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Prof. Clemente di San Luca: “Allegri? Mi auguro non ripeta quanto fatto negli ultimi anni”

Prof. Clemente di San Luca: “Allegri? Mi auguro non ripeta quanto fatto negli ultimi anni”
Oggi alle 14:45Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Guido Clemente di San Luca, docente di Giuridicità delle regole del calcio al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Si parla delle tempistiche della vicenda legata alla scelta dell’allenatore. Aurelio De Laurentiis avrebbe contattato il presidente del Milan Scaroni per avere rassicurazioni sulla buonuscita di Allegri e sulla possibilità di ingaggiarlo. Secondo lei, questa situazione si risolverà in una decina di giorni o si rischia di arrivare fino alla prima settimana di luglio? “Su queste cose non ho elementi per potermi esprimere con certezza. Dall’esterno posso solo rilevare che c’è stato un comportamento, per usare un eufemismo, poco elegante. Da quanto si è letto, l’idea sarebbe stata quella di preferire Allegri a Italiano perché quest’ultimo non avrebbe dato subito il suo sì, limitandosi a dire di essere d’accordo ma chiedendo tempo per risolvere il contratto con il Bologna, cosa che poi ha fatto nelle 24 ore successive. Se davvero la scelta è stata motivata da questa presunta titubanza, a me non sembra una titubanza, ma un comportamento del tutto normale e rispettabile. Nel frattempo, però, sono passate ore e ancora non si è chiarita la situazione del contratto. Quindi non possiamo sapere quando si sbloccherà tutto”.

Anche le ultime indiscrezioni sembrano incerte: non è chiaro se Allegri stia trattando una buonuscita importante oppure no.

“Sì, e in effetti il quadro è confuso. Anche Allegri, dal Milan in passato, non ha avuto un trattamento particolarmente elegante. Purtroppo siamo abituati a un calcio diventato sempre più “mercantile”, dove i colpi bassi sono diventati la normalità. Questo crea amarezza”.

Molti tifosi sono delusi e alcuni pensano addirittura di non rinnovare l’abbonamento.

“Capisco perfettamente questo stato d’animo. Io stesso, come ho scritto in un recente articolo, vedo molti tifosi amareggiati. C’è una forte disillusione, ma nello stesso tempo la speranza non muore mai. Quindi si finisce per rinnovare l’abbonamento, sperando che le cose possano migliorare”.

Si teme che Allegri possa riportare un calcio poco spettacolare, come nelle sue ultime esperienze? “Io non posso saperlo. Mi auguro soltanto che non ripeta ciò che ha fatto negli ultimi anni. Se dovesse farlo, rischieremmo di vivere due anni di calcio poco entusiasmante dopo quelli già difficili”.

C'è chi insiste sui risultati e non sul gioco, come se non fossero collegate.

“È un’idea che viene spesso ripetuta, ma io la considero sbagliata. Il calcio è un rapporto tra qualità del gioco e risultati: normalmente, se giochi bene, ottieni risultati. Poi esistono eccezioni, certo, ma non si può rovesciare questo principio”.

Tornando ad Allegri: il suo stile negli ultimi anni ha mostrato difficoltà nel proporre gioco offensivo, ma efficacia nelle partite più chiuse e nei big match. È questo il tipo di calcio che potrebbe portare a Napoli? “Non lo so, e non posso inventare previsioni. Mi auguro solo che non si ripeta ciò che abbiamo visto recentemente, perché altrimenti rischieremmo un calcio poco brillante e poco coerente con la tradizione della squadra”.

Alcuni tifosi trovano paradossale scegliere un allenatore sperando che non sia se stesso.

“Sì, è una contraddizione evidente. Ma ormai queste scelte generano reazioni fortissime. C’è chi si dice pronto a non seguire più la squadra o a non rinnovare abbonamenti. È un segnale del clima attuale”.

Ultima domanda: la scelta sembra condivisa tra società e direttore sportivo. Lei come la interpreta? “Io non credo sia stata una scelta realmente condivisa. Da quello che si legge, ho l’impressione che sia stata piuttosto imposta. Manna, che ha un legame forte con l’ambiente juventino, potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nella direzione finale della scelta. Ma queste sono solo interpretazioni. Sarà il tempo a dire come stanno davvero le cose”.