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Altamura: "Il Napoli non è già forte così, servono almeno tre innesti! Ecco quali"

Altamura: "Il Napoli non è già forte così, servono almeno tre innesti! Ecco quali"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Marcello Altamura analizza il Napoli di Allegri dopo le ultime indicazioni del precampionato: servono ancora rinforzi in difesa e a centrocampo.

Marcello Altamura, giornalista di Cronache di Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Il Napoli ha comunque bisogno di puntelli e devono essere di qualità, perché l'obiettivo è restare competitivi. Se De Laurentiis avesse deciso di avviare una rifondazione, magari affidandosi ai giovani e accettando di aspettare, sarebbe un altro discorso. Ma il fatto stesso di aver scelto Allegri indica una direzione precisa. Profili come Gabriel Jesus vanno nella direzione di una squadra che vuole essere competitiva in Italia e fare strada in Champions League. Non puoi pensare di abbassare troppo il livello dei calciatori se hai queste ambizioni."

Quale dovrebbe essere il vero obiettivo stagionale del Napoli?

"Credo che l'obiettivo sia migliorare soprattutto il percorso europeo. Lo ha spiegato anche Manna: bisogna superare i playoff e provare ad arrivare almeno agli ottavi di Champions. Se il Napoli dovesse chiudere quarto in campionato e raggiungere gli ottavi o magari addirittura i quarti di Champions, credo che nessuno si strapperebbe i capelli. Sarebbe una stagione positiva, anche perché il Napoli ha già vinto due scudetti negli ultimi quattro anni. È normale che ci sia anche la volontà di migliorare il proprio ranking e il proprio peso europeo."

Quali indicazioni positive ha ricavato dalle ultime amichevoli?

"Essenzialmente due. La prima è che il Napoli ha mostrato solidità nonostante l'emergenza difensiva. Rafa Marin, per esempio, se l'è cavata, anche se naturalmente bisogna parametrizzare tutto al valore dell'avversario. La seconda, forse ancora più interessante, riguarda la versatilità tattica. Allegri può cambiare uomini, modulo e soprattutto meccanismi offensivi. Il Napoli del passato, anche quello di Conte, aveva invece il limite di essere spesso ancorato allo stesso spartito. Questa capacità di cambiare può diventare un vantaggio importante."

È quindi d'accordo con chi sostiene che il Napoli sia già forte così?

"No, assolutamente. Non condivido tutto questo entusiasmo. Il Napoli è forte, ma ha ancora bisogno di puntelli. Serve almeno un difensore centrale e, personalmente, prenderei anche un centrocampista. Gilmour è utile, ma rappresenta soprattutto un'alternativa a Lobotka. Hai perso Elmas e presentarti con Folorunsho come unica soluzione ulteriore non mi sembra il massimo. Per me servono almeno tre acquisti: un centrale, un terzino destro e un centrocampista. Poi resta aperto il discorso dell'attacco."

La doppietta di Lucca può cambiare le valutazioni sul suo futuro?

"È sempre positivo quando un attaccante segna e, statisticamente, Lucca ha realizzato anche più gol di Hojlund in queste amichevoli. Qualcosa significa, ma non mi lascerei incantare da una doppietta contro l'Aris Salonicco. Tenerlo come alternativa a Hojlund resta una scommessa, anche perché è un ragazzo che può risentire molto dei momenti nei quali il gol non arriva. Rifletterei bene prima di prendere una decisione definitiva."

Come giudica il nuovo utilizzo di Kevin De Bruyne?

"È una soluzione molto interessante. Io sono sempre stato convinto che il ruolo ideale per De Bruyne sia quello del trequartista o dell'incursore centrale alle spalle della punta. Se invece vuoi utilizzarlo da mezzala sinistra alternativa a McTominay, secondo me può fare fatica perché non ha più il passo per interpretare quel ruolo per tutta la partita. In una posizione più ibrida, invece, può essere ancora letale."

Allegri dovrà convincerlo anche ad accettare qualche panchina?

"Questo è il vero punto. Non dico che De Bruyne debba diventare un comprimario, ma potrebbe essere una sorta di sesto uomo nel basket. Allegri deve riuscire a fargli capire che a 35 anni le energie vanno gestite. A seconda dell'avversario e della partita può partire titolare oppure entrare dalla panchina e diventare decisivo. Max ha gestito tantissimi campioni nella sua carriera e, se riuscirà a entrare nella testa di De Bruyne, questa gestione potrebbe rappresentare un valore aggiunto notevole."

Gabriel Jesus arriverebbe come alternativa a Hojlund?

"Non credo. È un calciatore scelto probabilmente anche per la sua duttilità: nasce in Brasile come centravanti, ma in Europa ha giocato molto anche da attaccante esterno. Personalmente non mi entusiasma particolarmente, perché credo abbia già imboccato una parabola discendente nonostante abbia soltanto 29 anni. Però, se il Napoli riuscisse a trovare una formula economicamente favorevole, magari un prestito con diritto di riscatto e una partecipazione dell'Arsenal al pagamento dell'ingaggio, potrebbe essere un buon innesto."

Dove lo vedrebbe nel Napoli di Allegri?

"Non lo considero il semplice vice Hojlund. Potrebbe giocare da esterno oppure, in alcune partite, insieme al danese in un attacco a due. Gabriel Jesus al fianco di Hojlund potrebbe essere una soluzione interessante proprio nell'ottica di un Napoli capace di sorprendere tatticamente l'avversario. Del resto una delle grandi qualità di Allegri è sempre stata quella di leggere le partite e modificarle in corsa. Sotto questo aspetto, per me, resta un allenatore di livello europeo."