Ulivieri: “Non siamo più solo catenaccio, modernità con i nuovi come De Zerbi e Gattuso..."

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori
15.01.2021 22:10 di Francesco Carbone   Vedi letture
Ulivieri: “Non siamo più solo catenaccio, modernità con i nuovi come De Zerbi e Gattuso..."

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori:

Sul calcio moderno: “Palleggio di oggi? Io negli anni precedenti trovai Anderson e conveniva sfruttare la sua testa. Gli avversari non venivano a pressarti per andare a recuperare la seconda palla. Oggi le cose sono cambiate. Le squadre sono più evolute. Credo che oggi debbano avere costruzione e verticalizzazione. Le squadre complete oggi sono queste. Mi sembra che il Napoli su questa strada ci sia. Sono cambiate le regole ed è cambiato il gioco. I centrocampisti sono marcati più stretti. Prima quando le squadre facevano un retropassaggio al portiere, cadeva lo stadio per i fischi. Oggi non è più così".

Sui migliori allenatori italiani del momento: "Chi sono i migliori tra i nuovi? Io sono tifoso di quelli che sono usciti dai miei corsi. Prima ero tifoso della squadra che allenavo, ora sono tifoso di questi ragazzi: De Zerbi, Gattuso, Pirlo, D’Aversa. Tutti questi che sono usciti dai nostri corsi e stanno cercando strade nuove. Non bisogna dimenticare che noi italiani eravamo rimasti arretrati. All’estero da italiano mi dicevano: “mafia, pizza, Berlusconi e catenaccio!” Conoscevano la parola catenaccio! Noi non potevamo andare con difesa e contropiede. In qualche momento volevamo diventare spagnoli, anche troppo. Non dobbiamo perdere la nostra identità. Gattuso ci riesce? Secondo me sì. Io guardo il Napoli. Vedo questi ragazzi e si vede che dentro di loro c’è la tendenza alla modernizzazione. Guardo loro e guardo i campionati stranieri e credo che le nostre squadre abbiano qualcosa in più dal punto di vista tattico. Poi che da noi arrivino i Ronaldo, è vero, ma quanti anni ha?"

Sulla sua prossima candidatura: "Io mi ricandido? Mi ricandido, ma non so se sarò di nuovo presidente. Concorrente? Sembra che sia una candidatura unica. Da noi non è facile trovare chi si candida. La nostra attività è gratuita. È tutto volontariato. Io lo faccio gratis? Non io, tutti".

Sul patto Gravina-Sibilia: "Patto scritto tra Gravina e Sibilia per la successione? Sono cose loro, poi si possono raccontare le cose che si vogliono. Un patto di quel genere lì è una stupidaggine. Sono eletti. Come farebbe uno a prendere l’impegno!? Noi come allenatori abbiamo sentito i nostri delegati all’assemblea generale e abbiamo scelto di sostenere Gravina. In un momento difficile come questo abbiamo pensato convenisse la continuità, indifferentemente dalla valutazione delle persone".Ma, il patto esisteva? È una cosa che riguarda loro e non me. In questo momento cambiare ci sembra un azzardo. Se penso a quello che sta succedendo al governo e a quello che ha fatto Renzi, penso che abbiamo fatto bene".

Sull'appoggio a Gravina: "Non lo appoggia Ulivieri, ma l’Assoallenatori e i delegati che parteciperanno all’assemblea. Volevamo conoscere il loro parere. In questa associazione fortunatamente tutti possono esprimere le loro opinioni". 

Sulla sua esperienza al Napoli: "Mi è dispiaciuto molto per Antonio Iuliano che ha assecondato le mie richieste. I giocatori li avevo scelti io e la responsabilità era mia. Li avevo sbagliati dal punto di vista caratteriale, perché non sapevo che giocare a Napoli è difficile. Il San Paolo è impegnativo. Io mandavo a quel paese un giornalista nell’intervallo? È vero (ride ndr). Ma ho sempre avuto grande rispetto per voi e vi ringrazio per il vostro rispetto. Credo come persona di essere stato rispettato e aver dato rispetto. Sono orgoglioso”.