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Scotto: “Non mi risulta una trattativa tra il Napoli e Anguissa per il rinnovo”

Scotto: “Non mi risulta una trattativa tra il Napoli e Anguissa per il rinnovo”
Oggi alle 15:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Giovanni Scotto, giornalista de Il Roma, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, per analizzare il momento del Napoli in vista della trasferta contro la Fiorentina. Dal clima attorno a Massimiliano Allegri alle condizioni di André-Frank Zambo Anguissa, passando per il momento di Lorenzo Lucca e le possibili scelte della società in vista del mercato di gennaio, diversi i temi affrontati nel corso dell'intervista.

Contro la Fiorentina è un primo crocevia stagionale, considerando i sei punti in classifica e soprattutto il fatto che, dopo la sfida del Franchi, ci saranno tre settimane di pausa, con due turni di campionato saltati. Un eventuale stop per l'undici di Allegri potrebbe rappresentare uno stillicidio di polemiche e di tensioni. Non sarebbe meglio, invece, poter tornare subito in campo per avere l'opportunità di rimettersi in carreggiata? “Guarda, io credo che queste situazioni si risolvano sempre con una buona comunicazione. I tifosi a volte si indispettiscono perché, mentre c'è una parte della tifoseria più critica e, se vogliamo, anche più maliziosa, c'è poi la gran parte che vorrebbe serenità e che non si respirasse, come hai detto tu, un clima tra virgolette "avvelenato". Io penso che basti semplicemente un tweet del presidente o una parola per allontanare le voci su Allegri, per dire che Allegri ha tutta la fiducia. Faccio un esempio. È sempre quello il discorso: non sono i giornalisti a creare il clima, il clima si crea da solo e poi sono i protagonisti che possono intervenire.

Detto ciò, purtroppo nel calcio c'è una dittatura, non c'è la democrazia: è la dittatura dei risultati. Se i risultati dicono no, si crea il clima. Io credo che a Firenze, come hai detto tu, sia una gara decisiva. Non so se arriveranno decisioni e non credo, però è una partita importante perché Allegri ha detto che bisogna sistemare la classifica e la classifica si sistema vincendo a Firenze. Se non ci riuscirà, sarà una classifica bruttina per il Napoli, soprattutto con Inter e Roma che oggi sono a punteggio pieno. Almeno una delle due dovrà fermarsi, però c'è il rischio che una squadra possa chiudere a punteggio pieno dopo cinque giornate e quindi la distanza diventerebbe importante. Serve una risposta. La Fiorentina è una squadra che si è ripresa, è comunque valida e giocherà in casa, però serve una risposta. Il Napoli non è stato molto convincente in queste prime uscite e la verità è questa. È quindi normale che ci siano anche delle perplessità sull'allenatore. Detto ciò, non credo che la panchina di Allegri sarà a rischio in caso di mancata vittoria a Firenze”.

Hai parlato del clima attorno ad Allegri. Secondo te, invece, che clima c'è attorno ad Anguissa? E soprattutto, è una situazione che si potrà risolvere oppure no? “Per quanto riguarda il retropensiero, perché di questo si tratta, a me non risulta che ci sia una trattativa per il rinnovo. Quindi non vedo da dove dovrebbe nascere questo eventuale malumore di Anguissa. Non mi pare che Anguissa stia puntando i piedi per ottenere il rinnovo a tutti i costi, né che ci sia una trattativa che non è andata a buon fine o che si sia arenata. Anguissa è un calciatore in scadenza, come lo sono De Bruyne e Meret, e può tranquillamente completare la stagione pur non avendo un altro anno di contratto davanti, così come stanno facendo i suoi compagni di squadra.

Detto ciò, se poi c'è qualcosa che non conosciamo, un malumore o un problema, bisognerebbe capire a cosa è dovuto. Un mal di schiena, per esempio, lui lo ha avuto. Nei vari ritiri abbiamo visto e raccontato di un Anguissa sereno, sorridente, che parlava con Allegri, che scherzava con i compagni e faceva il torello. Magari è apparso un po' più grosso nella presentazione della squadra a Dimaro, ma i nostri occhi hanno visto un Anguissa che era d'accordo con l'allenatore. Poi si è fermato e, soprattutto, non ha giocato bene, in particolar modo a Milano contro l'Inter. Posso pensare, ma è un mio pensiero, che magari il calciatore, che ha un certo carattere e che chi lo ha visto da vicino conosce, sia un tipo un po' taciturno, un po' ombroso. Però non si può giudicare una persona da questi comportamenti. Potrebbe essere che Anguissa soffra un pochino le critiche dell'ambiente o che magari questo clima lo senta un po' pesante, però non riesco a collegare questo con l'infortunio. Il Napoli ha detto che Anguissa è infortunato e dobbiamo attenerci chiaramente alle notizie ufficiali che arrivano dal club”.

Tu che idea hai di Lorenzo Lucca? “Io immagino che ci sia molta pressione sul calciatore, sul ragazzo, che secondo me non merita tutta questa diffidenza. Non perché giochi bene, perché sia fortissimo e nessuno lo abbia capito, ma perché andrebbe sostenuto: indossa la maglia del Napoli e avrebbe bisogno di un po' di credito. È quello che fa Allegri, che davanti ai microfoni lo sostiene, lo incoraggia e poi ha anche uno scatto d'ira quando lo vede fare delle cose sbagliate. E lì, purtroppo, non si può mascherare. Bisognerebbe sforzarsi di sostenerlo perché gennaio non è poi così lontano. Detto ciò, non succede nulla se Lucca non si rivela un calciatore all'altezza del Napoli. Non perché Lucca non sia bravo, ma perché, come ci insegna lo stesso Allegri, nel calcio esistono i livelli e le categorie: c'è chi abita al piano terra e chi abita all'attico. Bisogna anche accettare che un calciatore possa non riuscire a esprimersi al meglio per tanti motivi.

Mi auguro che Lucca abbia la capacità di sopportare queste pressioni e di dimostrare il suo valore. Io, però, mi permetto di dire che ho la sensazione che non sia all'altezza del Napoli. Lucca è un calciatore che può fare bene in Serie A, forse anche in una grande squadra, ma oggi fa fatica. Abbiamo tutti gli elementi per dire che non è quello che serve dietro a Højlund. Secondo me, però, i tifosi devono sforzarsi di sostenerlo e noi dobbiamo avere la pazienza di aspettare gennaio. Poi, è chiaro, se questo dovesse essere il rendimento di Lucca, mediocre, allora la società avrebbe il dovere di intervenire. Anche per la serenità del calciatore, potrebbe essere opportuno andare a giocare in una squadra dove possa esprimersi al meglio e con minori pressioni. Abbiamo sentito tante storie di questo tipo e non mi meraviglierebbe se Lucca potesse essere ceduto per andare a esprimersi meglio. I tifosi, secondo me, dovrebbero comunque sforzarsi di incoraggiarlo e sostenerlo, prendendo esempio da Allegri. Un applauso a Lucca, secondo me, gli farebbe solo bene, lo aiuterebbe molto e sarebbe la cosa più giusta da fare in questi mesi e in queste settimane, in attesa della riapertura del mercato”.