Forgione: "Rosa non sarà rivoluzionata! Vergara? Se Allegri non può valorizzarlo..."
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Con Allegri ti aspetti una rivoluzione nella rosa del Napoli?
"No, non vedo una rivoluzione profonda. Vedo piuttosto una squadra che dovrà capire chi confermare, chi riaccogliere dai prestiti e quali innesti effettuare. Sono tre percorsi che dovranno convergere. Il Napoli del prossimo anno non sarà troppo diverso da quello delle ultime stagioni, ma avrà inevitabilmente delle modifiche. È una squadra che va ringiovanita, svecchiata e alleggerita sul piano degli ingaggi, senza però impoverirsi dal punto di vista tecnico. Questo deve restare un punto fermo, perché il Napoli deve continuare a stare ai massimi livelli e, se possibile, lottare ancora per lo scudetto."
Che idea ti sei fatto delle voci sul Como e su Vergara?
"Nel calcio moderno nessuno è imprescindibile e tutto dipende dalle offerte. Detto questo, Vergara ha dimostrato qualità importanti nel periodo in cui ha avuto spazio. Insieme ad Alisson Santos è stato tra quei giovani che hanno dato risposte quando magari ci si aspettava qualcosa da altri. Per questo il Napoli deve valorizzare questo patrimonio e non disperderlo. Poi è chiaro che davanti a una proposta irrinunciabile bisogna riflettere. Personalmente credo che dai 15-20 milioni in su una valutazione vada fatta, anche se poi una trattativa dovrebbe partire da cifre superiori."
Tu a quale cifra lo lasceresti partire?
"Personalmente sotto i 30 milioni non lo prenderei nemmeno in considerazione. Vergara oggi è un patrimonio del club e andrebbe preservato. Certo, bisogna capire anche quale sarà il suo ruolo con Allegri. Se il nuovo allenatore ritiene di non poterlo valorizzare, allora è giusto prendere una decisione e magari consentire al ragazzo di giocare con continuità altrove."
Le voci sulla possibile cessione del Napoli a fondi americani ti convincono?
"No. De Laurentiis si diverte ancora a fare il presidente del Napoli e ne ha fatto una parte centrale della sua vita. Basta guardare il peso che il club ha all'interno delle attività della famiglia. Credo che oggi il tema non sia lui, ma eventualmente il futuro dopo di lui. Mi sembra che stia facendo capire che un domani potrebbe esserci un passaggio di consegne, qualora i suoi eredi non volessero o non fossero in grado di proseguire questo percorso. Ma nel presente lo vedo ancora molto determinato e intenzionato a restare al comando."
Quanto è importante la questione delle strutture?
"È fondamentale. De Laurentiis ha detto chiaramente che questi saranno gli anni delle strutture. Adesso bisogna verificare se alle parole seguiranno i fatti. Entro il 2030 capiremo davvero se sarà riuscito a realizzare centro sportivo e stadio di proprietà. Portare il Napoli ai vertici è stata una grande impresa, ma questa è probabilmente una sfida ancora più difficile, soprattutto in una città come Napoli dove la burocrazia rende tutto più complicato."
Per la Nazionale il nome giusto è Roberto Mancini?
"Credo che Mancini rappresenti una soluzione più sostenibile dal punto di vista economico rispetto a profili come Conte. In questo momento la Nazionale deve ripartire quasi da zero, come una squadra che deve ricostruire il proprio percorso. Non penso che ci siano le condizioni per operazioni economicamente molto pesanti. Mancini potrebbe accettare condizioni diverse rispetto al passato e rappresentare una soluzione concreta per aprire un nuovo ciclo."
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