Montella in conferenza: "Se penso al Napoli mi viene mal di testa. Ribery? Spero di farlo esordire"

Prima conferenza della stagione per Vincenzo Montella in vista dell'esordio in campionato della Fiorentina contro il Napoli previsto per domani al Franchi.

23.08.2019 12:20 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Montella in conferenza: "Se penso al Napoli mi viene mal di testa. Ribery? Spero di farlo esordire"

Prima conferenza della stagione per Vincenzo Montella in vista dell'esordio in campionato della Fiorentina contro il Napoli previsto per domani al Franchi.

E' soddisfatto della campagna acquisti?
"La società sta lavorando benissimo. Sono arrivati giocatori certi come Pulgar e Badelj anche se avrebbero bisogno di esterni diversi, ci stiamo lavorando. Servono esterni più difensivi. Siamo estremamente in costruzione. Il calendario non ci aiuta anche se non è un alibi. E' un dato di fatto. La squadra migliorerà ancora, ci sono delle cose da completare e il direttore lo sa. Siamo qua a lavorare senza paura e con una forte identità con la voglia di avere una squadra riconoscibile nel suo modo di giocare".

Come pensa di fermare il Napoli?
"Mi fa piacere che sia la seconda domanda. E' la squadra che ha cambiato meno mentre noi siamo quelli che hanno cambiato di più. E' una squadra che fa una media di 80 tiri a partita. E' una squadra che sa dove vuole arrivare già da tanti anni. Noi siamo comprensibilmente indietro nella costruzione della squadra. Incontriamo la seconda squadra più forte del campionato. Serviranno tutte le energie e la concentrazione per affrontare un grande avversario. Dobbiamo abbracciarci forte come squadra e farci sostenere dai tifosi. E' una partita difficile perché se penso alle statistiche dei gol del Napoli mi viene un po' di mal di testa".

Ribery potrà andare in panchina contro il Napoli?
"E' indietro ma mi ha convinto alla prima parola. Ha voglia di essere competitivo e dare una mano ai giocatori. Io lo porterò e spero che ci sia la possibilità di farlo giocare".

Quale attacco schiererà contro il Napoli, Boateng o Vlahovic?
"Vlahovic ha la mia stima dall'anno scorso ma le domande da porsi sono molte: se sbaglia un gol come contro il Galatasaray, come reagirebbero lui e la piazza? Ha la mia stima. A me piace che il 9 faccia gol, se non può farli il 9 devono farli gli esterni. Abbiamo esterni bravi che però hanno segnato pochi gol. I gol da qualche parte li dobbiamo ricercare. Abbiamo due difensori centrali che segnano. Ribery è straordinario, uno dei migliori assist man del mondo, ma non ha la doppia cifra nelle corde. Dobbiamo ancora lavorare in attacco".

Sente il peso delle responsabilità del rendimento della squadra fin da subito?
"L'allenatore ha delle responsabilità ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Ci sono 8 giocatori nuovi e non abbiamo mai fatto un allenamento tutti insieme. Ci vuole pazienza e tempo. Questo la società mi ha detto che ce l'ha. Io non mi sono però già arreso. Sono sicuro che la squadra renderà al massimo per le qualità individuali mentre non posso pretendere il massimo come gioco di squadra".

La griglia di partenza della A?
"Le più forti sono sempre più forti mentre le medie si sono livellate verso l'alto. Il Napoli può lottare per lo scudetto. Ha aggiunto Manolas e Lozano e forse un'altra punta. L'Inter, anche grazie a Conte, credo che sia molto competitiva".

Serve un altro attaccante?
"Io sono contento degli attaccanti che ho. Io parlo poco con tutti, soprattutto con i giornalisti, però a volte mi vengono messe parole che non dico. Credo che per essere competitivo si debbano trovare gol da qualche parte: è matematico".

Ribery ha lanciato la sfida per arrivare tra le prime cinque in classifica, le piace questo stimolo oppure la preoccupa l'asticella che si alza?
"Assolutamente non mi preoccupa. Lui vuole essere competitivo in questo senso, lo dice e lavora per questo. Non si risparmia. Ciò che trasmetterà al gruppo. Io mi devo soffermare sulla gara di domani: sognare va bene ma bisogna anche essere realisti in questo momento".

Lirola potrà giocare?
"Sta meglio, lo valuteremo".

Biraghi è un giocatore viola?
"Fino a prova contraria sì. Ci sono delle valutazioni tecniche e psicologiche che farò di volta in volta".

Cosa non vuol vedere rispetto alla gara contro il Monza?
"Abbiamo faticato a livello difensivo ed eravamo poco aggressivi davanti. Abbiamo bisogno che in attacco ci aiutino e stare corti per esprimerci al meglio. Non è successo in Coppa ma sono certo che domani, a partire dagli attaccanti, tutti ci daranno una mano in fase difensiva".

Quali sono i propositi del tecnico per la prossima stagione?
"Avere un'identità e arrivare alle vittorie. Vogliamo che i tifosi si possano identificare nella squadra che tifano".

Ha preparato qualcosa di particolare per il Napoli?
"Hanno tantissima qualità. Non so chi ci sarà davanti, ma in tanti garantiscono molti gol anche a centrocampo. Dovremo essere molto stretti in difesa e continui e poi letali quando abbiamo la palla".

Com'è la condizione della squadra?
"Le motivazioni accorceranno il gap atletico. MI è piaciuta la tournée perché mi ha permesso di giocare partite importanti e valutare i ragazzi. Però quando si giocano le gare che contano, c'è un peso diverso per tutti".

Commisso ci sarà, è uno stimolo in più rispetto al passato?
"Ha dimostrato di avere grande passione per la strada. Se fosse per lui sarebbe sempre con noi, gli piace motivare tutti anche l'allenatore. E' una cosa molto positiva".

Chiesa può giocare prima punta?
"Ho fatto una battuta. E' un qualcosa a cui avevo pensato in privato. Bisogna lavorarci, Federico può giocare dappertutto anche se la fascia è dove si esprime meglio. A volte le intuizioni vengono per caso, basta pensare a Mertens che è diventato più forte da punta che da esterno. Anche Totti ha fatto un percorso simile. A volte le situazioni arrivano davvero per caso".

Oggi si aspettava di avere già quasi 25mila abbonati?
"La passione del fiorentino per la Fiorentina non mi ha sorpreso".

Quanto tempo ci vorrà per raggiungere ciò che ha in testa per la squadra?
"I ragazzi stanno rispondendo bene. Non abbiamo avuto tantissimi test, in America hanno fatto meglio di quanto mi aspettassi. Nell'ultima partita meno. Quindi non posso sapere le tempistiche. C'è predisposizione per reagire a ciò che è successo l'anno scorso".

Come è stato lavorare con questa nuova dirigenza?
"Le valutazioni le facciamo alla fine del mercato. Le cose migliori di solito arrivano alla fine anche se non è il massimo perché sono problemi per tutti gli allenatori. Il mercato così lungo è devastante. La società sa di cosa ho bisogno e sta facendo il massimo per aiutarmi col mercato".

Potrebbe arrivare un cambio di modulo per favorire Pulgar e Badelj?
"Pulgar è adattato nel 4-3-3 ma non abbiamo gli esterni per giocare col 4-2-3-1".

Barone ha detto che vuole portare la squadra al livello della bellezza della città, cosa ne pensa?
"Dobbiamo vincere lo scudetto allora (ride). Avere entusiasmo è positivo. Se sfocia nell'euforia diventa pericoloso e controproducente. Sta a me e alla squadra calmare gli animi e stare con i piedi per terra. Barone si riferisce alla bellezza del gioco e all'identità. Questo è giusto dirlo ed è ciò che intende Joe".

Il problema del gol dell'anno scorso è ancora da risolvere?
"
Abbiamo sbagliato tantissimi gol l'anno scorso e dobbiamo migliorare. Chiesa ha le qualità per andare in doppia cifra e spero che si migliori di più per raggiungere il livello richiesto al top nel mondo".

Chi è, in rosa, che può fare qualcosa in più per segnare più gol?
"Vlahovic e Sottil. Ci dobbiamo augurare che loro, che non hanno mai giocato in A, possano portarci questi gol. Anche Chiesa, spero che vada in doppia cifra".

Preferisce avere un centrocampista forte, un attaccante o un esterno offensivo?
"Io me li aspetto tutti e tre".