Zaccone: "Allegri andrà sostenuto anche nei ko! Vergara? Deve essere centrale"
Maurizio Zaccone, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Favasuli? Sono proprio questi i giocatori che il Napoli deve cercare: giovani, ma già pronti. Bisogna smettere di pensare che essere giovani significhi automaticamente essere acerbi o impreparati. Ci sono tanti ragazzi che possono essere inseriti subito e che hanno già le qualità per affrontare determinati livelli. È troppo facile andare sul calciatore già maturo e di assoluta garanzia, anche perché poi costa tantissimo e rischia di non far quadrare i conti. Il Napoli deve lavorare su profili di questo tipo."
Che ruolo può ritagliarsi Antonio Vergara nel Napoli di Allegri?
"Mi auguro che abbia un ruolo fondamentale. Nella scorsa stagione, in mezzo anche a qualche errore di mercato, il Napoli ha trovato due piccole gemme: Alisson Santos e Vergara. Nel caso di Vergara si può parlare anche di una scoperta favorita dalle circostanze, ma quando hai un talento cresciuto in casa devi tenerlo, farlo maturare e costruirci qualcosa. Mi auguro che sia centrale nelle idee di Allegri, perché ha qualità, prospettiva e motivazioni per diventare un giocatore importante del nuovo Napoli."
Quale sistema di gioco immagini per Allegri?
"In questo momento la scelta è condizionata da una rosa molto ampia, che dovrà essere selezionata. Bisogna capire chi partirà e chi resterà. Detto questo, credo che il 4-3-3, con tutte le sue possibili evoluzioni, possa rappresentare la base di partenza del Napoli di Allegri. Poi, naturalmente, saranno le caratteristiche dei calciatori a determinare le varianti."
Che impressione ti ha fatto Allegri nella conferenza stampa di presentazione?
"Mi è sembrato anche leggermente in difficoltà, ed è comprensibile. Arriva in una piazza che lo accoglie con un certo scetticismo. Allegri è stato spesso poco amato a Napoli sotto il profilo umano e personale, ancora prima che tecnico. C'è chi lo considera un top allenatore per curriculum e chi invece nutre dubbi sul suo calcio. Adesso toccherà a lui conquistare l'ambiente. Ha detto di sentirsi in debito con Napoli e credo che abbia voluto lanciare un messaggio preciso. Però bisogna evitare un errore: considerarlo un allenatore in prova. Se dovessero arrivare subito tre vittorie, tutti sarebbero entusiasti. Ma se ci fosse qualche passo falso iniziale, bisognerà avere la maturità di concedergli il tempo necessario. Ricordiamoci anche delle prime giornate del Napoli di Sarri."
Quanto sarà importante il modo in cui Allegri entrerà in sintonia con la città?
"Moltissimo. Dovrà comprendere lo spirito della piazza e adattare anche la comunicazione. Spalletti lo fece attraverso simboli e parole capaci di entrare nel cuore dei tifosi. Conte ha seguito una strada diversa, ma ugualmente efficace. Allegri dovrà fare lo stesso, senza forzature, trovando il modo giusto per raccontare la propria appartenenza al progetto."
Allegri si è definito aziendalista. È una caratteristica positiva?
"Essere aziendalista non è un difetto, se significa fare gli interessi del club. L'importante è che questi interessi coincidano con quelli dei tifosi. Ci sono allenatori che pensano soltanto al risultato immediato e chiedono calciatori che poi restano sul groppone alla società per anni. Al Napoli serve invece un tecnico capace di pretendere ciò che è necessario per essere competitivo, ma anche di pensare alla sostenibilità e al futuro del club."
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