Caso Zappi, finita l'udienza: "Ferito dalle accuse di slealtà"
Dopo circa un’ora e mezza, è terminata l’udienza relativa al caso di Antonio Zappi davanti al Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni: “Ho ascoltato il dibattito, anche interessante. È chiaro, nel processo ognuno fa la sua parte: chi sostiene la conferma delle sentenze dice delle cose, chi si difende ne dice altre. Vedremo. Io, in un comunicato, dissi ‘Ci sarà un giudice a Berlino’, citando Brecht. Speriamo il Coni abbia insistenza geografica nella repubblica tedesca”.
Cosa l’ha ferita di più di questa vicenda?
“Sentire una persona come me come abusante delle funzioni e sleale, in violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva. Io sono un arbitro e un uomo di profondi valori, peraltro una condanna da 13 mesi, che di fatto significa un ergastolo dirigenziale. Credo ci sia anche un tema di sproporzione della pena. Mi fermo qui, spero nell’ultimo giudice della giustizia sportiva e poi valuteremo anche, per quanto credo e spero di no, l’adozione di ulteriori passaggi. Credo lo meritino 115 anni di storia dell’Associazione Italiana Arbitri. Ho sentito dire che io ho pressato degli organi tecnici per farli dimettere, in realtà volevo soltanto attuare un progetto tecnico e, per arrivare a questo, ho acquisito in maniera concordata (lo ribadisce due volte, ndr) delle manifestazioni di interesse e una disponibilità formale al cambio di ruolo. Come noto io ho promosso gli organi tecnici assertivamente pressati affinché assumessero un incarico superiore. Questo è stato valutato in maniera diversa dagli organi federali, spero il Coni lo valuti diversamente”.
A quali ulteriori gradi si riferisce?
“Beh, come ben noto, oggi è l’ultimo grado sportivo. Valuteremo semmai le motivazioni della sentenza per capire se ci sono ulteriori margini di impugnabilità e arrivare a un profilo risarcitorio (davanti al Tar, ndr)”.
Le è sembrato un processo giusto?
“Devo dire che ho partecipato a un processo con tutti i crismi, formali e sostanziali. Devo dire che mi è sembrato all’altezza di ciò che l’ordinamento sportivo merita”. Queste le dichiarazioni del presidente dell'Aia inibito per 13 mesi, riportate da Tuttomercatoweb.
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