Spalletti a Dazn: "Dobbiamo crescere nello stretto e dovevamo chiuderla. Imbattuti? No, c'è un ko. Su Anguissa…”

"Dobbiamo stare sul pezzo ed essere coscienti di quello che siamo e dove dobbiamo andare".
26.09.2021 23:36 di Antonio Noto Twitter:    vedi letture
Spalletti a Dazn: "Dobbiamo crescere nello stretto e dovevamo chiuderla. Imbattuti? No, c'è un ko. Su Anguissa…”
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Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, è intervento ai microfoni di Dazn dopo la vittoria contro il Cagliari: “Abbiamo già perso negli anni passati e poi abbiamo già per col Benevento quest’anno. Quando si veste la maglia del Napoli si giocano sempre partite ufficiali. Questo è un dato negativo da portare insieme a tutti gli altri positivi. Poi dobbiamo migliore sulla trequarti, abbiamo le qualità e c’è la possibilità per stanare lo spazio per poi occuparlo".

Come si sta in questo momento sull’attico del campionato?Si, ma dobbiamo ancora crescere, c’è potenzialità come ho detto prima. Stasera abbiamo fatto una buona partita l’abbiamo gestita bene senza forzare niente. Sarebbe stato meglio chiuderla prima, la gente si aspetta sempre tanto e bisogna ancora crescere e vedere se si reagisce ai momenti di difficoltà. Dobbiamo stare sul pezzo ed essere coscienti di quello che siamo e dove dobbiamo andare. Poi ci sono tante squadre che ancora devono andare a regime e possono fare tanti punti come stiamo facendo noi”.

In cosa deve migliorare Anguissa? "Viene da un calcio di lotta e fisicità, copertura degli spazi e resistenza. Noi invece privilegiamo altre caratteristiche e per questo diventa evidente, soprattutto al Napoli che aveva una carenza in questo senso. A fine primo tempo viene negli spogliatoi e parla di quello che succede, di quello che ha visto in campo. In gergo si dice "prende notizia" e capisce i comportamenti della squadra avversaria. È molto intelligente e forte, oltre a essere un ragazzo tenerissimo, ha fatto amicizia con tutto il gruppo​​​​​​”.

Tutti si impegnano anche i subentrati? "Chi non si sente titolare ad entrare a partita iniziata, non può fare neanche il titolare dall’inizio e non può giocare in un contesto di squadra. Rarità un gruppo così? Se uno non ce la fa deve essere aiutato dai compagni, ci sono 5 cambi e ognuno è titolare anche per pochi minuti. Non si è solo amici se si gioca titolare. Si giocano tante partite e finora non c’era ancora l’esigenza di fare turnover. Tante squadre, compresi noi, devono entrare in forma. Poi quando si gioca ogni 3 giorni ci vogliono i giocatori che si sono allenati bene e non quelli con la puzza sotto il naso perché non hanno giocato”.

Le hanno fatto bene i due anni senza allenare? "Chiariamo alle volte ho discusso anche con voi, ma è un atteggiamento di difesa. Motivazioni? Ormai ho 63 anni e anche se sono stato un calciatore scarso, come dicevo oggi ai miei calciatori, mi sono sempre fatto il mazzo e ho vinto contro squadre e allenatori più forti. Quando vedo giocatori che hanno qualità e la buttano via per non aver un atteggiamento giusto divento una belva”.