Ag. Galabinov: "Salvezza Spezia può passare dai suoi gol! Italiano? A Napoli farebbe bene"

A Radio Marte nel corso della trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Andrea D'Amico, agente di Andrej Galabinov.
06.05.2021 17:10 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    vedi letture
Ag. Galabinov: "Salvezza Spezia può passare dai suoi gol! Italiano? A Napoli farebbe bene"
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

A Radio Marte nel corso della trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Andrea D'Amico, agente di Andrej Galabinov: "Il calcio è la terza o quarta azienda italiana, paga le tasse come una società profit normale. Da una parte quindi si può fare una narrazione ma dall'altra il calcio è anche importante per il fattore sociale e politico. Non dimentichiamo che le vittorie sportive creano evaluation anche per chi ci mette la faccia. Chiaramente la pandemia ha fatto venire meno gli incassi, c'è un momento di difficoltà.

Galabinov? Lui è stato sfortunato, aveva segnato molto ed era il capocannoniere dello Spezia e persino della Serie A. Poi ha avuto l'infortunio e ha recuperato. Giocando con la Nazionale bulgara ha dimostrato di essere un buon giocatore. Sono sicuro che la salvezza può passare anche dai suoi gol. Lo Spezia giocherà all'arma bianca, il Napoli punta all'obiettivo della Champions League, che giustifica gli investimenti di budget. E' importante la Champions League perché valorizza il patrimonio giocatori, si tratta di una vetrina importante. Da 30-40 anni a questa parte, ogni giocatore che abbia fatto bene poi dopo è stato venduto a molti più soldi dopo la Champions. Quindi è un modificatore.

Italiano pronto per la Champions e il Napoli? Vincenzo ha dimostrato di essere nato pronto, quando è arrivato a Verona ha fatto bene in qualsiasi categoria, poi dopo da tecnico ha vinto 3 campionati di fila e ora vuole mantenere lo Spezia in Serie A. La tensione maniacale che dà il suo lavoro non lo farebbe sentire a disagio con un contesto importante come quello. Lui è maniacale, non lascia passare gli atteggiamenti sbagliati. Tutti i grandi allenatori erano quasi tutti centrocampisti e questo non è da sottovalutare".