Meret o De Bruyne: di chi è la colpa? La verità sul gol subito dal Napoli
Un gol subito in amichevole, una palla persa, magari un fraintendimento. Eppure, dopo Napoli-Celta Vigo è scoppiato il caso: Alex Meret e Kevin De Bruyne sono finiti al centro delle critiche. Il dibattito è spaccato in due: errore del portiere o leggerezza del centrocampista?
La ricostruzione
Minuto 65, risultato di 1-0 a favore. Il Napoli prova una costruzione dal basso 3+2 e il Celta Vigo decide per un pressing alto in parità numerica. Palla a Meret che può allargare sul difensore a sinistra o lanciare lungo, ma preferisce servire De Bruyne centralmente: il belga, di spalle rispetto agli avversari, tenta di controllare la sfera che gli viene però rubata da Jutglà, il quale supera anche il portiere azzurro e deposita in rete.
Meret o De Bruyne: di chi è la colpa?
In tanti si sono scagliati contro Alex Meret per aver servito un compagno troppo sotto pressione, altri invece attribuiscono maggiori responsabilità a Kevin De Bruyne per esser stato troppo superficiale. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Per chiarire la situazione ci affidiamo al parere tecnico di un esperto. Giampiero Buonocore, ex centrocampista e oggi allenatore, ai microfoni di TuttoNapoli.net analizza il problema partendo dalle basi: "Questo è l’errore classico quando si fa la costruzione dal basso per partito preso e non per progredire. L’idea è semplice: attirare il pressing dell’avversario per creare superiorità più avanti". Il mister spiega dove è scattato il cortocircuito nel caso del Napoli: "Meret sbaglia lettura: se il primo ricevente, in questo caso De Bruyne, è già raddoppiato e girato di spalle, non puoi dargli la palla". Il portiere azzurro viene meno ad un principio elementare: "La regola base: non giocare mai sull’uomo coperto, meglio lungo scavalcando la prima linea di pressione". Alex, però, non è l'unico a commettere un errore di valutazione. "La postura di De Bruyne: di spalle a centrocampo contro due avversari - aggiunge Buonocore - è suicidio. Con una postura più aperta a 45 gradi avrebbe visto subito il cambio gioco sul terzino o la palla in verticale. Così è cieco".
Non sbagliano solo Meret e De Bruyne
Mister Giampiero Buonocore sottolinea anche le defaillance dei compagni, riprendendo il concetto iniziale di costruzione dal basso fatta per partito preso. "Mancano gli smarcamenti di sostegno: il giocatore sulla linea di De Bruyne (Gilmour, n.d.r.) deve alzarsi per creare problemi al giocatore che va al raddoppio. Deve offrire un'ulteriore linea di passaggio per togliere il raddoppio. Nessuno si muove. Risultato: De Bruyne perde palla ed è morto". La chiosa del mister: "Il Napoli in questo caso sta costruendo in parità numerica, compreso Meret. Vuol dire che scavalcando la prima linea di pressione, davanti ha la superiorità numerica".
Cosa c'è dietro le critiche a Meret e De Bruyne
Assunto dall'analisi tecnico-tattica di cui sopra che le responsabilità sul gol subito dal Napoli sono da dividere, resta un fatto: si tratta di un'amichevole estiva, con oltre 20 giorni di preparazione atletica sulle gambe, con entrambi gli "imputati" subentrati da poco. Meret era in campo da 20 minuti, De Bruyne da 6 ed era al primo test sul campo di questo ritiro. Dietro le critiche feroci, probabilmente, c'è qualcosa di più profondo: Meret e De Bruyne sono due calciatori ormai da tempo nel mirino di una parte della piazza azzurra, ai quali viene concesso un margine di errore quasi nullo. Legittimo chiedersi se il caso sarebbe esploso allo stesso modo se i protagonisti fossero stati altri.
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