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Gila-Napoli, Forgione: "Buon colpo, ma va prima recuperato un giocatore"

Gila-Napoli, Forgione: "Buon colpo, ma va prima recuperato un giocatore"
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista, scrittore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Ti sta piacendo la piega che sta prendendo il Napoli con Massimiliano Allegri prossimo allenatore? 
"Io sono, tra virgolette, aziendalista in questo senso. Cosa voglio dire? Voglio dire che mi fido ciecamente di questa società e quindi questa società, quando prende delle decisioni, 9 su 10 sono decisioni sagge che fruttano. Mi fido anche della decisione Allegri, che può piacere o non piacere. Chiaramente il personaggio è discutibile, però una volta che è stato scelto questo allenatore, al di là di tutte le discussioni che si possono fare, io devo pensare che ci sia un progetto dietro e questo progetto evidentemente si sta già dipanando. La cosa fondamentale è che il Napoli sta già lavorando con Allegri da tempo, era già d'accordo, nessuno me lo leva dalla testa. Lo abbiamo capito tutti da quello che disse il presidente a margine dell'ultima partita di campionato: ci fece capire chiaramente che si aspettava solamente che il Milan perdesse la partita per poter poi ingaggiare Allegri. Mi pare abbastanza evidente che gli accordi fossero antecedenti alla fine del campionato. Quando una società si muove con così tanto anticipo significa che ha le idee chiare e che ha un progetto, un percorso già predeterminato. Su questo percorso bisogna battere. L'allenatore deve essere bravo a indicare i nomi giusti e la società deve essere brava a supportarlo. Quello che è fondamentale è che queste due componenti si sposino per poter far fruttare il progetto. Lo dico chiaramente: storco un po' il naso su Allegri, ma sono convinto che Allegri messo nel Milan può fallire e ha fallito, mentre Allegri messo nel Napoli può fare qualcosa di buono e sono convinto che lo farà."

Hai visto Belgio-Egitto? Ti chiedo un parere sulla prestazione di Kevin De Bruyne e di Romelu Lukaku. Come li hai visti e potranno essere importanti per il futuro del Napoli?
"Stanno crescendo sicuramente rispetto a una condizione che deve necessariamente aumentare e migliorare. È fondamentale soprattutto per il Napoli, non tanto per la nazionale. Alla fine c'è una squadra che li paga, c'è un club che li paga, c'è una tifoseria e una piazza che li aspetta. Se non dovessero restare a Napoli, devono comunque contribuire alla vita sportiva di questo club attraverso una monetizzazione. Quindi, in un verso o nell'altro, è fondamentale che questi due calciatori facciano un ottimo mondiale e che portino a casa o un valore tecnico da poter reimpiegare in campionato o un valore economico da poter reinvestire sul mercato."

Il Napoli è in procinto di comprare un difensore che potrebbe arrivare per fare il titolare. Ti chiedo di Alessandro Buongiorno: se arrivasse un'offerta importante, prenderesti in considerazione la sua cessione?
"Questa è una domanda che dovremmo fare ad Allegri più che a me. Se chiedi cosa penso io, penso che Buongiorno sia un giocatore da recuperare e riscattare da una stagione deludente, assolutamente deludente. Lo abbiamo visto in tutt'altro spolvero, con una brillantezza sicuramente maggiore. È stato uno dei protagonisti dello scudetto di due anni fa, quindi può tornare a certi livelli. Se li ha dimostrati, evidentemente sono nelle sue corde e nelle sue potenzialità. Bisogna capire cosa pensa di questo calciatore l'allenatore. Se pensa di poterlo recuperare, è un calciatore che ci sta bene nella rosa del Napoli anche se non da titolare. Lo dico sempre: le squadre importanti hanno calciatori importanti anche in panchina, o presunta tale, che possano far rifiatare quelli che vanno in campo. Non è detto che si debba essere per forza titolari per essere decisivi nel calcio moderno. Se Allegri conta su questo calciatore, io eviterei di cederlo o perlomeno ci metterei una bella taglia sopra. Solo in caso di un'offerta irrinunciabile si potrebbe ragionare. Queste sono le dinamiche del calcio moderno. Di fronte a certe offerte qualsiasi calciatore può essere ceduto, soprattutto parlando di un club italiano. Il mercato italiano è asfittico e quando arriva una squadra dall'estero che ti offre soldi importanti, la valutazione può diventare interessante."

Come commenti la tripletta di Lionel Messi? A 39 anni continua a fare la differenza. È ancora il numero uno?
"Sì, mi aspettavo che mi chiedessi il confronto con Maradona, visto che è il tema del giorno. Avrei bisogno di cinque minuti che non penso di avere. Messi, lasciando stare Maradona che è un discorso a parte, ha fatto e sta ancora facendo una carriera lunghissima, esemplare, fatta di numeri, di costanza, di estro e di grande qualità. Chi contesta il fatto che oggi sia il numero uno sbaglia. Nel calcio attuale lo ritengo superiore a Cristiano Ronaldo, anche se è una bella lotta. Ma teniamo fuori Maradona perché è un altro pianeta. Non è una questione di numeri, è una questione di essenzialità, di energia. Avrei bisogno veramente di tempo."

È vero quindi che Maradona appartiene a un'altra dimensione rispetto a qualsiasi paragone?
"Sì, Maradona è un'altra cosa. Ci devo arrivare per forza. Maradona ha fatto quello che ha fatto in un arco di tempo ristretto perché chiaramente il suo limite era fisico. Aveva tre limiti fondamentali. Il primo era la caviglia ricostruita. Il medico che gliela ricostruì fece un miracolo per riportarlo a giocare e disse che aveva perso il 30-40% della mobilità. Quindi è andato in campo e ha fatto quello che ha fatto con il Napoli, a Messico '86 e in tutto il resto della sua carriera, con una caviglia che non era quella originale. Poi aveva la lombosciatalgia, quindi andava in campo con infiltrazioni che ne compromettevano la tenuta fisica. Infine era tossicodipendente. E questa non è una forma di doping positivo, ma una limitazione. La cocaina ti dà un quarto d'ora o venti minuti di eccitazione, poi il resto è depressione totale. Ammesso che ne facesse uso prima di una partita, in realtà la assumeva durante la settimana e questo ti stronca, non ti fa allenare. Questo è il motivo per cui Maradona si è allenato poco, ha avuto una carriera meno intensa, meno lunga e ha fatto meno numeri di Messi. Fermo restando che Messi, dal punto di vista della prolificità e della continuità, è stato superiore. Ma è una questione essenzialmente di numeri."

Maradona disse: “Immagina che calciatore sarei stato se non mi fossi drogato”.
"Abbiamo goduto di un Maradona che, se non avesse fatto quello che ha fatto, sarebbe stato veramente un extraterrestre. Probabilmente ha voluto riportarsi sulla terra. Poi c'è un'altra cosa: Maradona è stato un leader fuori dal campo, completamente disallineato dai poteri sia calcistici che politici. È un uomo che ha portato avanti cause politiche per tutto il Sud America. Guardate Messi invece: quanto poca discussione, polemica o dibattito ha sollevato rispetto a un calcio che evidentemente ha tante problematiche. Maradona era tutta un'altra cosa, sotto ogni aspetto. Quindi non li mettiamo a paragone perché sono sia epoche diverse sia dimensioni diverse."