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Braglia: "Incomprendibile preferire Milinkovic a Meret! A Napoli troppe critiche..."

Braglia: "Incomprendibile preferire Milinkovic a Meret! A Napoli troppe critiche..."TuttoNapoli.net
Oggi alle 17:10Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Simone Braglia, ex portiere, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, per parlare del rebus portieri.

Simone Braglia, ex portiere, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Meret titolare e Milinkovic via? Mi sembra che anche in passato abbia espresso un giudizio molto positivo su Meret. Francamente non ho mai capito perché, a un certo punto, gli sia stato preferito Milinkovic-Savic. E condivido anche chi sostiene che sarebbe uno spreco investire altri soldi per un portiere quando il Napoli il proprio numero uno lo ha già in casa."

Perché, secondo te, Meret continua a essere così discusso nonostante abbia vinto due Scudetti da titolare?

"Il problema è che Meret non dà l'impressione dello showman. Non ha la statura scenica di Milinkovic-Savic, né quella che avevano portieri come Walter Zenga o Stefano Tacconi. È un portiere estremamente affidabile, ma poco appariscente. Se dovessi fare un paragone, direi che, anche per carattere e per provenienza, mi ricorda Dino Zoff. È uno di quei portieri che non fanno notizia, ma che garantiscono rendimento. E probabilmente è proprio questo che l'opinione pubblica finisce per penalizzare. Io continuo a non capire perché venga criticato così tanto, soprattutto considerando quello che ha fatto nei due Scudetti vinti dal Napoli. Certo, ha commesso anche lui degli errori, ma quale portiere non li commette? Parliamo di un ruolo delicatissimo."

C'è chi pensa che, con Allegri, il Napoli possa proseguire con il 3-4-2-1 di Conte. Sei d'accordo?

"Sul modulo non mi esprimo troppo, perché non sono un grande estimatore di Allegri dal punto di vista tattico. Apprezzo moltissimo il Napoli come piazza, ma credo che oggi il calcio stia andando in un'altra direzione. La dimostrazione arriva anche da questo Mondiale e, se guardiamo alla Serie A, dalla stagione del Como. La squadra di Fabregas ha un'identità precisa: gioca sempre allo stesso modo, sia sull'1-0 sia sul 2-0. Le squadre di Allegri, invece, una volta trovato il vantaggio tendono prima di tutto a difendere il risultato e solo eventualmente a cercare un altro gol. Oggi, invece, il calcio richiede intensità, coraggio e continuità nella proposta di gioco."

Pensi che Allegri debba evolvere il proprio modo di interpretare il calcio?

"Credo che un allenatore debba sempre dimostrare elasticità mentale. Fabregas appartiene alla nuova generazione, ma anche tecnici esperti come Carlo Ancelotti e Gian Piero Gasperini hanno dimostrato di sapersi aggiornare e di modificare il proprio modo di interpretare il calcio. Negli ultimi anni, invece, non ho visto questa evoluzione nelle squadre allenate da Allegri. Non ho visto un calcio capace di offrire quella spettacolarità che oggi il calcio moderno richiede. Poi sarà il campo a dire se riuscirà a cambiare qualcosa anche a Napoli."