Lo sputtanapoli è iniziato: trattativa mai esistita. La vergogna della disinformazione nazionale e locale. E in un Paese civile, De Santis sarebbe in galera già da un pezzo

04.05.2014 16:20 di Vincenzo Balzano Twitter:    vedi letture
Lo sputtanapoli è iniziato: trattativa mai esistita. La vergogna della disinformazione nazionale e locale. E in un Paese civile, De Santis sarebbe in galera già da un pezzo
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Partiamo da una considerazione: che questa fosse una partita ad altissimo rischio, lo si sapeva. Per un motivo molto semplice: a Roma, ieri, arrivavano due tifoserie che sono in pessimi rapporti, su un territorio, quello romano - sponda laziale e romanista - storicamente ostile ad entrambe. Ma le misure di precauzione prese dalle tre Questure coinvolte, hanno funzionato, almeno nello spazio immediatamente antecedente lo stadio, dove tra tifosi del Napoli e della Fiorentina non ci sono stati contatti, prima e dopo la partita.

L'episodio più grave avviene intorno alle 18.30. Quando una parte di ultras napoletani, dopo aver parcheggiato le auto a Tor di Quinto, iniziano a camminare verso viale Boselli, dove c'è l'ingresso all'Olimpico per i tifosi azzurri: il percorso è di circa 2 km, a occhio una decina di minuti a piedi. E' qui che accade l'inverosimile. Un gruppo di tifosi romanisti, che evidentemente sapeva che i napoletani sarebbero passati di lì, decide di attaccare la colonna deii bus del Napoli con petardi e bombe carta. Tra di loro c'è Daniele De Santis, noto come Gastone: personaggio molto influente in curva sud (che comunque non frequenta più in quanto sottoposto a Daspo), era insieme agli altri capi tifosi giallorossi che nel derby del 2004 chiesero ed ottennero la sospensione della partita per un motivo inventato: l'uccisione di una bambina da parte investita da una camionetta della Polzia. Venne processato, ma le accuse a suo carico sono andate in prescrizione. E' un soggetto noto alle forze dell'ordine: in un Paese civile, De Santis sarebbe in galera già da un pezzo.

 "Vi ammazzo tutti", le parole che riecheggiano ancora nella mente di chi era lì, terrorizzato. Perchè ne nasce una colluttazione, e all'improvviso De Santis decide che è il momento di tirar fuori la pistola. E di sparare: prima in aria, per intimidire i nemici. Poi ad altezza d'uomo, ferendone tre. Uno di questi, Ciro Esposito, si accascia a terra. Pronuncia qualche parola agli amici, prima di perdere conoscenza. E' ferito gravemente: un proiettile gli ha trapassato l'addome e si è conficcato nella quinta vertebra. Da lì la reazione violenta dei napoletani, che inseguono De Santis e lo feriscono, spezzandogli una gamba. Iniziano gli scontri più violenti con le forze dell'ordine, che riesconono comunque a canalizzare i tifosi del Napoli verso l'Olimpico. Dove intanto si inizia a diffondere la notizia e dove arrivano altri tifosi del Napoli sprovvisti di biglietti: altri scontri con la Polizia. La situazione è tesissima. Si arriva così all'orario della partita. 

Inizia a circolare la voce secondo la quale il tifoso del Napoli sarebbe morto. Gli ultras, ormai dentro lo stadio, tolgono bandiere e drappelli, nessuno striscione viene esposto. Vogliono sapere come sta il loro amico, avere notizie all'Olimpico è praticamente impossibile. I cellulari vanno in tilt, in tribuna stampa il collegamento a internet è inesistente. Il Napoli, nella persona del dirigente Alessandro Formisano, chiede agli esponenti della Lega e della Questura di portare Hamsik sotto la Curva per tranquillizzare tutti: Ciro Esposito è in coma, ma vivo. Hamsik parla con uno dei capi ultras, conosciuto in curva come Genny 'a carogna. Che, attenzione, non dà assolutamente l'ok per giocare la partita, per un semplice motivo: lo svolgimento della stessa non è mai stata in dubbio, come ha affermato il Questore di Roma nella conferenza stampa di questa mattina. Gli ultras comunicano alla società che loro non tiferanno, in segno di rispetto verso il tifoso ferito. Altrettanto decidono di fare gli ultras della Fiorentina, che hanno capito la gravità dell'accaduto e mostrano solidarietà nei confronti dei tifosi azzurri. Dopo il secondo gol di Insigne poi, i capi ultras decidono di andar via. Lasciano lo stadio, perchè loro in ogni caso non avranno nulla da festeggiare. Dopo la partita, il deflusso dei tifosi dall'Olimpico è assolutamente pacifico. 

Alcune considerazioni a margine. Non c'è stata nessuna trattativa con il capo ultras della curva a: la notizia è stata servita per sparare titoli a nove colonne su media e giornali nazionali e napoletani. In queste ore continua lo sdegno verso quanto accaduto, ma il bersaglio è come al solito sbagliato. Indovinate quale è? Che domande. Napoli, sempre Napoli, solo Napoli. I cui tifosi finiscono nel mirino, anche per i consueti fischi piovuti al momento dell'inno nazionale. Ma una Nazione che non sa proteggere i propri cittadini, che non riesce a darsi regole ferre e soprattutto ad applicarle, che Nazione è? E' buona solo a far sfilate con i suoi rappresentanti politici più eminenti nella tribuna d'onore dello stadio Olimpico. Lo volete il titolo? Ve lo diamo. Ieri dopo la partita circa 500 tifosi del Napoli hanno invaso il campo, preso una bandierina del calcio d'angolo, divelto una porta. Non ultras, attenzione, tifosi "normali". Ecco, l'invasione di campo viene punita con il Daspo. Andateli a prendere, uno ad uno. Sono loro la vera vergogna.

P.s.: Ad Agosto si giocherà Napoli-Juventus per la finale di Supercoppa italiana. Con il Napoli impegnato nei preliminari Champions, e non potendo quindi andare a Pechino, si dovrebbe giocare di nuovo all'Olimpico. Speriamo davvero che non sia così.