FOCUS - Tutto su Osimhen: dall'aspetto tecnico a quello economico, ecco perché il Napoli spende 60mln

31.07.2020 18:15 di Antonio Gaito Twitter:    Vedi letture
FOCUS - Tutto su Osimhen: dall'aspetto tecnico a quello economico, ecco perché il Napoli spende 60mln

di Antonio Gaito - 60mln (in realtà 50 più bonus) sono eccessivi? E non si poteva prendere di meglio? Sono le domande ricorrenti tra i tifosi in merito all'arrivo di Victor Osimhen, giocatore poco conosciuto ai più prima dell'accostamento al Napoli. Sembrerà strano a molti, ma la risposta probabilmente è no. Ed i termini economici vanno analizzati. Per un giovane infatti è "come mettere i soldi in banca", usando le parole del ds Giuntoli in un'intervista a Sky via Skype nel lockdown. La cifra, che sembra spropositata, è nelle possibilità del Napoli (al di là della disponibilità economica) in quanto si riferisce al cartellino: ammortizzando il 40% a bilancio (quote decrescenti) già nel primo anno di un quinquennale, se tra due anni il Napoli lo rivendesse anche alla metà finirebbe per fare una plusvalenza (che non è la differenza tra prezzo d'acquisto e di cessione, come erroneamente pensano molti tifosi, e non solo). Quindi bassi margini di rischio e possiamo usare come esempio Lozano, investimento al momento non andato a buon fine: nonostante le difficoltà, ammortizzando il 40% dei 42mln della clausola (16,8mln) in estate il Napoli potrebbe venderlo a 25mln senza perderci a bilancio con una minusvalenza. 

Discorso opposto per gli ingaggi che non creano patrimonio, ma soltanto costi: quello di Osimhen è al limite per il Napoli (3,5mln di euro, con i bonus arrivando a 4, ma sfruttando il decreto crescita e lo stipendio da 2,5 che libererà Milik); totalmente diversa la situazione ad esempio per i 12-13mln netti a stagione di Cavani, solito tormentone estivo social, che in due anni costerebbe 24mln netti, circa 48 lordi per poi terminare la carriera senza creare alcun valore per tenere il club ad alto livello nel tempo.

Non c'erano giovani più pronti ed in campionati più importanti? Anche qui la risposta probabilmente è no. Tra gli Under 21, il Napoli ha acquistato forse il primissimo accessibile per quelle che sono le casse, ma anche il blasone e le ambizioni del club. Se guardiamo i vertici delle classifiche marcatori dei top campionati europei, gli altri U21 presenti sono Mbappé, Sanchez e Haaland, tutti nomi con valutazioni probabilmente oltre le 3 cifre ed inavvicinabili per il Napoli anche per appeal e ambizioni e scendendo sugli Under 23 il discorso non cambia perchè prima di Osimhen (per Transfermarkt) ci sono solo profili come Rashford, Abraham, Gabriel Jesus e Lautaro, tutti già in grandi club e fuori mercato. Il contesto europeo dunque offre pochi bomber di livello sul mercato, pochissimi giovani, e quei pochi (vedi pure Lautaro, finito nel mirino del Barça dopo una stagione), raggiungono subito una valutazione a tre cifre o sono da anni già nel mirino dei top club (come Werner, al Chelsea con un ingaggio stellare). In conclusione, il Napoli fa un investimento comprando praticamente la prospettiva del calciatore, che segue probabilmente già dal titolo di capocannoniere al Mondiale vinto con l'Under 17, anticipando i tempi per un talento neanche del tutto formato perché una volta esploso sarebbe inaccessibile per concorrenza di club dal maggior blasone o ingaggio non più nei parametri.

Passiamo all'aspetto tecnico. Osimhen ha catturato l'attenzione di tutti gli scout internazionali questa stagione al Lille (acquistato per 13mln dopo l'esplosione al Charleoi), grazie al gioco di Galtier ed un campionato che esalta le doti fisiche. Il Lille, inoltre, gioca un calcio diretto che premia la transizioni lunghe di Osimhen, devastante in progressione a campo aperto, prendendo sempre più velocità una volta lanciato. Non a caso, pur non avendo una grandissima tecnica, s'è specializzato nel battere il portiere col tocco sotto (potete vederne tanti nei classici video su Youtube) ed è il giocatore che va più in fuorigioco in Ligue 1 proprio perché sempre a caccia della profondità. E' chiaro che in Italia non troverà gli stessi spazi (almeno contro le medio-piccole, vedi le ultime gare contro Parma e Udinese) ma lo scenario sarà simile sicuramente nei big-match e nelle competizioni europee. Per le capacità fisiche è molto cercato dai compagni anche dalle retrovie: vince 5 duelli aerei di media a partita in un campionato con difese molto fisiche (numeri che in Italia hanno solo Dzeko, Duvan, Cornelius e pochi altri) ma giocandone circa 10 a gara.

I limiti vengono fuori quando deve girarsi spalle alla porta. Normale per un '98 doversi completare in questi frangenti legati più che altro all'esperienza nel difendere palla e far salire la squadra, così come è da migliorare la tecnica nello stretto che però non manca, ed è pure efficace, ma abbastanza elementare negli scambi stretti e nelle sponde. In partite bloccate ed in spazi stretti, insomma, non ha di certo la qualità di Mertens.

La qualità migliore è probabilmente quella più importante per un centravanti: la cattiveria in area di rigore, il senso del gol, la capacità di vedere la porta anche con angoli di tiro complicati. 13 reti segnati in Ligue 1 prima dello stop, quarto dietro Mbappé e Ben Yedder, ma i suoi numeri assumono più valore perché il Lille non è di certo una formazione offensiva e la squadra ha una montagna di gol in meno del Psg. Altro punto di forza è lo smarcamento dietro la linea difensiva ma, come detto, quando c'è spazio e le linee avversarie sono molto alte. In linea generale è sicuramente più maturo della sua età anche nelle scelte offensive visto che ha un'ottima visione del posizionamento dei compagni e nell'attacco all'area è micidiale quando parte da lontano e non quando è già in area per cross e scambi. 

In sintesi: il Napoli, come tanti altri club che erano pronti ad investire, scommette su doti fisiche ed il senso del gol dei grandi bomber, con la convinzione di una crescita successiva in tutti gli altri aspetti. Del resto, anche i più grandi bomber a quell'età non erano completi nel momento in cui hanno fatto il grande salto. Nel mercato odierno, così povero di punte di valore e prospettiva, bastano anche solo potenzialità specifiche per rendere un giovane 9 così cercato e costoso. Sarà compito di Gattuso costruirgli il contesto tattico giusto con gli spazi necessari, scegliendo inizialmente le partite tatticamente più idonee a lui, alternando alla perfezione le sue caratteristiche di profondità con quelle di Mertens di qualità nello stretto ed anche quelle di Petagna nella lotta spalle alla porta per un attacco completo da ogni punto di vista.