Podcast

Troise: "Una frase di Conte non ha più senso in questo momento dell'anno"

Troise: "Una frase di Conte non ha più senso in questo momento dell'anno"
Oggi alle 11:50Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Ciro Troise, giornalista del Corriere della Sera, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "

Ieri abbiamo iniziato a risentire una frase che purtroppo passa troppo spesso anche sotto la gestione Conte, e che avevamo già sentito con Rudi Garcia: “Quando non la puoi vincere è meglio non perderla”.
"Lo posso capire a Parma l’anno scorso, perché là a un certo punto non ti danno neanche più il rigore. Capisci che mancano tre-quattro minuti e non puoi rischiare di prendere un gol che cambierebbe tutto lo scenario di un campionato intero. Ma se questa storia diventa una prassi succede come ieri. Il calcio attuale è questo: una squadra come il Bologna, se tu non attacchi, ti attacca. E se vieni attaccato puoi prendere gol. Dopodiché questa è una squadra che ha dimostrato che non ce la fa più a fare quello che faceva l’anno scorso: il fortino, la compattezza etc. Quindi è una frase che oggi non ha più neanche senso e soprattutto non può diventare un mantra. La squadra deve andare a dire: cerco di fare il gol, tranne casi eccezionali come quello di Parma l’anno scorso. Soprattutto quando ti stai giocando tanto: Champions League, introiti, futuro del Napoli."

Dopo il triplice fischio si sono riaperti i dibattiti tra “Conte in” e “Conte out”. Il Napoli farebbe bene a continuare con Conte oppure sarebbe giusto cambiare per ridare nuova linfa a questa squadra?
"Ho l’impressione che questa squadra, con questa gestione, sia arrivata al massimo di quello che può dare. Siamo quasi al punto in cui si può fondere il motore. È una squadra che ha fatto cinque punti in cinque partite e che ieri, tranne la fase di entusiasmo dopo il 2-2, ha tenuto il campo peggio del Bologna. Il Bologna nel primo tempo arrivava sempre primo sulle seconde palle, era più cattivo nei contrasti e nei duelli. Teneva meglio il campo, riusciva a fare meglio tutto: allungare, accorciare. Non ci dimentichiamo che il Bologna chiude il primo tempo con due gol e un incrocio dei pali. Poi ci possiamo aggrappare al possesso palla, al fatto che almeno ci provavi, però nelle scelte e nella fluidità delle soluzioni il Napoli era inferiore al Bologna. Da aprile-maggio, dopo la sosta, il Napoli ha fatto meglio solo di Milan e Cremonese, due squadre in profondo coma. Ho l’impressione che questa trasformazione generale dell’organico il Napoli non possa permettersela. Gran parte di questo organico, per me, sta affondando."

Che tipo di Napoli dobbiamo immaginare a Pisa?
"A Napoli non c’è tanto da immaginare: bisogna andare a vincere in un modo o nell’altro e chiudere la storia. Il Pisa in casa è una squadra viva, se qualcuno pensa che si vada là a passeggiare si fa male. Nelle ultime due gare perse, con Genoa e Atalanta, è stato dentro la partita. È una squadra con tantissimi limiti e problemi, ma devi andare là, attaccare e fare gol, perché non ti regalano niente. Devi partire bene, a differenza di come sei partito nelle ultime gare. Se il Napoli non vuole distruggere ciò che ha creato, deve vincere a Pisa."

Sembra esserci molta confusione anche nelle scelte di Conte: Lobotka sempre in campo nonostante sembri senza benzina, Gilmour che entra tardi, cambi continui come Spinazzola e poi subito Mazzocchi. È una gestione che preoccupa?
"Sì, è una gestione che basta guardare nel finale delle partite. Dopo la sosta, il Napoli ha fatto bene solo il secondo tempo col Milan, tutta la partita contro la Cremonese e poi venti minuti ieri."