Inter, Chivu in conferenza: "Partite così si vedono poco in Italia. I rischi sui cambi hanno pagato"

Inter, Chivu in conferenza: "Partite così si vedono poco in Italia. I rischi sui cambi hanno pagato"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 21:30Le Interviste
di Davide Baratto

Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria per 3-2 contro il Napoli. Di seguito le sue parole riportate da FCInter1908.it.

Qual è la cosa che la fa più contento stasera?

"Mi prendo la reazione, per quanto riguarda quanto fatto sullo 0-2. Dall'inizio partita abbiamo cercato di mantenere la nostra identità, senza snaturarci e senza aver paura di subire. Il primo gol ci ha messo sotto, quel gol è avvenuto in transizione e con due rimpalli sempre favorevoli. Il secondo è stato la conseguenza del primo. La squadra non si è disunita, è rimasta in partita e ha cercato di alzare i giri nel motore, sfruttando più le corsie laterali. L'1-2 ci ha dato qualcosina in più, i rischi sui cambi hanno pagato. E' stata una partita di quelle che non si vedono spesso in Italia, ma ci sono state situazioni clamorose da una parte e dall'altra. Mi prendo il coraggio dei miei giocatori di accettare anche che a volte si può subire: è importante come reagisci, cosa porti in campo. Oggi siamo stati premiati anche per quello".

E' stata la più divertente?

"Divertente è stata per quelli che l'hanno guardata in tv o allo stadio. Oggi San Siro è stato una bolgia, non riuscivo a comunicare negli ultimi minuti come metterci in campo negli ultimi minuti. Ho corso sotto la curva per comunicare come metterci per avere più equilibrio negli ultimi 5 minuti. Mi diverto quando vedo che la mia squadra non si snatura, che continua a marciare nell'identità e nei principi, reagendo nei momenti di difficoltà".

Ora non potranno più dirle di non aver vinto scontri diretti.

"Ieri ho fatto una domanda al giornalista, chiedendo la sua idea sugli scontri diretti, ma non ho mai mancato di rispetto a nessuno. E' stata riportata male. Per me tutte le partite in Serie A sono importanti. Non c'è bisogno portarla avanti questa cosa. Se magari l'anno scorso capivo quel tipo di domanda, cercando di trasmettere qualcosa, ma quest'anno non la capisco più: siamo campioni d'Italia e abbiamo vinto senza bisogno di determinati risultati. Non ho mancato di rispetto a nessuno: quando si riportano le cose, bisogna farlo per bene, senza voler far polemica per guadagnare like e follower. Bisogna mantenere un po' di deontologia quando si fanno determinate cose. Nel mondo social si va a caccia con qualcosa che non ha a che fare con l'informazione. Oggi seminiamo soltanto odio, io non voglio questo: tutto deve finire dopo 100' di partita. Abbiamo bisogno di educare quanto viene da sotto, abbiamo preso in prestito qualcosa per far crescere i nostri ragazzi nella miglior maniera possibile. Oggi a 7-8 anni ci sono bambini che fanno il dito medio, non è uno spot per bello per il mondo e per il calcio".

4-3-3 molto spregiudicato per ribaltarla: questo tipo di cambiamento sarà più frequente?

"Non è il modulo, ma gli interpreti, in base alle richieste della partita e dei momenti. Oggi Diouf nell'uno contro uno ci porta qualcosa in più, ci sono qualità che fanno bene alla squadra in determinati momenti. Pio magari è più bravo spalle alla porta, Thuram più nell'attaccare la profondità, Lautaro nel dare una mano in costruzione: noi non pensiamo al modulo, ma al modo di affrontare una partita in alcuni momenti".

La brutta notizia è che sullo 0-2 avete dimostrato di avere ancora fame.

"Il rischio quando vieni da una stagione dove hai vinto è sempre quello: puoi perdere qualcosa dal punto di vista motivazionale. Io non ho mai avuto questa sensazione dai miei giocatori, è merito loro. Non è giusto pensare solo a quest'anno, la squadra mantiene un livello alto da 6-7 anni, sa competere e dobbiamo farlo vedere anche quest'anno. Ho chiesto progressi, il gruppo reagisce da questo punto di vista: ha tanta voglia e fame nel proseguire questo cammino".