L'editoriale di Forgione: "Allegri, Napoli è l'ultima carta altrimenti rischia di dover smettere..."
Il Napoli dopo tre sconfitte consecutive è atteso di nuovo al Maradona, stavolta contro un avversario di caratura inferiore come il Bologna e senza più attenuanti per il ritorno alla vittoria. Ne ha parlato il giornalista e scrittore napoletano, Angelo Forgione, nel corso della nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli live ogni giorno.
Arriva Napoli-Bologna, cosa deve dirci questa partita?
"Non si può più tergiversare, lasciare punti per strada, i valori devono significare qualcosa. Si possono accettare le sconfitte con l'Inter e con l'Arsenal, un po' meno col Como ma anche lì ci può stare, può succedere. Però quando giochi in casa col Bologna devi cominciare a vincere, non sono ammesse altri risultati. E quindi questo significa che il Napoli ha pressione addosso non indifferente, perché è chiamato a vincere e non c'è altro risultato. Questa è l'unica chiave di lettura, mi preoccupa la pressione ma qui cominciamo a vedere la squadra come la gestisce questa tensione che si è andata a creare da sola, con queste tre sconfitte consecutive che sono anche figlie di un calendario non proprio favorevole, perché in partenza difficilmente si è visto un qualcosa del genere. Como, l'Inter e l'Arsenal di fila, ci sta che poi dopo 26 anni il Napoli abbia inannellato tre sconfitte consecutive".
Nella sosta bisognerà riflettrere sul gioco, per adesso servono soprattutto i tre punti, ora però deve uscire Massimiliano Allegri per quello che si racconta di lui ed evitare un crollo.
"Ma sulla concentrazione io ho pochi dubbi, ho visto segnali decisamente incoraggianti nella partita con l'Arsenal. Sarà stato il blasone dell'Arsenal, il peso della partita, l'atmosfera, la competizione, però io la concentrazione l'ho vista in tutti i calciatori a dispetto poi magari di qualche errore fatto in fase di rifinitura o comunque di dribbling per quanto riguarda magari Alisson, o ultimo passaggio per quanto riguarda De Bruyne, o inserimenti che potessero essere quelli di Lucca alla fine, ma insomma sono errori che magari ci stanno. Il mio dubbio a questo punto è su cosa vuole essere questo Napoli, perché il Napoli ha giocato tre partite fondamentalmente in difesa, quella di Milano forse un poco più spregiudicata in certe parti della partita, quella con il Como nell'ultima parte della gara quando il Como ha capito che era il caso di chiudersi, ma chiudersi bene, attenzione, non chiudersi male ma chiudersi bene perché anche la chiusura e il blocco basso vanno fatti per bene e il Como l'ha fatto per bene con il Napoli, quindi mi aspetto che con il Bologna si tiri fuori un po' l'aggressività, artigli, volontà di proporsi meglio, di salire col baricentro, di fare cose che in questo abbrivio non abbiamo visto con costanza. Ci siamo abituati bene, devo dire che lo stand del Napoli è tutt'altra roba fino a qualche tempo fa, lo stesso Conte ci ha abituato a un certo tipo di calcio, non possiamo puntare il dito solo su Allegri, certo Allegri esaspera un po' di più questo concetto, ma non dimentichiamo cosa è stato il Napoli. Cosa si è costruito, questo status che non va persa, poi Allegri si gioca la carta più importante, forse l'ultima, perché se gli ultimi anni alla Juve sono andati male, al Milan è andato mele, non solo per colpa sua, ma se dovesse andare male anche l'opportunità Napoli, io credo che Allegri dovrebbe pensare o di scendere di categoria, non in Serie B ma chiaramente altre squadre in Serie A, o comunque chiudere la carriera perché non voglio sembrare drastico, ma se poi dimostri non esserti aggiornato forse è passato il tuo tempo, non voglio credere questo, credo che Allegri sia un allenatore intelligente da capire che è venuto il momento di tirar fuori qualcosa in più rispetto a quello che ci ha fatto vedere"
Si scrive che Allegri starebbe già pensando al mercato di gennaio per un difensore e un attaccante. E' giusto?
"Se fosse così ci sarebbe da fare tante riflessioni e tanti dibattiti su quello che ha fatto il Napoli quest'estate, è chiaro che era una scelta quasi obbligata, il Napoli ha deciso una strada che anche dal punto di vista aziendale è giusta, non mi sento né di sindacarla né tantomeno di contestarla, però se ti sei assunto quest'onere e questa responsabilità, poi a settembre dopo tre sconfitte non puoi cominciare tu allenatore, che hai sposato questo progetto, a pensare al mercato di gennaio, perché significa a questo punto già dare per scontato che questa squadra è decisamente carente e quindi si è posta ai nastri di partenza indebolita e manchevole di elementi necessari per competere. Io credo che Allegri, tutto l'entourage tecnico societario e anche ovviamente i calciatori che probabilmente in questo momento hanno meno responsabilità di tutto quello che è venuto da Luglio a qui e credo che debbano tutti concentrarsi su quello che c'è in questo momento come materiale e fare quello che c'è da fare, perché è vero il Napoli è manchevole, ha dei punti deboli, lo sapevamo, però ha comunque dei valori e questi valori a questo punto ancora non si sono visti per bene, quindi devono venire fuori, perché bastano per reggere il confronto almeno per una lotta per un quarto posto. La situazione è in questo momento già un bivio per la stagione e bisogna imboccare la strada giusta".
Lang giocherà? E' rientrato davvero tutto?
"Questo rientra un po' nel discorso che ho fatto prima, ti rimetti dentro casa un giocatore che ti ha dato segnali negativi l'anno scorso, sai a cosa vai incontro, i rischi te li accolli e adesso sarebbe masochistico, perché già è masochistico privartene alla vigilia della partita di Champions con riserve ridotte all'osso, quindi sì, devo pensare anche io che ci sia stato qualcosa di molto grave. Devo dire che sarebbe ancora più masochistico insistere e quindi crocefiggere il calciatore per quello che è successo, perché te lo sei accollato questo rischio, quindi adesso ci devi lavorare e devi essere perseverante per recuperare il calciatore. Se il calciatore non avrà fatto passi avanti e avrà continuato a fare quello che ha fatto l'altro giorno, allora te ne dovrai fare una ragione e rinunciare a alzare bandiera bianca"
Errori tecnici dei calciatori? Se De Bruyne segna...
"Io ho detto prima che le responsabilità sono anche dei calciatori, le metto in una gerarchia a un livello più basso rispetto a quello che ha deciso la società e che ha avallato anche l'allenatore. Il problema non è l'errore in se stesso che abbiamo visto, a me preoccupa il fatto che questa squadra non abbia più la capacità di imporre il proprio gioco e di proporsi, quindi sembra che si stia abituando a essere remissiva e a subire troppo. Discorsi già fatti, sembra anche di essere troppo accaniti nei confronti della guida tecnica, ma è sotto gli occhi di tutti che questa squadra in questo momento è poco sicura e convinta di sé e questo secondo me è il motivo per cui poi si sbaglia troppo, perché c'è mancanza di decisione, convinzione e certezza dei propri mezzi. Invece se i calciatori cominciassero a essere più convinti, e questa convinzione la deve dare anche l'allenatore, credo che poi il livello di errore si smusserebbe parecchio".
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