Futuro De Bruyne, Sala: "Con Allegri può dare il meglio. Visto Modric?"
Federico Sala, giornalista e bordocampista DAZN, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Che notte è stata questa del Mondiale, con l'Argentina che ha faticato contro Capoverde?
"È un Mondiale che ci sta insegnando proprio questo: il livello non è così squilibrato tra le nazionali che si pensavano più cenerentola e le top. Tolta la Francia, che sta dando l'impressione di dominare e passeggiare vincendo senza grossi problemi, le altre hanno avuto tante difficoltà. L'Inghilterra con il Congo ha rischiato di andare fuori, l'Argentina l'ha vinta praticamente all'ultimo nei supplementari. È un Mondiale che insegna che forse a livello di cartina geografica c'è un po' più di equilibrio rispetto alle aspettative della vigilia."
Sulla formula allargata: alla fine ci sta restituendo un Mondiale incredibile, con sorprese straordinarie come Capoverde.
"Sono parzialmente d'accordo. Se proprio devo scegliere, preferirei una formula a 64 squadre, e ti spiego perché: con le migliori terze non è stato molto bello da vedere, perché nel momento in cui sai che passano otto migliori terze e che con quattro punti sei dentro, era difficile aspettarsi partite diverse da tutti i pareggi che abbiamo visto nelle ultime giornate del girone. A quel punto tanto vale allargare ulteriormente a 64 e far passare le prime due, senza questa farsa del terzo posto con quattro punti. L'unica cosa che aggiusterei è quella. Poi sono d'accordo che il livello si è alzato mediamente ed è giusto che più nazionali partecipino. E, scherzando, a 64 squadre magari è la volta buona che ci torna anche l'Italia."
De Bruyne e Lukaku: che tipo di calciatori stai osservando e potrebbero fare al caso del Napoli di Allegri?
"Credo che la stagione di Modric con Allegri abbia dimostrato che un giocatore come De Bruyne, messo nelle condizioni giuste, può dare il meglio. Un calcio come quello di Conte, fatto di aggressività, intensità, atletismo e movimenti codificati, non è adatto a giocatori molto dinamici come un Modric o un De Bruyne. Questi hanno bisogno di un altro tipo di calcio, quindi per me De Bruyne potrà fare molto meglio il prossimo anno con Allegri di quanto abbia fatto con Conte. Per quanto riguarda Lukaku, mi sta piacendo molto, e forse — bisogna sempre usare il condizionale — potrebbe aver capito qual è il suo ruolo adesso: un giocatore che metti dentro negli ultimi 30 minuti e ti stappa la partita. Con la sua fisicità, personalità e qualità, se lo concentri in quegli ultimi 30 minuti può fare la differenza. Se parte dall'inizio, per me è un giocatore su cui fai fatica a contare e che ti dà molto meno."
Chi ti ha sorpreso di più in questo Mondiale? Una rivelazione da indicare?
"Per me il giocatore che è esploso di più in questo Mondiale è Manzambi della Svizzera. È uno di quei giocatori che letteralmente esplodono ai Mondiali, come Keylor Navas, come Kevin Prince Boateng. Intanto è molto giovane, è un giocatore semisconosciuto che ha fatto una stagione a Friburgo, e invece sta facendo un Mondiale clamoroso: tre gol e due assist, ma soprattutto capacità di strappare, tecnica, intensità. Ha dei margini di crescita enormi ed è il classico giocatore che nel 2026, messo nel contesto giusto, può fare un'enorme differenza. Ci sono anche altri: nel Messico lo stesso Raúl Jiménez sta facendo un gran Mondiale. È un Mondiale in cui il livello medio si è alzato molto e c'è una squadra che è nettamente più forte delle altre, il cui unico avversario è se stessa: la Francia."
Allegri è l'uomo giusto per il Napoli nell'anno del centenario?
"Allegri è l'uomo giusto nel momento in cui si fa un progetto sul brevissimo termine: prendere una squadra e cercare di ottimizzare le risorse a disposizione per raggiungere l'obiettivo. Non è diverso rispetto alla prospettiva che si ha dando la squadra a Conte: sai che hai quei due o tre anni. Allegri ha dimostrato di poter rimanere anche più a lungo, ma difficile che costruisca un progetto tecnico tale per cui investi su di lui pensando che tra due anni avrai dieci giocatori della rosa migliorati. Però sei sicuro che con le risorse a disposizione tira fuori il cento per cento. Quest'anno la storia racconta di un anno deludente al Milan, ma Allegri ha preso una squadra arrivata nona l'anno precedente, perdendo giocatori importanti, con le stesse risorse praticamente, ed è andato vicino all'obiettivo Champions fino all'ultima giornata. Al Milan ci sono per me tante dinamiche che ingloberebbero chiunque, perché c'è troppa confusione su chi deve decidere. Su una struttura come il Napoli sono convinto che possa fare bene. L'incognita vera è come lo vivrà la piazza, perché in una città come Napoli — forse la più sudamericana d'Europa da questo punto di vista — riuscire a conquistarla è fondamentale: la piazza ha la capacità di spostare nel bene o nel male i giocatori in campo. Il Napoli è abituato e ha il desiderio di vedere un certo tipo di calcio, meno pragmatico rispetto a quello di Allegri: questa è l'incognita vera. Detto questo, per capacità, organizzazione e credibilità, è uno dei top allenatori in circolazione."
Oltre al Napoli, come vedi il campionato? Chi lotta per i vertici?
"Vedo soltanto l'Inter per un discorso molto semplice: ha una struttura dirigenziale che in Italia nessuno al momento ha, e una rosa difficile da recuperare in così poco tempo. La vera incognita dell'Inter è che stava facendo un gran mercato e non l'ha più fatto, perdendo due o tre obiettivi che avrebbero mantenuto un gap importante. Mi piace molto che la Juventus abbia investito in un dirigente come Comolli, che secondo me è fenomenale: intravedo un progetto diverso in termini di progettualità e crescita. Il Napoli per me rimane una certezza: ha preso l'allenatore che, se c'è da tirare fuori il cento per cento e ottenere risultati in qualunque modo, sa farlo. Sul Milan ho enormi dubbi: senza organizzazione e serenità a livello dirigenziale è difficile che la squadra vada in una direzione diversa. Napoli e Inter sono le due certezze, con l'Inter che per struttura e rosa parte avanti, anche se il mercato al momento non sta decollando come avrebbero voluto."
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