Chiariello: "Avete ridotto i portieri a statuine! Non possono manco più parare..."

Chiariello: "Avete ridotto i portieri a statuine! Non possono manco più parare..."
Oggi alle 16:00Le Interviste
di Fabio Tarantino

Umberto Chiariello su Radio Crc nel suo consueto editoriale in diretta ha affrontato diversi temi relativi all'attualità. "Ora si vuole far credere che il Napoli abbia rubato tre punti a Genova. Io vi dico una cosa: il rigore su Vergara è rigore. E mi fa specie che Rocchi, invece di difendere l’operato dei suoi arbitri e dire “signori, secondo le direttive che ho dato questo è rigore”, preferisca alimentare il dubbio. Tu devi difendere un arbitro élite come Massa. Non è uno step on foot, è un colpo alla caviglia. Il colpo c’è stato, il ragazzo l’ha sentito, ha capito di aver subito fallo ed ha esultato come ho visto fare a decine di calciatori dopo aver conquistato un rigore. E allora perché quando vediamo in Premier League Liverpool–Manchester City, con Alisson che frana su un avversario oltre il novantesimo e provoca rigore, nessuno dice nulla? L’attaccante del City non ha forse esultato?

Vogliamo parlare dei portieri? Li avete ridotti a delle statuine. Oggi un portiere non può più parare. Io voglio spendere una parola per Alisson, uno dei più grandi portieri del mondo. Un portiere che esce in uscita bassa, che è la tecnica primaria del ruolo, scivola sul terreno: come fa a frenare? Ha il freno a mano? È una questione di dinamica. L’attaccante oggi non salta più il portiere, va a cercare il rigore. Questa è la porcata del calcio moderno. Una volta c’era la signorilità degli attaccanti. Oggi sanno che il portiere non può fermarsi e vanno all’impatto. È matematico.

A Genova è successo di peggio e si punta il dito su Vergara quando il dito andava puntato su Vitinha. Quello, nei miei anni ruggenti, non è mai rigore: è simulazione. Meret frena, alza le mani, il contatto avviene quando Vitinha è già in volo. Massa non lo aveva dato, poi al monitor lo danno. Ma Meret che doveva fare, smaterializzarsi? Nessuno ne parla".