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Flop KDB in Belgio-Senegal, Calamai: "Non riesco ad accettare che oggi è questo il suo livello"

Flop KDB in Belgio-Senegal, Calamai: "Non riesco ad accettare che oggi è questo il suo livello"
Oggi alle 18:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Luca Calamai, firma storica de La Gazzetta dello Sport, oggi a Tuttomercatoweb.com, è stato nostro ospite della nostra Radio Tutto Napoli

Luca Calamai, firma storica de La Gazzetta dello Sport, oggi a Tuttomercatoweb.com, è stato nostro ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Lukaku non ha disputato una grande partita, ma bisogna anche ricordare che il Belgio per lunghi tratti è stato messo sotto dal Senegal. Poi, però, è bastata la sua esperienza, la sua qualità e il suo peso specifico per cambiare l'inerzia della gara e trascinare la squadra verso la rimonta e la qualificazione. Il vero problema non è tecnico: il punto è capire se Lukaku abbia ancora voglia di stare a Napoli e se si senta davvero parte del progetto. Da quello che mi raccontano tanti amici napoletani, a un certo punto sembrava con la testa altrove e queste sono ferite che non si cancellano facilmente. Se invece dovesse ritrovare entusiasmo, conoscendo bene Allegri, faccio fatica a immaginare una coppia migliore di Lukaku e Hojlund. Quest'ultimo per me è un crack, ma ha bisogno del compagno giusto accanto."

Il Napoli continua a muoversi con calma sul mercato. È la strategia giusta?

"Assolutamente sì. Il Napoli non è una squadra da rifondare e con un allenatore come Allegri non c'è bisogno di rivoluzionare tutto. È giusto aspettare, anche perché siamo nel pieno del Mondiale e potrebbero emergere nuove opportunità. L'importante sarà intervenire in maniera mirata in quei due o tre ruoli che realmente necessitano di essere rinforzati."

L'Inter, invece, sembra aver perso obiettivi importanti come Palestra e Nico Paz. È un segnale?

"Più che l'Inter mi sorprende Marotta, che considero il miglior dirigente del calcio italiano. Vederlo incassare due colpi del genere mi fa effetto. Quando l'Inter si muove sul mercato argentino con Javier Zanetti, normalmente i giocatori ascoltano. Stavolta, invece, non è bastato neppure lui. È un segnale che colpisce il prestigio dell'Inter e, più in generale, del calcio italiano. La Premier oggi ha una forza economica enorme e altera gli equilibri. Basta pensare alla valutazione di Tonali: oltre cento milioni mi sembrano cifre fuori da ogni logica."

Eppure il Como sembra rappresentare un'eccezione...

"Esatto. Il Como dimostra che anche in Italia si può essere attrattivi se c'è un progetto serio. Nico Paz ha scelto di restare, è arrivato anche Liberali e questo significa che i giovani guardano con interesse a un club che propone idee, qualità e ambizione. Non è solo una questione di soldi: il Como, ad esempio, non ha nemmeno uno dei monte ingaggi più alti della Serie A."

Torniamo al Napoli: che giudizio dà su Kevin De Bruyne?

"Qui faccio fatica a essere completamente obiettivo. Il De Bruyne della Premier League mi ha fatto innamorare calcisticamente e faccio fatica ad accettare che questo sia il suo livello attuale. A Napoli ha giocato poco per gli infortuni e alcune sue dichiarazioni dopo la stagione non mi sono piaciute, perché da un campione mi aspettavo altro. Dopo aver visto anche la sostituzione contro il Senegal il timore che il treno sia passato esiste, ma voglio sospendere il giudizio almeno fino alla prima metà della prossima stagione. Se non si chiamasse Kevin De Bruyne diremmo che è un buon giocatore, nulla di più. Ma noi sappiamo chi è stato e speriamo possa tornare a esserlo."