Forgione: “Con Allegri non ci divertiremo. Deponiamo le armi e iniziamo a vincere”
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Qual è la tua lettura di Napoli-Arsenal?
"La partita ha rispecchiato quello che era nelle premesse. L'Arsenal è stranamente più forte e il Napoli ha cercato di contenere. Poi ci sono due scuole di pensiero: è chiaro che c'è qualcuno che si aspettava un Napoli magari più capace di proporsi in avanti, meno attento e abbottonato in difesa, e invece chi ci aspettava esattamente questa partita, del resto anche io. Io credo che il Napoli abbia dimostrato di avere volontà, abnegazione, spirito di abnegazione, applicazione, concentrazione, che sono la base per una ripartenza, visto che ormai dopo tre sconfitte si può parlare di una non dico crisi, ma di difficoltà della squadra in termini di risultati. Quindi, per ripartire in questo senso, i segnali sono buoni, anche perché non andrà a incontrare sempre di fila Como, Inter e Arsenal. Detto questo, se qualcuno si aspettava che il Napoli si proponesse di più, effettivamente poi qualcosa si poteva fare. Del resto lo stesso Conte l'ha detto: è mancato magari l'ultimo passaggio, la capacità di indovinare le scelte giuste quando doveroso. Quello è mancato. Si poteva pungere di più anche in quelle poche volte in cui il Napoli si è affacciato nella trequarti avversaria, pochissime volte. Però io dico che della partita l'interpretazione non è stata sbagliata da parte di Allegri, perché se Allegri vuole portare questa squadra al di là della fase a gironi o a classifica, bisogna anche ragionare in funzione dei gol subiti. Magari la partita la fai in un'altra maniera, più propositiva, però la perdi 3-1, 4-1, 4-2. Allegri ha fatto un discorso di contenimento anche in termini di differenza reti. Alla fine hai perso 1-0, per quanto possa essere comunque una sconfitta. Però, se guardi altri risultati su altri campi, ti ritrovi con squadre che hanno perso 4-0, 5-0. Insomma, hai limitato i danni e, in funzione di una differenza reti, devo dire che, visto che hai affrontato l'Arsenal e non affronterai sempre l'Arsenal, per me sotto il profilo della Champions ci può stare tutto questo tipo di partita."
Quali altri segnali positivi hai visto?
"Intanto note più che segnali. I segnali li ho evidenziati: la questione di applicazione, di spirito di squadra, di concentrazione, quella non è mancata. Visto quello che era successo nelle precedenti partite, poteva andare molto peggio. Invece poi chi ha sbagliato non è stato il Napoli, è stato l'Arsenal in termini di misura, ma soprattutto sotto la porta avversaria, perché poteva anche finire 3-0, 4-0. Il paradosso è questo: l'Arsenal ha sbagliato molto più del Napoli e ha vinto comunque. Quindi questo ci dà l'idea del rapporto di forze e del tipo di situazione che si è creata in campo. Io sono perfettamente d'accordo con te, ci si poteva proporre di più, però ritornando alla tua domanda, più che segnali positivi c'è qualche nota positiva. L'ingresso di Favasuli è veramente importante, perché questo ragazzo è animato da uno spirito sacro e da un fuoco importante. Poi l'emozione l'abbiamo vista a fine partita: non erano lacrime fatte, era veramente contento di aver coronato un sogno, di giocare al Maradona per il Napoli. Insomma, lui è un ragazzo del Sud."
Favasuli può diventare importante per il Napoli?
"Assolutamente. Quindi l'ha interpretata bene. Questo è un calciatore che, se continua su questa strada, diventa importante, perché giocare contro l'Arsenal in queste condizioni non era facile. Lui è stato veramente, forse per quello che ha giocato, il migliore in campo. Quindi nota positiva Favasuli e segnali positivi da parte dell'atteggiamento generale della squadra. Poi qualcuno ha giocato meno bene di altre volte, tipo Alisson, il solito Luca, talvolta anche cervellotico, perché poi, se tu ti aspetti una ripartenza, forse è l'unica possibilità di andare in gol. Poi hai la possibilità di ripartire verso l'ultimo minuto, dai una gomitata all'avversario e fermi l'azione. Qua si tratta di essere poco intelligenti, per non usare altri termini. Ma non voglio infierire sul calciatore, però deve darsi una svegliata, 'sto ragazzo, perché deve capire i movimenti, le partite e gli atteggiamenti in campo."
Come giudichi il comportamento di Noa Lang?
"Ragazzi, Noa Lang per un comportamento non idoneo avuto nell'allenamento pre-Napoli-Arsenal si è tolto la possibilità di giocare una gara importantissima in Champions League. E allora lì mi domando: ma questo ragazzo vuole davvero giocare a calcio? Perché io penso che, se sono alla vigilia di un Napoli-Arsenal, ho così tanta voglia di giocare che non riesco neanche a parlare, voglio solo giocare a pallone. E invece tu riesci non solo a disturbare un compagno, diciamolo in maniera benevola, ma anche ad avere atteggiamenti non idonei. Il problema di Lang è che non solo si è precluso la possibilità di giocare un match di Champions League, ma ha danneggiato tutta la squadra. È una situazione di emergenza. Tu fai venire meno, con i tuoi atteggiamenti, una possibilità. Potevi anche chiedere scusa lì sul momento e invece no, hai aspettato un giorno perché hai capito il guaio che hai combinato. E non sono situazioni che vanno commesse. Il problema è nato per un passaggio sbagliato di Vergara, se non sbaglio. Vergara è stato mandato a quel paese nella maniera più brutta possibile e Allegri non ha potuto far altro che dirgli: tu stai a casa stasera. Ma questo è veramente sintomatico di un'immaturità e di un'incapacità, di questi ragazzi, ne ha fatti specie Lang, di capire come si deve essere professionisti a certi livelli. Tutte queste cose le puoi fare se stai giocando con degli amici il giovedì sera. Non le puoi fare se sei professionista e se c'è una partita di Champions League alle porte. Questa è roba da non professionisti. Quindi in questo momento gli atteggiamenti di Lang sono da non professionista. Credo che dovrebbe cominciare a riflettere su cosa vuole fare da grande, perché in questo momento penso che sia abbastanza maturo per poter capire che così non diventerà mai un calciatore importante."
Allegri deve cambiare atteggiamento tattico?
"Io il presupposto lo chiarisco: sono perfettamente d'accordo che mi vorrei divertire di più, ma tutti ci vorremmo divertire di più. E ho posto la questione della differenza reti perché questo è il ragionamento che fa Allegri, da allenatore che da sempre usa questi metodi. A me sarebbe piaciuto vedere un Napoli che magari ti segna un gol, ti fa divertire, ti eccita, magari la perde pure 3-1, ma perché devo perdere 3-1 anziché 1-0? Poi faccio il conto della serva e capisco che in Champions League serve anche limitare i danni. E poi faccio anche la valutazione: il presupposto di base è perché Allegri dovrebbe cambiare e perché De Laurentiis dovrebbe cambiare idea? Cioè, De Laurentiis conosce perfettamente Allegri, come lo conoscevamo noi. Se fa questa scelta è perché ritiene Allegri l'allenatore perfetto per questo momento storico del Napoli, cioè per reincamminare e reincamerare certi calciatori che con Conte non hanno funzionato. Le spese sono state anche folli l'anno scorso, quindi, per non dover andare a spendere su un mercato impossibilitato a farlo, riprende quei calciatori e spera che l'aziendalista Allegri li valorizzi. Non sappiamo se questa operazione riuscirà, siamo solo all'inizio del campionato. Cerchiamo di avere un po' di pazienza. Sicuramente, e questo è scontato, noi con Allegri non ci divertiremo. Quindi deponiamo le armi, cerchiamo di evitare di sognare un gioco spumeggiante, divertimenti, grappoli di gol. Ma dobbiamo iniziare a vincere."
Quindi ora Allegri è chiamato a vincere?
"Dobbiamo iniziare a vincere. Deponiamo queste armi, non aspettiamoci il gioco, però adesso bisogna cominciare a vincere, sistemare la classifica, perché se Allegri ci dice: adesso dobbiamo cominciare a vincere, non sarà facile contro il Bologna. Non sarà facile sistemaremo la classifica in un mese e mezzo o due. Quindi sa benissimo che il Napoli si è messo in una condizione difficoltosa, ma è convinto di poterla superare, questa posizione, questa situazione. Dopo dobbiamo cominciare a vincere, c'è poco da fare. Adesso è chiamato alle vittorie, quindi è una situazione anche difficile per lo stesso allenatore."
Contro il Bologna ti aspetti un Napoli più propositivo?
"Io col Bologna qualcosa di più me la devo aspettare, perché se facciamo un ragionamento di Napoli che ha un valore decisamente inferiore di rosa e di tutto rispetto all'Arsenal, lo stesso discorso vale tra Napoli e Bologna. C'è una differenza importante tra Napoli e Bologna. Quindi io mi aspetto che il Napoli faccia, non dico l'Arsenal contro il Napoli, ma contro il Bologna faccia una partita, la partita. Quindi mi aspetto un atteggiamento più propositivo. Ripeto, non sono tutti Como, Inter e Arsenal. Adesso viene il Bologna, quindi Allegri deve dimostrare che ha piena percezione della qualità di questa squadra e quindi non deve avere paura del Bologna. Se comincia ad avere paura anche del Bologna e si tira dietro, allora lì cominciano i problemi. Magari la partita non la vinci e comincia veramente la discussione, e la discussione sull'allenatore Allegri, non sul progetto Napoli, perché poi non è un intoccabile. Quindi pazienza, tutto quello che c'è da avere in questo momento storico del Napoli, però poi Allegri deve cominciare a fare l'allenatore di un certo livello, perché guadagna anche una bella cifra. Non quanto Conte, ma guadagna comunque dei milioni."
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