Vergara-Como, Forgione: "Piazza interessante, ma da napoletano dirà no"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Secondo te quali di questi calciatori meriterebbero un'altra chance?
"Per il Napoli dell'anno scorso chiaramente contano quelli che hanno fatto bene, ed è su quelli che bisogna investire. Poi, come dicevo ieri, c'è bisogno di un confronto con l'allenatore, c'è bisogno di capire un attimo che intenzioni ha, perché se un giocatore come Vergara dovesse poi non essere utile al suo modo di gioco, al suo stile di gioco, ebbene che lo si dica subito, perché se è sul mercato conviene fare la plusvalenza piuttosto che tenerlo in panchina e bruciarlo. È anche nell'interesse del calciatore."
La pista Vergara-Como ti sembra interessante?
"Sì, ma lo è. I procuratori facciamo bene a capire che fanno il loro gioco quando c'è da trasferire un calciatore. A loro conviene, quindi il problema non si pone. Dobbiamo capire il calciatore che cosa desidera. Certo, una piazza come il Como sarà pure una piccola piazza, però in questo momento è interessante, perché ha una proprietà molto facoltosa e coltiva anche ambizioni importanti. Il Como ti offre delle opportunità di continuità per un ragazzo che non può più perdere tempo, perché non è più giovanissimo. Insomma, diventa anche interessante il discorso. Ripeto, io credo che, se il ragazzo può scegliere, resta a Napoli, perché è napoletano."
Il procuratore ribadisce che non è una scelta del ragazzo o del procuratore andare via da Napoli, ma eventualmente una scelta del club.
"Sì, assolutamente. Se il club, come dicevo prima, ritiene che il ragazzo non sia idoneo allo stile di gioco di Allegri, è bene che si agisca subito e si vada a monetizzare. Però sono discorsi che capiremo più avanti. Adesso stiamo un po' proiettando quelle che sono le opportunità. Non ci spingiamo oltre, è chiaro che la pista esiste."
Mario Giuffredi ha anche parlato di Giovanni Di Lorenzo, dicendo che la sua volontà è quella di restare a vita a Napoli. Tu cosa faresti? Lo terresti?
"Il calciatore è un ragazzo molto valido, assolutamente. Non sono io che devo discutere o valorizzare lo spessore di Di Lorenzo. Ricordo quando, due anni fa, era deciso ad andare via e quindi aveva perso fiducia nel club; poi evidentemente l'ha recuperata. Dopo due anni la sua decisione è quella di chiudere la carriera a Napoli. Quindi mettiamoci alle spalle quello che è successo in passato. Evidentemente era un problema serio, però era un problema dettato da un momento di difficoltà per il club. Questo ci fa capire poi quanto sia servito anche Conte in questo senso, perché ha rimesso in piedi la situazione. Dopo due anni Napoli è ancora lì, con calciatori che hanno voglia di restare in questo club e di proseguire il loro percorso. Mi sembra un segnale abbastanza indicativo."
Allegri è una scelta di continuità da parte della società? Prendere Allegri significa non abbandonare una strada intrapresa due anni fa?
"Sì, assolutamente. Questo è il percorso. Lo abbiamo detto qualche giorno fa: manca il coraggio. Però mi pare evidente che manchi il coraggio non solo in Italia. Noi ci eravamo un po' limitati al discorso Italia, però oggi riflettevo sul Real Madrid, che torna su Mourinho. Mourinho è un allenatore che in Italia ha dovuto fare le valigie e andare in Turchia, e da lì in qualche modo si è rilanciato. Adesso il Real Madrid pensa a Mourinho per cercare di recuperare il gap col Barcellona. Quindi evidentemente il problema non è solo italiano, è un problema di idee generali. Forse solamente in Inghilterra c'è un po' di coraggio in più, ma anche in altri club importanti questo manca. Quindi sì, è un percorso che continua con Allegri. Speriamo che faccia a Napoli quello che ha fatto alla Juventus e che prosegua il solco tracciato da Conte. Anzi, non è un solco tracciato da Conte, è un solco tracciato dal Napoli stesso. Il Napoli ha avuto solamente quell'anno di impasse, ma poi mi pare di poter dire serenamente che è un club che fa le cose per bene da tanto tempo. Credo che Allegri abbia terreno fertile sul quale lavorare. Probabilmente ha capito che questo è un club importante e organizzato. Ecco perché magari si è allontanato dal Milan: evidentemente le due parti si sono in qualche modo allontanate. Certamente Allegri è contento di venire a Napoli, dove avrà capito che c'è una società che, probabilmente, in questo momento può stimolarlo e aiutarlo a rilanciarsi."
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