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Bucchioni: “Il Napoli deve recuperare terreno, non può permettersi neanche un pari a Firenze”

Bucchioni: “Il Napoli deve recuperare terreno, non può permettersi neanche un pari a Firenze”
Oggi alle 16:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Enzo Bucchioni, giornalista e direttore di Italia 7, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli in vista di Fiorentina-Napoli. Al centro dell'intervista il peso della sfida per entrambe le squadre, il momento della formazione viola, la rosa del Napoli e il tema degli infortuni, ma anche il percorso di Massimiliano Allegri.

Quanto vale Fiorentina-Napoli per la Fiorentina e per il Napoli stesso? “E’ una di quelle partite che possiamo chiamare di svolta. In qualche modo deve dare un segnale alla stagione, in una direzione o nell'altra. Del resto, nel nostro campionato un po' tutte le situazioni sono così, a maggior ragione quando si affrontano due squadre come Fiorentina e Napoli che non sono partite benissimo. La Fiorentina, in particolare, ha perso le prime tre partite ed è stata costretta a cambiare allenatore, perché Grosso non aveva trovato un minimo feeling con la squadra. Adesso sembra essere ripartita, ma non può bastare la gara con il Venezia o quella con il Pisa in Coppa Italia, considerando che il Pisa è una squadra di Serie B.

Si è vista la crescita della Fiorentina, però è una squadra che deve lavorare moltissimo per trovare un amalgama, un gioco d'assieme e tutto quello che serve per diventare una squadra vera. Quindi la Fiorentina si aspetta una crescita e soprattutto una conferma dei progressi che si sono visti nelle ultime due partite, quelle con Vanoli, il nuovo allenatore. Penso che, però, questa partita sia ancora più importante per il Napoli, perché ha una posta in palio più alta. Avevamo detto che il Napoli è l'alternativa all'Inter nella zona Scudetto e in questo momento si trova un po' attardato per questa partenza ad handicap, con le due sconfitte contro Como e Inter. Sono due squadre forti, affrontate peraltro a inizio stagione, quindi è stato ancora più complicato. Però adesso il Napoli deve tirarsi fuori da questa situazione: non può perdere più punti per strada. Credo quindi che il Napoli abbia il compito più grande. Deve assolutamente vincere, non può permettersi neanche il pareggio. È vero che c'è lo scontro diretto tra Roma e Inter, però il Napoli deve recuperare terreno".

Dall'altro lato dobbiamo aspettarci una Fiorentina che proverà comunque a partire molto aggressiva e a prendersi i tre punti oppure, vista la situazione e l'avvio molto difficile, o anche un punto potrebbe andare bene? “Io credo che, per mentalità, Vanoli sia sempre stato così. Questa squadra non può partire dicendo: "Se viene un pareggio, va bene, lo firmo prima di giocare", come si dice. Credo che la Fiorentina debba capire come evolve la partita e andarsela a giocare fino in fondo. Il risultato lo devi valutare strada facendo. Non penso, però, che la Fiorentina al Franchi si butti a testa bassa contro la difesa del Napoli, perché rischieresti di prendere gol in contropiede. Sai che il Napoli è comunque una grande squadra, ha le armi e le individualità per farti male.

Penso quindi che Vanoli partirà con una formazione abbastanza prudente. Poi è chiaro che davanti ha qualità, soprattutto in alcuni giocatori che possono farti male con le azioni individuali. Per non parlare del centravanti Pellegrino, che sembra essere in gran forma. L'individualità ce l'hai e magari durante la partita cercherai il momento in cui il Napoli può sbagliare qualcosa, sfruttando magari una palla inattiva. Ma all'inizio mi aspetto anche un Vieri terzino sinistro, che in realtà è un centrale, con tre centrali di fatto, in modo da poter creare quella che viene definita una difesa a tre e mezzo. Quindi mi aspetto una Fiorentina non dico coperta, ma attenta, con la consapevolezza che davanti ha una squadra più forte e che quindi deve prendere le contromisure necessarie”.

Anche lei pensa che il Napoli abbia una rosa vecchia da ringiovanire oppure gli infortuni, che in casa Napoli sono già otto in totale, sono semplicemente un fattore e non necessariamente un campanello d'allarme? “Credo che ci siano due cose che vanno in parallelo e che non metterei insieme. Che il Napoli sia una squadra vecchia è evidente, lo dicono le statistiche: è la squadra più anziana del campionato, attorno ai 30 anni di età media. Quindi che sia una rosa da ringiovanire è altrettanto evidente. Ci sono molti giocatori che sono stati protagonisti di un ciclo straordinario, che ha portato due Scudetti a Napoli e altre vittorie. Non ti dico che il ciclo stia per finire, ma andrebbe un po' rinvigorito. E questa cosa non è stata fatta quest'anno immettendo giocatori giovani, giocatori con un'energia maggiore. De Laurentiis, che sa benissimo quello che stiamo dicendo, quest'anno non ha potuto farlo per ragioni economiche e finanziarie: aveva speso molto l'estate scorsa. Quindi è stato un anno di transizione. La consapevolezza che la squadra sia vecchia la metti anche nelle mani di un allenatore che comunque è un tattico e non chiede cose esasperate dal punto di vista fisico, dell'aggressività e quant'altro. Puoi quindi pensare di fare comunque una stagione da protagonista con una squadra che ha dei limiti. Perché i limiti sono evidenti e ci sono anche dal punto di vista fisico. Gli infortuni, però, possono capitare a vent'anni come a trenta. Un po' di usura ci può essere, ma parlavamo di Spinazzola: la sua carriera è stata contraddistinta da tantissimi infortuni. Ricordiamo quello dell'Europeo che gli ha impedito di giocarsi quello che avrebbe meritato, ma non soltanto quello. La Roma lo ha lasciato andare a parametro zero, poi il Napoli lo ha preso perché era sempre stato soggetto a infortuni. Successivamente sembrava che le cose andassero meglio e, in quel caos che era successo a Napoli l'anno scorso dal punto di vista degli infortuni, Spinazzola è stato praticamente uno dei pochi a salvarsi. Questo, secondo me, fa parte del gioco e non lo posso addebitare completamente all'età. Certo, il Napoli ha fuori giocatori importantissimi. Per dire, McTominay è tutta un'altra casistica: anche lì l'età non c'entra assolutamente nulla. Quindi sì, la squadra è vecchia, ma gli infortuni possono capitare”.

E’ quasi un bivio per Allegri oppure, come sta dicendo proprio l'allenatore, bisognerà aspettare la prossima sosta per vedere un Napoli con la classifica sistemata? “La ragionevolezza e l'equilibrio ti inducono a pensare questo. Però, come dicevo prima, questa è una partita che il Napoli deve vincere. Deve vincere per consolidare anche quello che ha fatto l'allenatore. Allegri è troppo esperto e troppo scafato. Avete visto che ha capito le difficoltà e cosa ha fatto: ha cambiato modulo. È vero che puoi dire che è un 4-2-3-1, ma in realtà ho visto molto spesso gli esterni, soprattutto nel primo tempo con il Bologna, stare molto bassi. Diventa quindi un 4-4-1-1, un modulo che ti dà maggiore consapevolezza, con il quale chiudi meglio gli spazi e poi riparti con un attaccante solo e un sottopunta. L'allenatore è quindi consapevole di non avere ancora una squadra pronta, una squadra che deve ancora crescere all'interno dei meccanismi di gioco che chiede lui, ma anche individualmente.

Però, ti ripeto, dopo aver vinto con il Bologna e aver dimostrato che la reazione c'è stata, devi continuare su questa strada. Perché se vai a fare un pareggio che alla fine può anche soddisfarti per come è andata la partita, hai giocato bene, sei stato dominante e poi viene fuori un pareggio, posso anche accontentarmi. Ma se il pareggio significa fare un passo indietro, subire la Fiorentina e fare una partita mediocre, allora ricomincerebbe la rumba: "Allegri non è adatto", "il Napoli non ha fatto mercato" e così via”.