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Difficoltà Lucca, Parlato: “Questione di testa e carattere, ha atteggiamenti sbagliati"

Difficoltà Lucca, Parlato: “Questione di testa e carattere, ha atteggiamenti sbagliati"
Oggi alle 19:40Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Manuel Parlatoanalizza Lucca e Lang e propone il 3-4-2-1 per rilanciare gli azzurri.

Manuel Parlato, giornalista, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.

Contro la Fiorentina possono aprirsi possibilità da titolare per Noa Lang e Costantino Favasuli, magari ripartendo dal Napoli visto nella ripresa contro il Bologna?
“Una cosa è come giocherà Allegri, penso che andrà avanti con questa chiave tattica, però un'altra secondo me è guardare un po' quelle che sono le assenze del Napoli in questo momento, guardare anche cosa non funziona. Anche sugli esterni facciamo un po' fatica. Lo stesso Noa Lang non è quel calciatore, almeno fino a questo punto, che riesce ad andare nell'uno contro uno e saltare il diretto avversario. Tra l'altro secondo me abbiamo un po' di difficoltà a servire palloni a Rasmus Hojlund, palloni giocabili. I due gol che ha segnato li ha segnati entrambi da fuori area, una soluzione che per lui chiaramente è qualcosa di nuovo. Secondo me questa squadra, paradossalmente con le assenze, perché non giocare con il 3-4-2-1? Per dare anche la possibilità a giocatori come Kevin De Bruyne, come lo stesso Vergara, di giocare più vicino alla punta. Questa è una soluzione per la quale aveva optato, se ricordate, anche Antonio Conte col Bologna. Poi tra l'altro avresti la possibilità di utilizzare Favasuli come esterno, stesso discorso vale per Politano che secondo me fa fatica tutta la partita a giocare davanti. Dall'altra parte Spinazzola, magari capire sulla difesa a tre. È chiaro che anche Di Lorenzo andresti un po' a recuperarlo come braccetto, o con Rrahmani, magari con Rafa Marin, non lo so se con Olivera. Secondo me in questo momento il Napoli potrebbe vestire questo tipo di abito. Tra l'altro la difesa a tre è stata un po' il marchio di fabbrica di Massimiliano Allegri. Io credo che abbia anche provato questo sistema di gioco, magari da non proporre inizialmente. Vuole insistere sulla difesa a quattro, però, guardando un po' quelle che sono le caratteristiche dei calciatori e quello che non funziona, secondo me mi chiedo perché non faccia anche questo passo. Tra l'altro nella seconda parte di gara contro il Bologna, talvolta in fase di costruzione, il Napoli si ritrovava proprio a difendere a tre con Di Lorenzo, Rrahmani e Rafa Marin”.

Kvaratskhelia o Lavezzi? E come giudichi oggi la cessione del georgiano?
“Partiamo da Kvaratskhelia e Lavezzi. Il Napoli forse è riuscito secondo me a vendere bene Lavezzi, mi pare che sia successo a 31 milioni a causa della rescissoria. Sempre al Paris Saint-Germain, tra l'altro. Kvaratskhelia, guardando il Kvaratskhelia di oggi, mi dispiace un po'. Penso anche alla società che l'ha gestito, secondo me, in maniera sbagliata dal punto di vista contrattuale. All'epoca bisognava subito rinnovare Kvaratskhelia e magari oggi, o ieri, o l'altro ieri, l'avresti ceduto a 150. Perché stiamo parlando di un calciatore che in questo momento... ma lo sapevamo che sarebbe arrivato a questo”.

Su Lorenzo Lucca sei d'accordo con chi sostiene che non sia da Napoli?
“Ma no, secondo me non è una questione di categoria, è una questione proprio di testa. Io ritengo, lo dicevo già l'anno scorso, che abbia degli atteggiamenti, secondo me, sbagliati. Non voglio dire presuntuosi, perché magari non sono nessuno per dire questo. Però non mi è piaciuto l'anno scorso l'approccio che ha avuto in una squadra campione d'Italia. L'atteggiamento anche quando entra in campo. Non riesce a gestire, secondo me, questo aspetto qui soprattutto. Fa delle cose che potrebbero essere diverse, le fa anche male, forse perché vorrebbe anche dimostrare. Però facendo così, secondo me, complica ancora di più il suo percorso. È un percorso, come dire, molto difficile a Napoli. La scelta, secondo me, della società era quella di cederlo. Perché anche l'anno scorso, dopo che è stato bocciato già a gennaio, lasciamo stare da chi l'aveva scelto, perché Lucca non era una prima scelta del Napoli. Questo lo sappiamo bene. E forse l'errore è stato quello da parte di Conte di velocizzare il mercato per avere a disposizione la squadra e accettare determinati giocatori che magari non erano prime scelte, pur di avere la squadra al completo. Però andare via dopo pochi mesi in prestito, dopo che sei stato pagato così tanto, ritornare e non riuscire ancora una volta a dimostrare il tuo valore vuol dire che qualcosa devi migliorare, devi perfezionare. Credo che sia una questione caratteriale, una questione temperamentale. Non è bello, secondo me, nemmeno per i compagni di squadra, l'atteggiamento che magari forse non riesce nemmeno a rendersi conto che ha quando entra in campo”.

Vedi un problema simile anche per Noa Lang?
“Secondo me è la caratteristica che poi tra l'altro penalizza anche lo stesso Noa Lang. Abbiamo due calciatori che per questioni caratteriali non riescono a venire fuori, però dobbiamo ricordare che tanti calciatori per queste motivazioni non sono riusciti a fare quel tipo di carriera che ci si aspettava. Anche molto al di sotto rispetto a quello che i mezzi a disposizione gli avrebbero consentito”.

Oggi ricorre l'anniversario dell'esordio in Serie A di Diego Armando Maradona con il Napoli. Che ricordi hai di quel Verona-Napoli?
“Quella partita la ricordo perfettamente, eravamo molto emozionati. Credo segnò Briegel. Radiolina alla mano, il Napoli fu stramazzato dal Verona. Mi pare che segnò Daniel Bertoni, il 2-1 che diede un po' di speranza nel pareggio, poi arrivò il 3-1. La ricordo perfettamente questa partita. Anche per Maradona fu un inizio molto difficile. Stiamo parlando di un Napoli che lottava per non retrocedere. Poi nel girone di ritorno si cambiò marcia e Maradona si mise al servizio di quella squadra. Era una squadra di giocatori, di gregari: Walter De Vecchi, Salvatore Bagni, Daniel Bertoni... Stiamo parlando di una squadra che pian pianino sarebbe diventata quasi imbattibile. Stiamo parlando di 42 anni fa”.

Che Fiorentina ti aspetti domenica contro il Napoli dopo i due successi consecutivi tra campionato e Coppa Italia?
“Per il Napoli deve essere affrontata come una partita, quasi una finale. Dopo ci sarà la sosta del campionato che sarà lunga e inizierà un campionato nuovo. Una sosta così lunga non l'abbiamo mai avuta, se non quando si è interrotto il campionato per i Mondiali. Il Napoli a Firenze si gioca tanto, è una partita da dentro o fuori. Se riesce a vincere a Firenze è un bel segnale. Contro la Fiorentina, che l'ho vista contro il Venezia, che non è nulla di che, però è una squadra che forse ha problemi in difesa. È una partita molto complicata, con un allenatore nuovo. Sappiamo il clima del Franchi, sarà una partita molto difficile. Io auspico che il Napoli possa vincere per cercare di andare a questo riposo abbastanza lungo avendo tre punti in più in classifica. Pensare che il Napoli possa essere sconfitto a Firenze non lo voglio immaginare, perché sarebbe come non essere riusciti a fare nulla dopo la vittoria contro il Bologna”.

Quanto sarà importante trovare continuità dopo il successo sul Bologna?
“Ci vuole continuità e deve essere una continuità che si attacca a quel nuovo campionato che inizierà, perché hai la possibilità di sfidare prima il Frosinone, poi il Venezia e poi giochi contro la Roma e ti giochi un altro scontro diretto. Paradossalmente Allegri l'anno scorso non è riuscito ad andare in Champions pur vincendo tutti gli scontri diretti, ma perdendo e pareggiando le partite con le piccole. Quest'anno invece c'è stata un'inversione, perché ha perso i primi due scontri diretti. Forse matematicamente è meglio, nel senso che sono molte di più le compagini sulla carta inferiori al Napoli. Vincere tutte le partite contro le squadre inferiori sulla carta e perdere qualche scontro diretto ti darebbe comunque più punti a fine stagione. Io credo di sì”.

La corsa Champions sarà più complicata rispetto alla scorsa stagione?
“Adesso la concorrenza è aumentata, può essere anche un bene. Ci sono più scontri diretti con le dirette concorrenti per la Champions. Perché guardiamoci chiaro, ragazzi: quest'anno andare in Champions non è come l'anno scorso. L'anno scorso il Napoli è stato costruito per vincere lo Scudetto, per essere l'antagonista insieme all'Inter per lo Scudetto, e quest'anno la concorrenza è aumentata. Basta guardare la classifica pensando che Juventus e Milan l'anno scorso non sono andate in Champions e quest'anno, se non andassero per la seconda volta consecutiva, sarebbe veramente un dramma. Un dramma sportivo ed economico per loro”.