrato le partite, e a questo punto ha fatto due più due. Conte non è uno che accetta le critiche. Ma chi sei, Gesù, che non si può criticare? Tutti possono essere criticati.”

Che allenatore servirebbe al Napoli per il dopo-Conte?

“Io non mi sento Gianni Brera, non ho l’allenatore ideale del Napoli. Però posso dirti l’identikit. Vorrei uno che non badi al giochismo o al risultatismo, ma all’equilibrio della persona, alla flessibilità tattica e mentale, al fatto che non sia un caporale di giornata. Non vedo bene Italiano, perché mi sembra poco flessibile e molto aggressivo con i suoi. Per governare le persone, soprattutto quando sono ricche e si sentono potenti, ci vuole carisma. Non basta essere uno che urla e comanda. Mi parlano di Farioli, ma non ho mai visto giocare le sue squadre.”

Allegri potrebbe essere il profilo giusto?

“Allegri, se devo guardare il Milan e anche la Juventus degli ultimi anni, non mi fa impazzire. Però è un empirico, uno pratico, uno che sa governare le persone. Sicuramente non è un talebano. Ha un’idea del calcio che a me personalmente non piace, però secondo me il problema non è il giochismo. Dobbiamo essere meno utopistici e più pratici. Con una rosa che non puoi svecchiare del tutto, forse Allegri ti garantirebbe un anno di passaggio. Certo, giocando un brutto calcio, però tu devi arrivare alla meta vivo. E soprattutto non è un distruttore. Non è che fai nove acquisti e lui te ne manda via cinque.”