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Calciomercato Napoli, Imperatore: "Gestito bene, ma comunicato male! Vi spiego perché"

Calciomercato Napoli, Imperatore: "Gestito bene, ma comunicato male! Vi spiego perché"
Oggi alle 16:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Vincenzo Imperatore analizza i conti e il mercato del Napoli dopo la cessione di Lukaku. Poi il giudizio sulla comunicazione di De Laurentiis.

Vincenzo Imperatore, giornalista ed esperto di finanza, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Lukaku? Pesava soprattutto sul conto economico, alla voce costo del lavoro. Per quanto riguarda l'aspetto patrimoniale, la piccola minusvalenza realizzata con la cessione di Lukaku era già stata preventivata quando era stato acquistato. Quello che era importante era alleggerire il conto economico e soprattutto il costo del lavoro, che incide moltissimo anche su quel famoso indice che, sebbene sia stato modificato dopo quanto accaduto al Napoli nell'ultimo mercato invernale, continua ad avere un peso rilevante nell'ambito del Fair Play Finanziario."

Anche la cessione di Gutiérrez rientra in questa nuova strategia economica?

"Il Napoli sta gestendo bene il mercato, ma lo sta comunicando malissimo. Dal punto di vista della gestione siamo ritornati a un modello di business che era stato accantonato negli ultimi due anni, quello che io definisco della 'bottega efficiente'. Il Napoli non è una boutique di via Montenapoleone e non poteva atteggiarsi come tale, perché alle sue spalle non c'è una proprietà paragonabile a quelle dotate di patrimoni personali enormemente superiori."

Cosa intende con il modello della "bottega efficiente"?

"Il Napoli è stato per anni una bottega gestita efficacemente e oggi sta tornando a esserlo, basandosi sulla valorizzazione dei prospetti. Significa acquistare calciatori che possono crescere di valore e poi eventualmente essere ceduti realizzando importanti plusvalenze. I casi nella storia recente del Napoli sono tantissimi. È un modello che ha funzionato e che può continuare a funzionare."

Perché sostiene che il mercato sia stato comunicato male?

"Perché siamo tornati a una comunicazione molto propagandistica. Secondo me non bisognava parlare di Champions League. Il tifoso di oggi è molto più preparato ed evoluto e non puoi utilizzare determinati messaggi senza considerare le aspettative che generano. Il mercato può essere gestito correttamente dal punto di vista economico, ma poi bisogna anche raccontarlo nella maniera giusta."

Le parole di De Laurentiis sulla Champions possono essere interpretate come un obiettivo del prossimo triennio e non necessariamente immediato?

"Io le leggo diversamente. Le inserisco in un processo di comunicazione tornato a essere un po' muscolare e, secondo me, anche irriverente nei confronti dell'intelligenza dei tifosi. Con Antonio Conte quella comunicazione era stata in qualche modo tenuta sotto controllo, quasi in una sorta di armistizio. Oggi vedo nuovamente qualcosa di diverso. Servirebbero meno proclami."

Il suo ultimo libro si intitola "Una cena lunga cent'anni". Qual è l'idea alla base del romanzo?

"Ho immaginato Giorgio Ascarelli, Achille Lauro, Corrado Ferlaino e Aurelio De Laurentiis riuniti per una sola sera intorno allo stesso tavolo. Discutono di diversi temi: il potere, la memoria, la responsabilità e soprattutto l'eredità che ogni presidente lascia a chi viene dopo di lui. Ognuno difende le proprie scelte, qualcuno riconosce i propri errori e tutti si confrontano come se potessero essere contemporaneamente presidenti del Napoli di oggi."

È quindi un libro storico sulla presidenza del Napoli?

"No, non è un saggio storico, non è una biografia e non è neppure un libro celebrativo. È un romanzo costruito intorno a questo espediente narrativo. Attraverso il confronto tra questi quattro presidenti provo a far emergere anche quello che, probabilmente, nessuno di loro avrebbe mai detto apertamente."

Come immagina il futuro della famiglia De Laurentiis alla guida del Napoli?

"Nel libro è Lauro a dare un consiglio a Ferlaino sul ricambio generazionale, raccontando anche le difficoltà che ebbe quando lasciò la presidenza al figlio Gioacchino. È un tema importante: se vuoi lasciare la società ai tuoi figli devi preparare bene il passaggio generazionale. Per quanto riguarda De Laurentiis, invece, la mia sensazione è che nell'arco dei prossimi cinque-dieci anni il Napoli potrebbe cambiare proprietà."