Barzagli-Bonucci-Chiellini: la forza e la debolezza della Juve. E della Nazionale

24.06.2013 06:45 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 8885 volte
Fonte: calciomercato.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Barzagli-Bonucci-Chiellini: la forza e la debolezza della Juve. E della Nazionale

Ricordate ciò che disse Gianluigi Buffon alla vigilia di Bayern Monaco-Juventus? "In tutta onestà, Barzagli-Bonucci-Chiellini insieme sono il miglior trio difensivo con il quale ho avuto il piacere e l’onore di giocare. Hanno una sintonia e una predisposizione al sacrificio che ho riscontrato in pochissimi altri giocatori". Tutto vero, tutto condivisibile. In Italia, sicuramente, non ce n'è per nessuno. E anche in Champions, con il trio Ba-Bo-Chi, la Juventus è arrivata fino ai quarti di finale, dopo tre anni di assenza dalla manifestazione. E nel 2012, con questo terzetto difensivo, la Nazionale è diventata vice-campione d'Europa.

Preso atto di questo, per vincere in Europa (la Juventus) e per provare a vincere a livello mondiale (la Nazionale), forse è necessario un cambiamento nell'impostazione difensiva: in Champions, negli ultimi dieci anni, hanno vinto solo squadre schierate con la difesa a quattro, e gli ultimi due Mondiali (2006 Italia e 2010 Spagna), sono stati vinti con la difesa a quattro (mentre il Brasile, nel 2002, vinse con i tre centrali Lucio, Roque Junior ed Edmilson, ma con Cafu e Roberto Carlos sulle fasce). 

Bene, Cesare Prandelli in questa Confederations Cup ci ha provato a dividere il trio vincente Barzagli-Bonucci-Chiellini, per schierare una difesa a quattro. Con il Messico hanno giocato Buffon; Abate, Barzagli, Chiellini; De Sciglio; con il Giappone Buffon; Maggio (59' Abate), Barzagli, Chiellini, De Sciglio; con il Brasile Buffon; Abate (30' Maggio), Bonucci, Chiellini, De Sciglio. I risultati, per la difesa, sono stati pessimi, al netto della scarsa preparazione fisica complessiva della squadra (lo si è visto in particolare con il Giappone), di un centrocampo che ha lasciato a desiderare nel fare filtro davanti alla difesa, e di qualche incertezza di Buffon. Il risultato parla di otto gol incassati in tre partite, record negativo per l'Italia nella fase finale di una competizione internazionale.

Quindi: Barzagli-Bonucci-Chiellini in una difesa a tre sono quasi il massimo dell'affidabilità, divisi e 'spalmati' in una difesa a quattro (un modulo più offensivo, a meno che, per il 3-5-2, non si abbiano a disposizione esterni come Cafu e Roberto Carlos) lasciano molto a desiderare. Prandelli ci ha provato, con risultati insoddisfacenti a livello di gol incassati (pur avendo vinto due partite su tre). Affiatati e insuperabili in tre, questi difensori sembrano perdere i punti di riferimento e le coordinate quando vengono divisi e 'diluiti' in una difesa a quattro.

Resta da vedere, ora, cosa vorrà fare Antonio Conte nella Juventus 2013-14. Con gli arrivi (probabili) di Ogbonna e Kolarov i bianconeri potranno permettersi di giocare con il 4-4-2 (o con il 4-3-3)? E, nel caso, chi fra Barzagli-Bonucci-Chiellini farà più spesso panchina? Oppure, alla fine, prevarrà l'opzione di non abbandonare il certo per scegliere l'incerto e il Ba-Bo-Chi sarà ancora il punto di partenza della Juventus? Un bel dilemma, uno dei tanti dell'estate di Conte. Perché poi c'è anche l'attacco, al momento ancora identico al 2012-13, con l'aggiunta di Fernando Llorente. Ma questo è un altro film...