Le cose che ho capito (forse) dopo Napoli-Bologna
Ho capito che Manna voleva Gabriel Jesus e che, per prenderlo, qualcuno avrebbe dovuto salutare. Quel qualcuno aveva soprattutto i nomi di Lucca e Lang. Offerte concrete, però, zero. E il mercato ha le sue leggi: puoi avere in testa la mossa successiva, ma se nessuno sposta la prima pedina resti immobile. Come nel Tetris quando aspetti disperatamente il pezzo lungo e continuano ad arrivarti solo quadrati. Alla fine la musica accelera, lo schermo si riempie e devi arrangiarti con quello che hai.
La sindrome di Lucca
Ho capito che Lucca dovrebbe provare a dimenticarsi di essere un centravanti. Almeno quando arriva davanti alla porta. Perché in questo momento sembra voler compilare la dichiarazione dei redditi prima di calciare: controlla, ricontrolla, valuta tutte le possibilità e nel frattempo l’occasione è già scaduta. Il gol è istinto, quasi maleducazione. Entri senza bussare. Lorenzo, invece, continua a cercare il citofono.
Napoli, la squadra è con Allegri
Ho capito che questa squadra sta ancora con Allegri. E lo capisci quando arrivano le difficoltà. Il Napoli nella ripresa ha spinto, creato, sbagliato e continuato a spingere. Quando una squadra non crede più nel proprio allenatore diventa sabbia tra le dita: provi a stringerla e ti scappa comunque. Questa, invece, ha ancora voglia di diventare cemento. Magari è ancora fresco, magari qualcuno ci lascia sopra le impronte. Ma tiene.
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