Ungheria, il ct Rossi: "Geografia del calcio sta cambiando! Guardate Marocco e Giappone"
Marco Rossi, commissario tecnico dell'Ungheria, ha rilasciato un'intervista sulla nostra Radio Tutto Napoli spaziando su tanti argomenti tra Napoli e Mondiali. Una considerazione importante sulle squadre rivelazione del campionato del mondo: "Bisogna fare dei distinguo. La geografia del calcio sta cambiando e vediamo squadre come il Marocco e il Giappone che sono assolutamente tra l'élite. Se la giocano alla pari con tutti. Però queste sono le eccezioni che confermano la regola. Se il calcio europeo occupa circa la metà dei primi 50 posti del ranking FIFA, significa che con ogni probabilità, se ci fossero state più squadre europee al Mondiale, forse non avremmo visto certi risultati molto pesanti. C'è ancora una differenza tra alcune squadre europee e altre che rappresentano parti del mondo non allo stesso livello. Per questo motivo credo che un Mondiale a 48 squadre sarebbe più veritiero con una presenza maggiore di nazionali europee".
Tante sorprese ma restano le solite note, con una nazionale leggermente in pole position per la vittoria finale: "È difficile esprimere una favorita così su due piedi. Sulla carta credo che la Francia sia la squadra più forte e quindi è doverosamente tra le principali candidate. Poi ci sono Brasile e Argentina e c'è sempre spazio per una sorpresa: abbiamo visto il Marocco, io dico anche il Giappone. Non dimentichiamoci dell'Inghilterra e della Germania, che alla fine arriva sempre vicino ai traguardi importanti. Credo che ci saranno più o meno i soliti noti, con una o due sorprese. Se devo fare un solo nome, dico Francia".
Massimiliano Allegri in arrivo al Napoli, un appunto sul peso del curriculum per un allenatore: "Da quello che ho letto, senza voler fare il democristiano, dico quello che penso. O si decide di guardare il curriculum oppure no. Baldini ha detto giustamente che per allenare la Nazionale italiana serve un certo curriculum e io concordo. Se il curriculum conta, allora è importante che il Napoli prenda un allenatore di fama, che ha vinto più o meno ovunque sia stato, al di là della qualità del gioco che le sue squadre normalmente offrono. Se invece questo non è importante, allora si può puntare su un allenatore giovane, senza un grande passato e senza una grande bacheca. Però Napoli è diventata una piazza talmente importante e prestigiosa che credo serva curriculum, proprio come per la Nazionale italiana. A Napoli devi prendere un allenatore conosciuto almeno a livello nazionale, se non europeo o mondiale".
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